Ha scandito l'incedere
del treno: ha selezionato citazioni che hanno fatto ridere, riflettere,
dibattere. Tutto questo dal microfono di «Radio Cracovia», che sul treno della
memoria ha tenuto alto il morale dei 450 bresciani in viaggio per 22 ore. Don
Fabio Corazzina ha seminato anche il panico quando, ieri mattina verso le 6.30,
notata la nebbia fuori dai finestrini, ha annunciato
al treno intero di aver letto su un cartello la scritta «Orzinuovi».
Il treno, invece, era
ormai alle porte di Cracovia, dopo aver varcato verso le 3 il confine tra
Repubblica Ceca e Polonia. «L'idea di fare una radio ‑ ricorda ‑ è
venuta per la semplice esigenza di dover dare degli avvisi a tutti i
viaggiatori, dal passaggio della cena fino alla sveglia, dalla necessità di non
scendere dal treno fino a quella di tenere pronti i documenti. Sarebbe stato
impossibile che qualcuno a piedi facesse passare il messaggio attraverso nove
vagoni. Ben più semplice utilizzare l'interfono come moderno mezzo di
comunicazione: doveva essere una semplice sequenza di avvisi.
direi che è stato un bel passatempo e un bel
divertimento. È nata una bella esperienza, frutto di
riflessioni e idee condivise. La prossima volta si potrebbe anche fare meglio:
la radio, in grado di raggiungere ogni scompartimento, potrebbe diventare lo
spazio in cui scambiare idee e opinioni. E magari si
potrebbe anche mettere su della musica. In fondo non sarebbe una brutta idea».
Stare in mezzo ai
ragazzi, da sempre è uno dei suoi momenti preferiti. Vederli interessati alla
spiegazione del ghetto ebraico ha tolto in un certo senso loro di dosso la
nomea di «immaturi». «Io non generalizzerei ‑ ha sottolineato
don Corazzina ‑. questi ragazzi sono molto
tosti. Non è vero che siano immaturi, forse proprio per l'età che hanno
abbisognano di tempi diversi, ma ci sono situazioni difficili da cogliere anche
per gli adulti. Mi sembra però che con questo viaggio stiano facendo una bella
prova di maturità. un'esperienza decisamente formativa
per crescere. Adesso questi percorsi sono diventati una scelta di molte scuole,
speriamo che in futuro diventino sempre più frequentati».