BRESCIAOGGI, 11 NOVEMBRE 2008

Don Fabio, la voce di “Radio Cracovia”

 

Ha scandito l'incedere del treno: ha selezionato citazioni che hanno fatto ridere, riflettere, dibattere. Tutto questo dal microfono di «Radio Cracovia», che sul treno della memoria ha tenuto alto il morale dei 450 bresciani in viaggio per 22 ore. Don Fabio Corazzina ha seminato anche il panico quando, ieri mattina verso le 6.30, notata la nebbia fuori dai finestrini, ha annunciato al treno intero di aver letto su un cartello la scritta «Orzinuovi».

Il treno, invece, era ormai alle porte di Cracovia, dopo aver varcato verso le 3 il confine tra Repubblica Ceca e Polonia. «L'idea di fare una radio ‑ ricorda ‑ è venuta per la semplice esigenza di dover dare degli avvisi a tutti i viaggiatori, dal passaggio della cena fino alla sveglia, dalla necessità di non scendere dal treno fino a quella di tenere pronti i documenti. Sarebbe stato impossibile che qualcuno a piedi facesse passare il messaggio attraverso nove vagoni. Ben più semplice utilizzare l'interfono come moderno mezzo di comunicazione: doveva essere una semplice sequenza di avvisi. direi che è stato un bel passatempo e un bel divertimento. È nata una bella esperienza, frutto di riflessioni e idee condivise. La prossima volta si potrebbe anche fare meglio: la radio, in grado di raggiungere ogni scompartimento, potrebbe diventare lo spazio in cui scambiare idee e opinioni. E magari si potrebbe anche mettere su della musica. In fondo non sarebbe una brutta idea».

Stare in mezzo ai ragazzi, da sempre è uno dei suoi momenti preferiti. Vederli interessati alla spiegazione del ghetto ebraico ha tolto in un certo senso loro di dosso la nomea di «immaturi». «Io non generalizzerei ‑ ha sottolineato don Corazzina ‑. questi ragazzi sono molto tosti. Non è vero che siano immaturi, forse proprio per l'età che hanno abbisognano di tempi diversi, ma ci sono situazioni difficili da cogliere anche per gli adulti. Mi sembra però che con questo viaggio stiano facendo una bella prova di maturità. un'esperienza decisamente formativa per crescere. Adesso questi percorsi sono diventati una scelta di molte scuole, speriamo che in futuro diventino sempre più frequentati».