GIORNALE DI BRESCIA, 22 GENNAIO 2008

I sindacati protestano contro la decisione di affidare i servizi di manutenzione ad una società esterna

Asl Vallecamonica, il «servizio globale» crea malcontento

di Sergio Gabossi

«Global servi­ce», malcontento globale. Sulla scelta dell'Asl di Vallecamonica di appaltare tutti i servizi di manuten­zione nelle strutture di sua competen­za, arriva il coming-out delle organizza­zioni sindacali e dei lavoratori della struttura ospedaliera. Per il momento, nessuna presa di posizione ufficiale, ma quello che inizialmente sembrava sol­tanto un malcontento di corridoio, ora si sta allargando a macchia d'olio. A far storcere il naso a molti, la decisione di Angelo Foschini (direttore generale dell'Asl) e dei suoi consiglieri di affida­re ad una società esterna tutti gli inter­venti sugli «ingranaggi» del motore ospedaliero: cura e manutenzione di giardini e spazi verdi, servizio del Cen­tro unico di prenotazione tramite call center, interventi sulle opere idrauliche ed elettriche, lavori di bricolage. In pratica, quello che fino a venti giorni fa era compito dei dipendenti a libro paga dell'Asl, da qualche settimana tocca agli operai di Consorzio Alisei e Syscom spa, aggiudicatarie l'appalto e che per i prossimi 10 anni avranno in mano il servizio.

Detto che il global service è una prassi abbastanza comune negli enti pubblici, cosa ha spinto l'Asl a prende­re questa decisione? Primo: necessità di avere un referente unico che si occupi di tutte le manutenzioni. Secondo: affidare un pacchetto di servizi incari­cando un unico soggetto, consente all'appaltatore di poter trattare sui costi. Ma proprio su questo punto le organiz­zazioni sindacali scuotono il capo.

Lo scorso mese di settembre, infatti, Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto ed ottenuto un incontro con i vertici dell'azienda, un faccia a faccia che però aveva sortito un nulla di fatto. In quella sede vennero formalizzate alcune pro­poste, chiedendo ad esempio che alcuni servizi come la gestione del verde e il centro unico di prenotazione, potessero essere affidati alle cooperative sociali del territorio. Il secondo interrogativo riguardava proprio l'aspetto economi­co, perché se il contratto stipulato at­tualmente è a costi sicuramente agevo­lati, non si esclude la possibilità che tra due-tre anni, quando il servizio funzio­nerà a pieno regime, la ditta che presta la propria opera possa anche decidere di rivedere le condizioni. Ovvero: risparmi poco oggi e rischi di spendere il doppio domani. Per ora le uniche certezze sono le lamentele dei lavoratori alle prese con qualche disagio di tipo organizzativo perché al verificarsi di un guasto che prima veniva riparato «in economia e in casa», ora bisogna rispettare determina­te procedure con una trafila più lunga, tra dubbi e attese al call center. Va detto poi che oltre ai costi previsti dal capitolato, l'azienda deve continua­re a riconoscere l'indennità di reperibili­tà anche ai propri dipendenti pagando due volte per avere lo stesso servizio. B tutto dovrebbe risolversi entro il mese di marzo o aprile.

All'orizzonte c'è però una questione ben più preoccupante: sembra infatti che una delle ditte in gara per il «global servite» abbia preannunciato un ricor­so per denunciare presunte irregolarità nell'assegnazione dell'appalto. Una ulte­riore dose di problemi e preoccupazioni per una avventura decisamente partita con il piede sbagliato.

 

 

GIORNALE DI BRESCIA, 25 GENNAIO 2008

Asl Vallecamonica [lettera al direttore]

Precisazioni a proposito del servizio globale

di Eugenio Fontana[1]

Con riferimento all'articolo «Asl Vallecamonica, il servizio globa­le crea malcontento», pubblicato nell'edizione del 22 gennaio u.s., qualche precisazione e puntualizza­zione sarà utile se non altro per non creare confusione o, peggio, ipotesi infondate sulle procedure adottate e le finalità perseguite.

1. Il ricorso o, come oggi si dice in gergo tecnico, l'esternalizzazione dei servizi non propriamente ospe­dalieri (un ospedale deve curare!), quali le manutenzioni del verde, degli impianti elettrici e così via, risponde ad una logica di economici­tà, di razionalizzazione e di efficien­za. È una prassi generalmente adotta­ta sia nel pubblico che nel privato.

2. Nessuna modifica subirà il quadro contrattuale, nel senso che nes­sun dipendente interno tra quelli che svolgono quei servizi vedrà mo­dificato il rapporto economico e di lavoro (e se il numero dovesse dimi­nuire, per qualsiasi evento, di due unità, il problema della sostituzione riguarderà esclusivamente la ditta vincitrice senza nessun aggravio di costi per l'Asl). Si fa altresì presente che lo scon­to praticato dalla ditta vincitrice è stato del 20% rispetto allo sconto del 16,25% della seconda ditta con­corrente.

3. Quanto all'ipotesi di un possibi­le aumento dei costi nei prossimi anni, ciò è tassativamente escluso sia dalla normativa vigente che dal bando di gara (art. 33 del capitolato speciale).

4. Il contratto avrà durata di cin­que e non di dieci anni.

5. Rimane un ultimo punto da chiarire: i rapporti sindacali. Non solo su questa (come su tutte le altre questioni di politica sanitaria) ci sono stati più incontri, in un rapporto sereno e costruttivo, certo con delle legittime «raccoman­dazioni» sulla sicurezza, la valorizza­zione delle cooperative locali (con il solo parere contrario della Fsi Sani­tà), ma, per rimanere in tema, nei prossimi giorni è previsto, in uno spirito di leale collaborazione e tra­sparenza, un altro incontro tra Azienda e sindacati.

 

 

BRESCIAOGGI, 24 GENNAIO 2008

Breno. Firmata la convenzione tra l’organismo territoriale e 28 realtà camune

Servizi domiciliari, l’Azienda collabora con le cooperative

Ma ci sono sette Comuni dissidenti, tra i quali Darfo Boario, che faranno da soli

di (Er. Gi.)

Nella nuova sede di Breno, i vertici dell'Azienda territoria­le peri servizi alla persona han­no illustrato tempi e modi di erogazione dei servizi residen­ziali e domiciliari, in accordo con le cooperative del territo­rio. L'organismo è nato da due «costole» dell'ASl e della Co­munità montana di Valcamo­nica. Mala volontà dei 42 Co­muni valligiani s'è sfaldata sul­la designazione alla presiden­za del bornese Pietro Bertelli: sette municipalità (sopranno­minate «i sette nani») si sono staccate per far da sé. Fra i «dis­sidenti» c'è anche Darfo Boa­rio Terme.

Il presidente Bertelli ed il di­rettore Roberta Ferrari hanno firmato l'accreditamento di 28 realtà camune che si occupa­no in prima persona del setto­re sociale: Comuni, case di ri­poso, cooperative. «L'Azienda ‑ spiega Bertelli ‑ stipula con­tratti essendo subentrata dal primo gennaio all'Asl Valcamonica-Sebino, che per legge ha ceduto la gestione ed i finan­ziamenti. Nel corso dell'anno verranno distribuiti 3 milioni di euro per: assistenza domici­liare semplice, domiciliare educativa, disabili, formazio­ne autonoma, assistenza per disabili iscritti ai Grest estivi». La filosofia di intervento è quella di mantenere l'assistito il più possibile nel proprio am­biente, senza procurargli trau­mi psicologici. Lungo la valla­ta dell'Oglio sono quasi una trentina i soggetti che ‑ come prevede la normativa ‑ sono stati accreditati. «S'è preferito puntare su più possibilità ‑ ri­corda il presidente ‑ per offrire maggiori alternative al cittadino. Fortunatamente la nostra Valle è ricchissima di coopera­tive e quindi si dà opportunità di lavoro a tante realtà spesso sostenute da un encomiabile volontariato».

Dunque l'Azienda, sia pure con qualche contestazione, sta movendo i primi passi. Tra le prime cose da realizzare nel fu­turo imminente c'è l'attuazio­ne di un «tavolo» permanente di contrattazione tra Azienda e terzo settore, ovviamente te­nendo sempre d'occhio il fatto che i costi, magari abbattuti, non devono sottrarre qualità ed efficacia ai servizi eroga­ti.

 

 

GIORNALE DI BRESCIA, 25 GENNAIO 2008

Faccia a faccia tra i dirigenti dell’Asl e i sindacati in merito alla decisione di appaltare a una ditta esterna i servizi di manutenzione

Esine, Global service avanti con riserva

di Sergio Gabossi

Global service avanti con riserva. All'indomani della pubblica­zione della notizia del «ni» alla decisione di appaltare tutti i servi­zi di manutenzione: dell'Asl ad una ditta esterna, le nubi all'oriz­zonte sembrano diradarsi. Il faccia a faccia di ieri tra i dirigenti dell'Asl e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali sembra aver sancito una tregua, anche se per il momento non ci sono prese di posizioni ufficiali dalle parti in causa. Ieri mattina, all'incontro infor­male convocato dal direttore ge­nerale dell'Asl, Angelo Foschini, hanno preso parte Cgil, Cisl e Uil e il responsabile dell'ufficio tecni­co, l'ingegnere Guglielmo Piccinel­li e Maria Grazia Fredi, responsa­bile del presidio ospedaliero. Al centro della discussione, appun­to, i presunti malcontenti di lavo­ratori e di una parte del trio che sembra non aver digerito i termi­ni dell'accordo che prevede l'esternalizzazione dei servizi di manutenzione della struttura dell'Asl. Un incontro che i dirigenti dell'Asl hanno definito «molto cordia­le e costruttivo» che sarebbe servi­to ai vertici dell'azienda per chiari­re alcuni termini del contratto del «global service» e ai rappresentan­ti sindacali, seppur con sfumatu­re diverse, a ribadire le loro posi­zioni peraltro già esposte nei me­si scorsi. Al termine, stretta di mano e appuntamento per fine febbraio quando è previsto il pri­mo dei tanti incontri che serviran­no a chiarire nel dettaglio alcuni passaggi particolarmente «caldi» come la questione dell'indennità di reperibilità per i dipendenti che, proprio in queste settimane, sono alle prese con la nuova real­tà targata Consorzio Alisei e Sy­scom Spa (non senza qualche difficoltà). Se Foschini ha dato piena disponibilità al confronto sui conte­nuti dell'accordo, non altrettanto ottimismo si respira tra i sindaca­ti. Cgil e Cisl parlano di «incontro costruttivo» ma chiedono garan­zie riguardo alla certezza per le cooperative valligiane di poter continuare la collaborazione con l'Asl, ribadiscono il concetto di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e, pur senza preconcetti sul servizio global service e sulla ditta vincitrice, temono che affida­re i servizi a terzi possa incidere negativamente sulla conoscenza professionale dei dipendenti Asl. Morale della favola: parliamone pure, ma l'inizio non è proprio dei migliori. Di tutt'altro parere la Uil che ammette che qualche difficol­tà c'è ma che il disagio è minimo e riguarderebbe solo la minoranza di lavoratori. Quindi, ufficiosa­mente, nessuna diatriba tra sinda­cato e dirigenza. Per la prossima settimana, sulla questione global service, comunque è attesa una presa di posizione ufficiale.

 

GIORNALE DI BRESCIA, 25 GENNAIO 2008

Assistenza domiciliare e residenziale

Azienda per i servizi alla persona, convenzioni con 28 Enti

di (g. moss.)

Sono ventotto gli enti del terzo settore camuno (coope­rative, parrocchie, case di riposo, fondazioni) che ieri hanno stipula­to con la nuova Azienda territoria­le per i servizi alla persona di Valcamonica i contratti che consentiranno di garantire i servizi domiciliari e residenziali per i soggetti deboli del territorio. A loro andranno i circa tre mi­lioni di euro che l'Azienda stessa ha già messo a bilancio per l'eroga­zione di servizi domiciliari (assi­stenza per anziani e disabili, assi­stenza educativa per minori e fa­miglie) e residenziali (le strutture per i disabili, le comunità socio‑sa­nitarie, i centri diurni e i servizi perla formazione all'autonomia). L'Azienda di piazza Tassara 3, a Breno, è così diventata l'interlocu­tore unico di cooperative e parrocchie per quanto riguarda i servizi sociali, mentre in passato era necessario rivolgersi a più enti, co­me i Comuni, la Comunità monta­na e l'Asl. L'accordo di ieri arriva al termi­ne di una lunga concertazione tra l'Azienda e il terzo settore, per la definizione di modalità e tariffe, che ha evitato di procedere con una gara al massimo masso economico, che avrebbe consentito di risparmiare a scapito della qua­lità dei servizi e della sicurezza. «È una grande assunzione di responsabilità da parte nostra ‑ha commentato il presidente del consiglio di amministrazione Pietro Bertelli ‑, la strada dell'accre­ditamento con le cooperative la­scia al cittadino la scelta del sog­getto dal quale ricevere la presta­zione. La tariffa che abbiamo con­cordato assicura la continuità del servizio finora erogato e la qualità dello stesso. Il passaggio di sta­mattina con il terzo settore camuno è importantissimo, anche perché crea occupazione e sicurezza, nel rispetto dei contratti. Tengo a sottolineare la responsabilità so­ciale di questa azienda, che ha anche un occhio di riguardo per le categorie svantaggiate».

L'Azienda ha annunciato che nel 2008 sarà aperto un tavolo con il terzo settore per affrontare i punti di forca e di debolezza nelle modalità di erogazione dei servizi e per concertare i patti per l'anno prossimo. Il nuovo direttore pro tempore dell'azienda, Roberta Ferrari, ha ricordato che «l’Azien­da è all'inizio di un percorso che nel 2008 sarà interamente analizzato insieme agli operatori per meglio definire il contenuto delle loro prestazioni e differenziarle in base ai bisogni degli utenti. In passato poteva capitare che più enti erogassero servizi diversi alla stessa persona, ora l'interlocuto­re è unico, con netto risparmio in termini di risorse umane ed eco­nomiche,, ma anche di tempo. La nuova Azienda muove quin­di i suoi primi passi in Valle, anche se nel suo bagaglio resta sempre la scomoda frattura con l'altra azienda per la gestione dei servizi sociali, nata dal distacco di sette Comuni.



[1] Ufficio stampa dell’Asl camuno-sebina.