GIORNALE DI BRESCIA, 5 LUGLIO 2007

«Più morti bianche che vittime nella guerra del Golfo

 

La situazione degli infortu­ni sul lavoro nel territorio bre­sciano rappresenta una mas­sa critica di 1.879 incidenti gravi segnalati all'Asl nello scorso anno, cui bisogna aggiungere lo «stillicidio» causa­to dalle malattie professiona­li. In un recente studio Euri­spes sono stati messi a con­fronto i dati relativi ai militari caduti negli ultimi quattro an­ni nella guerra del Golfo e il numero delle persone che, in Italia, hanno perso la vita sull'ambiente di lavoro nel perio­do compreso fra il 2003 e il 2006: 3000 contro 5.252. «Ab­biamo un morto ogni 8.100 addetti ‑ ha osservato Foschi­ni dell'Asl Vallecamonica ‑. E non dimentichiamo che gli in­fortuni costano alla comunità 50 miliardi di euro ogni anno». Gli infortuni protocollati in Lombardia sono stati 51mila nei primi quattro mesi del 2007; 7.800 nella provincia bresciana: il 17% rispetto alla stima regionale (l'elevata per­centuale è dovuta alla maggio­re concentrazione di attività produttive primarie), con un'incidenza superiore di quelli accaduti a lavoratori extracomunitari (25%). «Percentuali che vanno mes­se a raffronto con l'ammonta­re complessivo degli addetti nelle imprese bresciane, che sono all'incirca 300mila ‑ ha segnalato Gallucci dell'Inps ‑, più 130mila lavoratori extracomunitari (di cui 30mila vanno inclusi fra il «nero» e i ricon­giungimenti familiari)».

Un quadro sconcertante, cui cercano di far fronte gli ispettori dedicati alle tradizio­nali attività di controllo: 200 in tutto, contando i 50 della Direzione provinciale del lavoro, gli 8 dell'Inail, i 100 dell'Asl, i 30 dell'Inps e la dozzina di operatori dell'Asl Valleca­monica.