Casa di Riposo di Malonno: fin dove si vuole arrivare?

 

Proviamo una profonda ammirazione nei confronti delle persone che svolgono servizi rivolti a soggetti che hanno problemi di salute e di quelle persone che – avendo dato il loro contributo alla famiglia ed alla società negli anni migliori della loro vita – hanno dovuto chiedere ospitalità nelle Residenze Sanitarie per Anziani (RSA).

 

Sarebbe necessario ed utile per tutta la comunità se si sapesse la consistenza delle rette praticate agli ospiti ed i conseguenti trattamenti economici e normativi che vengono applicati al personale dipendente, che accudisce e cura con dedizione le persone anziane. Questo, è bene sottolinearlo, non è un semplice lavoro che risponde alle normali leggi del mercato, ma – avendo come protagonisti individui in carne ed ossa – richiede un’abbondante sensibilità ed un atteggiamento di profonda dedizione ed umanità.

 

Certo, tutti lavorano per avere di che vivere, ma nelle Case di Riposo l’esercizio della professione è molto particolare e le caratteristiche di estrema durezza sono conosciute solo da quei dipendenti che effettivamente la praticano tutti i giorni. Però è un lavoro! E come tale devono esserci doveri e diritti garantiti! Spesso e volentieri, invece, i lavoratori devono limitare le loro libere rivendicazioni ed i loro diritti, poiché la conseguenza diretta potrebbe essere l’aumento dei costi di gestione e quindi l’innalzamento delle rette che già pesano sulle famiglie degli ospiti.

 

Abbiamo deciso di rendere pubblico questo comunicato perché su alcune questioni, alla Casa di Riposo di Malonno, si sta oltrepassando il limite e – a livello comprensoriale – temiamo che il problema sia purtroppo più vasto di quanto stiamo denunciando.

 

Sarebbe utile e necessario mettere in rete e comparare le situazioni territoriali delle rette a carico delle famiglie e dei trattamenti economici applicati ai dipendenti. Scopriremmo che certe logiche di gestione hanno bisogno di una dovuta rivisitazione. Il tutto, ovviamente, non deve essere disgiunto da una riflessione più ampia sulla politica assistenziale e sanitaria applicata nella nostra Regione e sui costi che ogni Amministrazione Comunale è chiamata a sostenere.

 

Recentemente, alla Casa di Riposo di Malonno, durante una riunione organizzativa con le dipendenti della Cooperativa, a cui al Sindacato è stato impedito di partecipare, qualcuno – motivando le sue affermazioni come un contributo alla riduzione dei costi di gestione – ha dichiarato che la situazione è aggravata fortemente da alcune dipendenti che sono da parecchio tempo in malattia. 

 

Chi si è assunto la responsabilità di un simile rimprovero alla lavoratrice se ne è guardato bene dal compiere una valutazione di merito sul perché quella dipendente sia costretta a stare in malattia, tra l’altro dopo decenni di lavoro prestato e vissuto con spirito di dedizione e senso del dovere. 

 

Non vogliamo giudicare un simile atteggiamento perché si commenta da sé. Apprezziamo il prezioso lavoro che svolgono i collaboratori volontari nelle case di riposo: vorremmo che chi si è assunto la responsabilità di certi atteggiamenti avesse la capacità di ponderare meglio le situazioni, tenendo presente anche le scelte fatte nella gestione del personale ed il metodo adottato per fare certe assunzioni. Ci auguriamo che simili comportamenti, in futuro, non abbiano a ripetersi.

 

Apprendiamo anche che potrebbe esserci in vista una riorganizzazione dei turni e degli orari di servizio, con una possibilità di riduzione dell’orario di lavoro ad alcuni dipendenti. Ribadiamo che queste scelte devono necessariamente essere discusse e concordate sia con i lavoratori che con le Organizzazioni Sindacali e non possono avvenire con decisione unilaterale da parte dell’Ente.

 

Darfo Boario Terme, lì 18/04/2007

Casella di testo: Funzione Pubblica CGIL Vallecamonica e Sebino