Anche in Valcamonica l’ARPA è a rischio paralisi

 

Abbiamo salutato con approvazione il grido di allarme che le forze sindacali bresciane e la minoranza consiliare in Provincia hanno lanciato nei giorni scorsi, sollecitando una maggiore attenzione da parte di tutti sulla precaria situazione in cui versa l’ARPA di Brescia.

La stessa precaria situazione vale per il territorio della Valcamonica, che, essendo costellato da numerose aree industriali dismesse, a seguito del processo di deindustrializzazione che si è verificato a partire dai primi anni Novanta, soffre in maniera particolare.

Migliaia di metri quadrati di terreno, che prima ospitavano grosse aziende produttive, ora hanno chiuso i battenti lasciando una pesante eredità in termini di inquinamento ambientale. A ciò si devono aggiungere i dati sui tumori, resi noti recentemente dall’Asl camuno-sebina, dove si legge una forte incidenza di patologie  provocate anche dall’inquinamento.

L’applicazione corretta e puntuale della nuova normativa comunitaria, statale e regionale in materia ambientale ha richiesto ad ARPA un maggiore sforzo per far fronte alle legittime richieste di Enti e cittadini e richiederà, nel futuro, un ancora maggiore sforzo del personale impegnato nei controlli e monitoraggi delle molteplici criticità ambientali presenti sul territorio.

Tutto questo delinea un quadro a tinte fosche per quel che riguarda il nostro territorio, con possibili ripercussioni negative sulla salute dei cittadini.

Il distretto sperimentale Ovest bresciano dell’ARPA, con sede in Darfo Boario Terme, ha sempre svolto un compito essenziale per quel che riguarda il controllo ed il monitoraggio di queste situazioni critiche. Più volte i Sindacati a livello comprensoriale hanno sollecitato la sua conferma definitiva con un potenziamento sensibile e maggiori risorse economiche ed umane per il presidio del territorio ed in tal senso si era espressa questa legittima preoccupazione al Direttore generale dell’ARPA Lombardia, dell’ARPA di Brescia ed al Presidente della Comunità Montana di Vallecamonica.

Ci ritroviamo, invece, ad apprendere con dati di fatto  che il distaccamento di Darfo, probabilmente, non è più strategico per ARPA Lombardia e che si intende procedere  lentamente al suo definitivo smantellamento.

Non avendo ricevuto ad oggi riscontro positivo ai problemi più volte esposti, richiediamo urgentemente un incontro all’ARPA regionale ed alla Comunità Montana di Vallecamonica per la risoluzione del problema ed esprimiamo ai lavoratori tutta la nostra solidarietà per le precarie condizioni in cui sono costretti ad operare.

 

Darfo Boario Terme, lì 20 luglio 2007

CGIL   CISL   Vallecamonica e Sebino