BRESCIAOGGI, 9 NOVEMBRE 2008

Il viaggio. La partenza alle ore 10.30: sul convoglio diretto a Auschwitz e Birkenau 450 persone, di cui 340 studenti

Parte il treno della memoria

di Daniele Bonetti      

Stamattina, alle 10.30, il Treno della memoria lascerà Brescia. Ventidue ore dopo si fermerà a Cracovia dopo un viaggio che perle 450 persone a bordo (tra loro 340 studenti) si sarà rive­lato intriso di significati e ri­flessioni.

Alla quinta edizione, il Treno che porterà gli studenti bresciani a visitare i campi di ster­minio di Auschwitz e Birke­nau ha coinvolto, oltre all'ar­chivio storico Bigio Savoldi e Livia Bottardi Milani, anche le sigle sindacali e buona parte delle istituzioni locali.

«Abbiamo caricato tantissi­mo materiale didattico e non solo sul Treno‑ha sottolineato Lorena Pasquini, responsabile dell'archivio storico ‑ : siamo decisamente soddisfatti perché il nostro progetto, su base biennale, è arrivato a coprire tutta la provincia, da Maner­bio fino a Breno. Significa che ormai, oltre al progetto, c'è an­che una tradizione e un ricono­scimento sul luogo che non possono che farci ritenere sod­disfatti».

Nella maggior parte dei casi si tratta di studenti delle classi terze e quarte di istituti supe­riori sparsi sull'intera provincia bresciana. Giovani che, at­traverso percorsi formativi, so­no pronti ad affrontare una vi­sita che ricorderanno a lungo. Un viaggio che li segnerà per sempre, perchè quello che si vede nei due campi di stermi­nio non può essere dimentica­to.

«I ragazzi lavorano tantissi­mo prima del viaggio e vi arri­vano molto consapevoli ‑ ricor­dala responsabile dell'organizzazione ‑ : gli adulti spesso non hanno questa prontezza, del resto il percorso formativo dei giovani è mirato a lunga sca­denza e pertanto hanno una preparazione decisamente più approfondita».

Proprio il confronto tra le ge­nerazioni nuove e quelle meno giovani offrirà interessanti spunti di riflessione. «Si crea un microcosmo in cui nascono riflessioni e dibattiti ‑ ricorda Lorena Pasquini ‑ : un viaggio che non dimenticheranno». Che non sarà dimenticato dai 340 studenti, ma nemmeno dal resto della carovana.