GIORNALE DI BRESCIA, 28 NOVEMBRE 2008
Le prime crepe erano comparse mercoledì mattina, così i pazienti erano già stati trasferiti in altre stanze attigue
di Gian Mario Martinazzoli
Alla fine, grazie a Dio, non è capitato nulla di irreparabile ma certamente qualche rischio è stato corso se si guarda il soffitto della stanza numero 9 dell'Unità di chirurgia e ortopedia dell'ospedale di Edolo. Ora i tecnici stanno cercando di capire come possano aver ceduto quasi di colpo quelle «pignatte» di laterizio che vengono impiegate per le solette.
Dalle prime crepe al
cedimento
Le prime crepe sono comparse nella giornata di mercoledì, un segnale che il personale infermieristico e di servizio non ha affatto sottovalutato. E meno male che così è stato, visto che nel tardo pomeriggio si è verificato il crollo, quando però i degenti erano già stati spostati in un'altra stanza del reparto. Dal soffitto si sono staccati alcuni metri quadrati di intonaco insieme alla parte inferiore del laterizio che ha ceduto per ragioni che sono al vaglio dei tecnici. Si tratta di quella parte dell'ospedale che era stata costruita a metà degli anni Ottanta e che recentemente è stata ristrutturata senza però che i soffitti venissero toccati.
1 degenti del reparto, una quindici tra chirurgia e ortopedia. sono stati spostati in un'altra ala dell'ospedale per cui i disagi sono ridotti al minimo. La conferma viene dal fatto che anche ieri i medici hanno continuato a svolgere il loro lavoro in sala operatoria senza assolutamente cambiare programma.
Prime ipotesi: laterizi
difettosi?
Tra i primi ad accorrere sul posto è stato l'altra sera l'ingegner Guglielmo Piccinelli, tecnico dell'Asl. Da una prima sommaria analisi parrebbe di capire che la causa del crollo stia forse in una partita difettosa dei laterizi impiegati per la soletta. Bisogna andare indietro nel tempo, a circa venticinque anni fa. Secondo alcune voci raccolte sul posto, fenomeni analoghi si sarebbero verificati gli scorsi anni anche in altre strutture. Per nono dire che qualche cosa di simile era accaduto all'interno dello stesso ospedale in un'altra circostanza. Se questa è l'ipotesi più probabile, per l'ingegner Piccinelli bisogna tenere conto anche della forte escursione termica che si è verificata in questi ultimi giorni e che potrebbe essere stato l'elemento scatenante per il cedimento del soffitto. Si tenga conto che la zona dove si è verificato il crollo non è coperta dal tetto ma semplicemente dalla soletta che quindi risente delle forti differenze di temperatura tra l'interno e l'esterno. Insomma, una serie di fattori che avrebbe compromesso la staticità del soffitto che di colpo ha ceduto. La Direzione sanitaria dell'Ospedale, come detto, ha provveduto a spostare in altre stanze tutti i degenti dell'Unità di Chirurgia e ortopedia in attesa dell'esito delle verifiche statiche. Infatti si procederà a controllare tutti i soffitti dell'ala interessata dal crollo per cercare di capire se esistono altri rischi. Non è escluso che anche altre stanze non diano più la sicurezza richiesta. Se così fosse, e se il fenomeno fosse più ampio di quanto oggi si possa immaginare, sarebbe necessario mettere mano anche ad altri settori della struttura sanitaria, quanto meno a quelli risalenti allo stesso periodo di costruzione.
L'emergenza c'è, ma è
sotto controllo
Potrebbero quindi servire alcune settimane ma potrebbero anche passare alcuni mesi prima che la situazione torni alla normalità. In ogni caso, ricorda il direttore generale dell'Asl, Angelo Foschini, la struttura di Edolo dispone di posti letto sufficienti per far fronte all'emergenza e comunque resta sempre a disposizione l'ospedale di Esine.
Sull'accaduto hanno immediatamente preso posizione anche i sindacati Cgil e Cisl di VallecamonicaSebino. «Da tempo ‑ spiegano‑ segnaliamola situazione di disagio strutturale che durante le recenti piogge ha comportato parziali allagamenti in alcuni settori dell'ospedale. Riteniamo necessario che la Direzione aziendale intervenga al più presto per il controllo dei lavori effettuati e per la soluzione dei problemi ed auspichiamo che prima di enfatizzare le dovute opere di adeguamento delle strutture si intervenga per controllare la qualità delle stesse».
Per la Direzione dell'Asl, invece, in questo ultimo periodo non ci sarebbe stata nessuna segnalazione in ordine a possibili pericoli. Anche il senatore Giampiero De Toni, che risiede proprio a Edolo, ha fatto sapere che sull'argomento presenterà un'interpellanza al ministro della Salute.
A giudizio di tutti, bisogna fare in modo che episodi simili non si ripetano. Se infatti stavolta tutto si è risolto con un po' di paura e qualche disagio, non è detto che finisca sempre così. Come purtroppo insegna la cronaca recente.
GIORNALE DI BRESCIA, 28 NOVEMBRE 2008
È sempre stato considerato un ospedale «di frontiera» proprio per la sua natura di presidio di un territorio periferico di montagna. Sarà forse anche per questo che la gente dell'Alta Valcamonica lo sente e lo avverte particolarmente vicino, al punto che a partire dagli anni ottanta è sempre stata pronta a combattere ogni buona battaglia per salvarlo dalle grinfie delle tentate «razionalizzazioni» della Regione che sembravano destinate a mandarlo a morte. Troppo piccolo ed inadeguato, si diceva, per sopravvivere e per dare un servizio adeguato. La realtà è che quel piccolo ospedale di periferia è da molti sentito come un nido che trasmette un senso di sicurezza e perfino di familiarità, senza con questo dover rinunciare alla bontà e all'efficacia delle prestazioni essenziali. Sarà anche per questo che l'Asl camuno‑sebina ha ottenuto anche recentemente un sostanzioso finanziamento regionale che si è tradotto nell'ammodernamento della struttura, compreso il rifacimento delle sale operatorie.
L'ospedale dell'Alta Valle, che resta parte integrante dell'unica realtà ospedaliera della Vallecamonica con sede principale a Esine, assicura i servizi di base della sanità. Qui operano le unità di medicina, chirurgia, ortopedia e qui sono attivi i servizi di radiologia e di pronto soccorso. Il rapporto diretto con l'ospedale di Esine garantisce in ogni caso tutte le altre prestazioni richieste. Nei programmi dell'attuale Direzione dell'Asl sembra esserci anche quello di rendere l'ospedale edolese attento alla traumatologia e all'ortopedia, proprio per la vicinanza con gli impianti di sci e con i luoghi che favoriscono le pratiche sportive di montagna.
GIORNALE DI BRESCIA, 28 NOVEMBRE 2008
Le prime crepe sono comparse nella giornata di mercoledì, un segnale che il personale infermieristico e di servizio non ha affatto sottovalutato. E meno male che così è stato, visto che nel tardo pomeriggio si è verificato il crollo, quando però i degenti erano già stati spostati in un'altra stanza del reparto.
Dal soffitto si sono staccati alcuni metri quadrati di intonaco insieme alla parte inferiore del laterizio che
ha ceduto per ragioni che sono al vaglio dei tecnici. Il fatto è che la parte
dell'ospedale interessata al cedimento era stata
costruita a metà degli anni Ottanta e recentemente ristrutturata, senza però
che i soffitti venissero toccati. I degenti del reparto, una quindicina tra
chirurgia e ortopedia, sono stati spostati in
un'altra ala dell'ospedale per cui i disagi sono ridotti al minimo.
GIORNALE DI BRESCIA, 28 NOVEMBRE 2008
Il servizio
L'ospedale dell'Alta Valle resta parte integrante della sede principale di Esine e assicura i servizi di base della sanità. Qui operano le unità di medicina, chirurgia, ortopedia e qui sono attivi i servizi di radiologia e di pronto soccorso. Il rapporto diretto con Esine copre tutte le prestazioni.
I programmi
Nei programmi dell'attuale Direzione dell'Asl sembra esserci anche quello di rendere l'ospedale edolese attento alla traumatologia e all'ortopedia, proprio per la vicinanza con gli impianti di sci e con i luoghi che favoriscono le pratiche sportive di montagna.