BRESCIAOGGI, 10 NOVEMBRE 2008
In viaggio per Auschwitz. 450 studenti bresciani sono partiti ieri dalla città, salutati in stazione dalla presidente del Consiglio comunale, Simona Bordonali. In programma oggi una visita nel quartiere ebraico della cittadina polacca. Domani la spedizione entrerà nel vivo: un’esperienza «forte» per capire
Nessun rappresentante del Comune in viaggio, ma Simona Bordonali promette: «L’anno prossimo ci saremo»
di Daniele Bonetti
Radio Cracovia, come è stata chiamata prima della partenza del treno, ha scandito il programma del viaggio, destinazione Auschwitz. Una voce comune, un filo conduttore che attraversa le carrozze del treno speciale del viaggio della memoria. A bordo, senza utilizzare radio o sintonizzatori, 450 bresciani in viaggio. Tutti uniti nel desiderio di non dimenticare: una scelta, una necessità, che gli studenti bresciani hanno deciso di sposare senza mezzi termini.
Ieri mattina, piazzale della stazione, i primi hanno fatto capolino attorno alle 8: ben prima dell'orario fissato per il ritrovo e il check in. Il tempo di prendere il proprio biglietto, fare gruppo con i compagni di classe e ascoltare il saluto di quelli venuti a salutare il treno della memoria. «Siamo orgogliosi di voi ‑ ha detto la presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali ‑: l'Amministrazione comunale ha deciso di sposare questo genere di iniziative, pensiamo che voi giovani siate il nostro futuro. Quest'anno non è stato possibile esservi accanto durante questo viaggio, però il prossimo anno non mancheremo, perché meritate tutto il nostro appoggio. E meritate la nostra stima per la scelta di andare oltre quello che trovate scritto nei libri. L'esperienza diretta è qualcosa di forte, una situazione che vi metterà di fronte a una grande prova di maturità».
Ascoltato il saluto, è tempo di salire sul treno: sulla banchina, genitori e parenti hanno salutato il viaggiatori bresciani pronti ad affrontare i 1.200 chilometri di viaggio attraverso l'Europa. Un viaggio scandito da Radio Cracovia: un filo conduttore rafforzato dai gruppi di lavoro cui i giovani non si sono sottratti, riuniti nell'Agorà, uno spazio «vuoto» da riempire di idee, situato proprio a metà treno. E gli studenti non si sono fatti attendere: ricevute le indicazioni da parte dell'organizzazione, si sono subito messi al lavoro. Riunioni, lavori e pensieri messi nero su bianco. Idee che si trasformano in colori e prendono posto sui cartelloni. Tutto questo, e molto altro ha tenuto occupato i passeggeri fino a tarda sera, quando la stanchezza del viaggio ha fatto in modo che la voglia di cuccetta prendesse il sopravvento. In fondo l'Austria era già realtà, la Repubblica Ceca un futuro nemmeno troppo lontano. Qualche ora di sonno prima di risvegliarsi a Cracovia per iniziare quell'impegnativo percorso nella memoria.
Oggi il gruppo visiterà il quartiere ebraico della cittadina polacca: un'esperienza necessaria per prendere coscienza della realtà con cui ci si dovrà. misurare domani, quando il viaggio nella memoria entrerà davvero nel vivo. Un «tuffo» nel passato da cui riemergere più grandi, maturi e, senza dubbio, consapevoli.
Per aver visto, e non letto, per aver toccato con mano, e non sentito dire, cosa accadde tra il 1940 e il '45. Una della pagina più nere della storia raccontata attraverso Radio Cracovia, da trasmettere a tutti e con la propria voce, una volta tornati in Italia.