BRESCIAOGGI, 14 LUGLIO 2007
Sanità camuna. In ospedale serve nuovo personale infermieristico
Pianta organica già carente e ora arriva Riabilitazione
di Luciano
Ranzanici
L'ospedale di Esine? Convive con due
problemi da risolvere. Innanzitutto serve un infermiere in più nel reparto di
Medicina femminile per il turno di notte; poi bisogna attuare il necessario
adeguamento della pianta organica in vista dell'attivazione dell'unità
operativa complessa di Riabilitazione specialistica.
Una doppia richiesta avanzata, dalla Cgil funzione pubblica., dalla Cisl federazione lavoratori pubblici e dei servizi
di Valcamonica e Sebino, dalla Uil Fpl di Brescia e dalla rappresentanza
sindacale unitaria dell'Asl camuna. Una sollecitazione contenuta, in una lettera aperta indirizzata alla direzione di presidio e al
servizio infermieristico, nella quale di ricorda che «i carichi di lavoro e il
peso assistenziale provocano gravi disagi agli operatori del reparto di
Medicina (e nello specifico al settore femminile), i quali per garantire un
adeguato livello di qualità dell'assistenza infermieristica sono costretti a
subire stress psicofisici pesanti».
«Nonostante il surplus di lavoro ‑
prosegue la lettera - gli operatori rispettano comunque i piani di lavoro
assegnati, subendo una condizione di notevole stress. Si rende quindi
necessario l'arrivo di un'altra unità infermieristica per il turno di notte».
Ma passiamo al secondo punto. Pochi
giorni fa, il direttore generale dell'Asl, Angelo Foschini, ha comunicato ai
sindacati la volontà di attivare a Esine (per
settembre?) il reparto di Riabilitazione generale. Cgil, Cisl, Uil e Rsu
avallano in pieno la decisione dei vertici aziendali, ma non possono fare a
meno di ricordare una «situazione organizzativa, già
da tempo precaria, caratterizzata da carenze di personale infermieristico, di
riabilitazione e di supporto». In sintesi, le quattro sigle sindacali giudicano «incomprensibile la scelta di attivare il nuovo
reparto senza procedere ad assumere personale addetto e specializzato».
La preoccupazione è ovviamente relativa al
rischio di «aggravare le carenze generali di personale infermieristico che,
come è noto, non è facilmente reperibile in caso di necessità contingente. Ma
soprattutto, considerata l'esiguità dell'attuale dotazione organica, di operatori della riabilitazione, si rischia, per attivare
il nuovo, di interrompere le attuali prestazioni erogate nei diversi reparti
e agli utenti esterni, determinando una situazione di peggioramento rispetto
alle condizioni esistenti».
I vertici aziendali hanno definito «un bel fiore all'occhiello»
dell'ospedale il futuro reparto di Riabilitazione, ma i sindacati temono che
per attivarlo si giochi sul concreto diritto all'assistenza degli utenti.