Documento conclusivo del Congresso della Cgil
Valcamonica-Sebino
Il 6°congresso della Cdlt della Vallecamonica-Sebino convocato nei giorni 15 e 16 dicembre 2005 presso il Centro Congressi di Darfo Boario Terme, esprime piena condivisione e sostegno ai contenuti e agli obiettivi proposti dal documento congressuale della Cgil, assume la relazione introduttiva del segretario Domenico Ghirardi, il dibattito e le conclusioni del segretario regionale Susanna Camusso, sottolineando come il dibattito che si è svolto sia a livello di assise congressuale che nelle assemblee di base è stato partecipato e abbia fatto emergere una forte preoccupazione per la difficile situazione che stiamo vivendo.
Le politiche economiche e finanziarie dei Paesi industrializzati sono sempre più subordinate alle logiche liberiste.
Lo sviluppo incontrollato del capitalismo genera ingiustizie e povertà a livello mondiale.
Sempre di più il valore umano del lavoro è ridotto a merce, perché considerato alla stregua degli altri “fattori della produzione”.
La risorsa lavoro al pari di quelle finanziarie, delle materie prime e dell’energia.
Dopo l’attacco alle torri Gemelle anziché affermarsi il ruolo dell’ONU, ha prevalso il principio della guerra preventiva, usata come arma geopolitica unilaterale dall’amministrazione USA e dai suoi alleati compresa l’Italia.
Il Terrorismo, che non ha mai giustificazione, alcuna, non si combatte e non sarà sconfitto con la guerra, che sempre inevitabilmente colpisce le popolazioni civili inermi. Anzi finisce per alimentarlo, perché riesce facilmente ad attecchire nella miseria e fra le povertà nel mondo, oltre che nel fanatismo religioso.
Di fronte a tutto ciò la Cgil deve continuare a dire NO alla guerra e a chiedere il ritiro delle truppe dall’Iraq come ha detto SI a due Stati e due Popoli, quello Ebreo e quello Palestinese. Il congresso esprime la necessità che le associazioni e le organizzazioni sociali e politiche progressiste internazionali, debbano contribuire alla realizzazione di un sistema globale che permetta ai paesi emergenti, di svilupparsi, non solo in campo economico, ma anche in quello dei diritti.
Europa:
Il rilancio di una prospettiva europea che ne rafforzi la funzione politica, oggi indiscutibilmente offuscata, è la condizione per la correzione delle dinamiche internazionali, di gestione dei conflitti, di diffusione della democrazia nei tanti, troppi Paesi dove oggi è negata o fortemente mutilata.
la crisi industriale - lo sviluppo – l’occupazione - la
finanziaria – lo stato sociale.
La crisi del sistema paese si affronta con una politica industriale nuova che metta al centro l’innovazione, la formazione, la ricerca, le infrastrutture, il credito, la riforma degli ammortizzatori sociali e deve riguardare tutti i principali settori produttivi.
Il Governo di centro destra non ha in alcun modo risposto in questi anni alla perdita di competitività del sistema produttivo con provvedimenti adeguati a superare la stagnazione economica per impedire l’allargamento delle precarietà e delle disuguaglianze.
Anzi con le riforme sociali, sul mercato del lavoro e del sistema fiscale, hanno provocato la crescita di nuove aree di povertà e di sofferenza economica e sociale.
Con la legge finanziaria per il 2006 proseguono questa politica che aggrava ulteriormente le possibilità dello sviluppo, e con i tagli ai comuni, province e regioni verranno a mancare le risorse necessarie a finanziare i livelli essenziali di assistenza e il welfare locale; in pratica si ridurranno le prestazioni sociali, sanitarie e assistenziali.
Mancheranno le risorse per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego, oltre che per la convenzione con i medici.
Una Finanziaria inefficace, iniqua e pericolosa e lo sciopero generale promosso in tutto il Paese per il 25 novembre scorso, è stata la prima risposta a questa politica inaccettabile e bisogna lavorare per dare continuità all’azione sindacale.
La forte perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, causata dall’aumento dei prezzi e tariffe, mai contrastato dal Governo Berlusconi, dovrà essere sostenuto con politiche adeguate che ridiano a lavoratori e pensionati rinnovate capacità di spesa.
La trasformazione e la ricostruzione del Paese comporta la definizione e l’assunzione di idee forza e di valori che implicano un cambiamento della maggioranza legislativa che sia all’altezza della sfida.
Il lascito del Centro Destra è pesantissimo su tanti terreni oltre a quello economico e sociale.
La scuola, il mercato del lavoro, l’immigrazione, la giustizia, la Costituzione.
Sarebbe un segnale di opportuno e concreto cambiamento se nel prossimo anno di legislatura, un nuovo governo affrontasse con nuovi interventi legislativi il problema del declino industriale e dello Stato Sociale.
Bisogna togliere di mezzo da subito:
Ø le normative che precarizzano il rapporto di lavoro, come la Legge 30.
Ø La legge Bossi-Fini assicurando politiche efficaci e corrette di accoglienza e integrazione sociale.
Ø La legge Moratti,garantendo un sistema formativo di qualità per l’intero arco della vita, attraverso l’accesso ad una buona scuola pubblica.
Inoltre si deve considerare la necessità di migliorare l’accesso ai benefici previdenziali in materia pensionistica, in particolare per i più giovani e approvare la legge di iniziativa popolare sulla non autosufficienza.
il mercato del lavoro -
la contrattazione - sicurezza
Se il lavoro deve stare al centro delle politiche di rinascita del Paese, non solo occorre togliere di mezzo la Legge 30 che ha prodotto solo precarietà, ma si deve predisporre una legislazione in grado di dare risposte alle proposte della Cgil surrogate da 5 milioni di firme e considerare anche il fatto che la giunta regionale della Lombardia ha approvato un progetto di legge sul mercato del lavoro che liberalizza l’incontro tra domanda e offerta, cancellando il ruolo pubblico sul collocamento nel momento in cui noi chiediamo di valorizzare i Centri per L’impiego.
Il ruolo della contrattazione diventa, per il sindacato, la grande sfida per negoziare sviluppo e lavoro e per difendere i diritti delle persone che rappresenta.
Sulla sicurezza: il tema della prevenzione e della sicurezza sono centrali.
Gli infortuni e le malattie professionali sono un costo sociale e umano molto elevato. Si devono individuare tutte le risorse necessarie al fine di aumentare gli organici degli enti preposti, costruire strumenti di coordinamento per la tutela della salute nei luoghi di lavoro e per affrontare il fenomeno della precarietà, che di per se rappresenta un motivo di rischio.
Sui contratti nazionali di lavoro deve affermarsi una politica che incida sugli assetti strutturali e organizzativi tesi a migliorare le condizioni di lavoro, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la prevenzione del rischio, un salario adeguato al reale costo della vita, il mantenimento e lo sviluppo delle professionalità, il controllo degli orari di fatto, la valorizzazione delle RSU e degli RLS.
E’ necessario difendere e rafforzare i CCNL come strumenti di tutela e solidarietà dei lavoratori e delle lavoratrici contro le pretese degli imprenditori di avere mano libera su orari e flessibilità, in questo momento rappresentati dalle posizioni inaccettabili di Federmeccanica sul contratto dei metalmeccanici.
Per negoziare e ridistribuire la ricchezza creata occorrono tutti gli strumenti riconducibili al ruolo e alla funzione della contrattazione a tutti i livelli.
Dal contratto nazionale, alla contrattazione decentrata, dalla contrattazione confederale nazionale a quella territoriale regionale e comprensoriale.
lo sviluppo locale
Il Territorio Camuno – Sebino è diventato negli anni un contenitore abbastanza importante per poter sviluppare iniziative ideonee a creare nuovi posti di lavoro, indispensabili per affrontare i problemi che provoca la crisi del settore tessile in particolare.
Siamo ormai in presenza di attività industriali, artigianali, turistiche, per l’energia e del terzo settore e bisogna investire sulla cultura, la formazione professionale, la viabilità, il sistema dei trasporti pubblici e privati di persone e merci: occorre guardare ai problemi dell’ambiente, della sicurezza sul lavoro e della salute pubblica, dei servizi sociali e civili, alla sanità e al socio assistenziale.
Per tali ragioni si condivide la piattaforma unitaria elaborata a suo tempo da Cgil Cisl e Uil del nostro comprensorio, nei prossimi mesi occorrerà sviluppare le iniziative adeguate, di informazione e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, ricorrendo alla mobilitazione generale per supportare i punti e le priorità definite dalla piattaforma stessa.
Va sottolineata la necessità di migliorare la capacità di intervento dell’Osservatorio Permanente per l’Economia e l’Occupazione al fine di coniugare le strategie locali per lo sviluppo, con gli orientamenti settoriali e infrastrutturali nazionali e regionali.
Occorre che le Comunità
Montana, l’Osservatorio e la Secas in particolare, assieme alle associazioni
imprenditoriali e artigianali, alla Provincia di Bergamo e di Brescia, e alla
Regione producano iniziative concrete per favorire il FARE SISTEMA.
la prospettiva della struttura comprensoriale
La riunificazione con i comprensori di Brescia e di Bergamo su base provinciale e il
conseguente superamento del comprensorio di Valle Camonica Sebino saranno
attuati attraverso un processo condiviso fra le strutture che troverà la sua conclusione
operativa in un tempo intermedio fra il 15° e il 16° Congresso della Cgil.
Sarà in ogni caso il prossimo congresso regionale ad
assumere formalmente tale decisione che sin d’ora si ritiene di dover legare
alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
recepimento statutario nel congresso della Cgil
Lombardia della costituzione delle zone
congressuali e delle prerogative ad esse riconosciute.
Costituzione di due zone congressuali – bergamasca e
bresciana- afferenti ai rispettivi comprensori e dotate di sfere di autonomia
politica, organizzativa e finanziaria che dovranno essere consensualmente
definite tra le strutture;
Prosecuzione, per questa via, dell’esperienza di
decentramento, di reinsediamento territoriale della Cgil, di valorizzazione dei
quadri cresciuti nell’iniziativa promossa in questi anni nel territorio
camuno-sebino;
Competerà ai prossimi congressi di Brescia, Bergamo,
Valcamonica-Sebino, conferire ai rispettivi Comitati Direttivi esplicito
mandato a procedere nel senso anzidetto.
La formalizzazione della riorganizzazione su base
provinciale della CdLT di Brescia e di Bergamo avrà luogo nel corso di
conferenze d’organizzazione delle tre strutture in tempo utile per poter
effettuare ai rispettivi livelli provinciali il 6° congresso di Brescia e
Bergamo.
Il Comitato Direttivo della Cgil Valcamonica-Sebino
invita la Cgil Nazionale e della Lombardia a farsi garante del rispetto del
percorso definito nella Conferenza di Organizzazione, al fine di favorire un
processo di vera condivisione che accresca il coinvolgimento della Cgil
Valcamonica-Sebino da parte delle strutture di Brescia e di Bergamo sulle
problematiche che a livello provinciale ci coinvolgono per la parte di
territorio di nostra competenza che
gravita sulle rispettive province.
la Cgil Valcamonica-Sebino convocherà di volta in
volta,nei passaggi essenziali gli organismi dirigenti per analizzare le
proposte discusse e condivise tra le tre strutture e la Cgil Lombardia,proposte
che dovranno garantire la specificità
delle zone al fine di non disperdere l’esperienza realizzata in 25 anni di
attività comprensoriale.
In tal senso, se verrà salvaguardata e garantita
l’autonomia politica e finanziaria delle zone, si potrà procedere a compiere
gli atti che consentano di poter effettuare ai rispettivi livelli provinciali
il 16° congresso di Brescia e Bergamo.
Il reinsediamento, un ulteriore passo è possibile.
Dove si affermerà una rappresentanza intercategoriale degli iscritti con la costituzione delle Camere del Lavoro Comunali si procederà a dotare tale organismo, definito nella zona, di risorse adeguate, attinte dal fondo del reinsediamento per consentire di sostenere le iniziative di negoziazione a livello territoriale.
Darfo, 16 dicembre 2005