BRESCIAOGGI, 12 NOVEMBRE 2008

La commemorazione. Il gruppo di 450 bresciani ha dato vita ad una commovente cerimonia...

E una voce si levò dal binario di Birkenau

Gli studenti sulle rotaie a coppie, uniti da una corda ornata di stoffa bianca...

di Daniele Bonetti      

Una corona sul binario di Bi­rkenau. A pochi metri dal mo­numento, alla fine di quel bina­rio che ha segnato il destino di migliaia di persone. Gli studen­ti bresciani ieri pomeriggio do­po aver visitato l'infinito cam­po di sterminio hanno dato vi­ta ad un momento di raccoglimento, una cerimonia per commemorare le vittime dello sterminio. Si sono messi a coppie, uniti da una sorta, di corda ornata di pezzi di stoffa, bianca: hanno «occupato» il binario per qual­che centinaio di metri. Poi, improvvisamente, il silenzio. Un' altra riflessione e il canto di un salmo recitato abitualmente dalle donne il venerdì pomeriggio per invocare l'angelo protettore della casa. Una voce che è salita altissima per il campo di Birkenau, una commemorazione che ha catalizza­to l'attenzione di tutti quanti si trovassero nei paraggi.

Poi, con ordine, i ragazzi han­no deposto la loro corda, si so­no presi per mano e ogni cop­pia ha iniziato a percorrere il binario verso l'ingresso. Una marcia silenziosa, un fiume di persone che si è fatto man ma­no più grosso con il passare dei secondi. Quando ormai tut­ti i 450 bresciani (tra studenti e partecipanti a titolo persona­le) avevano deposto la loro cor­dicella, i primi avevano quasi raggiunto la testa del binario da dove poi avrebbero lasciato il campo. Di fronte a loro lator­re posta all'ingresso di Birkenau. Sotto i piedi, le rotaie do­ve passavano i treni carichi di deportati. Alle spalle, il monu­mento commemorativo. Poi, il canto ha smesso di ri­suonare e la comitiva brescia­na se ne è andata. Ognuno por­tando con sé i suoi sentimenti, le proprie impressioni. Da te­nersi dentro, o da esternare per dar vita ad un dibattito co­struttivo. Ricordando quello che è stato, consapevoli che quanto fatto sui binari. Perché la corona del treno Brescia-Auschwitz deposta. in testa al­le rotaie non è stato un gesto scenografico. Sono stati minu­ti carichi di significato: emo­zioni da portarsi dentro, per non dimenticare quanto è ac­caduto nella speranza che non accada più.