Dichiarazione
di voto di Ghirardi Domenico, segretario generale Comprensorio
Vallecamonica-Sebino sulla modifica allo statuto Regionale proposta al
Congresso Regionale della CGIL Lombardia a Mantova il 27 gennaio 2006.
Care compagne e cari compagni,
25 anni di decentramento sindacale hanno permesso,
grazie al lavoro di tante compagne e compagni che nel corso degli anni hanno
lavorato nel nostro comprensorio della Vallecamonica-Sebino di far diventare la
Cgil la prima organizzazione sul territorio.
L’esperienza che si è saputo esprimere nel corso degli anni e le iniziative che si è stati capaci di produrre, ha portato l’organizzazione ai livelli superiori ad esprimere un giudizio positivo sul lavoro che abbiamo saputo produrre a livello comprensoriale.
Per queste ragioni la decisione del superamento
della nostra struttura, decisa a livello nazionale ancora nel precedente
congresso, incontra delle comprensibili resistenze tra il quadro attivo del
nostro Comprensorio.
Facciamo fatica a comprendere certe scelte di
superare un’esperienza come la nostra, quando si era e si è in presenza di un
giudizio sostanzialmente positivo sull’attività prodotta a livello
comprensoriale, da parte dell’organizzazione ai vari livelli.
Abbiamo espresso a suo tempo il nostro disappunto per i modi come si è arrivati ad assumere la decisione di superamento del nostro comprensorio, decisione assunta, senza tra l’altro un opportuno coinvolgimento della nostra struttura.
Nel precedente Congresso, proprio perché eravamo in
presenza di un giudizio positivo della nostra esperienza, si decise di non dare
corso allo scioglimento della struttura, anche se tale prospettiva ha trovato
una sua conferma nell’attuale Congresso, sancendo nuovamente nel regolamento
Congressuale, la decisione di arrivare a superare le strutture a scavalco di
più Province, chiedendoci di celebrare il 16º Congresso nei rispettivi ambiti
Provinciali nelle strutture di Brescia e di Bergamo.
Abbiamo la consapevolezza di che cosa significa far
parte di una organizzazione e comprendiamo che le decisioni legittimamente
assunte, anche se in parte non condivise, devono tuttavia trovare una sua
applicazione.
Per questo abbiamo deciso di non chiuderci a riccio
in una difesa fine a se stessa della nostra esperienza.
In questi mesi e in queste settimane che hanno
preceduto questo nostro congresso della Lombardia, abbiamo con il Regionale e
con i compagni di Brescia e Bergamo discusso e si è arrivati a delineare un
percorso condiviso tra le strutture e che dovrà portare, da qui al prossimo
congresso, al superamento della nostra struttura con la riunificazione nei
rispettivi ambiti di direzione provinciale nelle strutture di Brescia e di
Bergamo.
Tuttavia, pur avendo contribuito a definire questo
percorso, anche da questa tribuna ci sentiamo di esprimere la preoccupazione
che quanto delineato, non venga vissuto o interpretato da taluni, come un
semplice atto burocratico.
Se così
malauguratamente fosse, il rischio è che nel volgere di poco tempo si
potrebbero alimentare processi che indebolirebbero l’insediamento della Cgil
sul territorio.
Nelle modifiche che vengono proposte allo statuto
regionale, per preservare e rafforzare l’esperienza prodotta in 25 anni di
attività comprensoriale, si propone di istituire e creare due zone di istanza
congressuale sul nostro territorio.
Una nell’area Bresciana e l’altra nel territorio
appartenente alla provincia di Bergamo.
Le due zone saranno dotate di autonomia finanziaria,
e con specifiche competenze e titolarità a livello politico e organizzativo.
Sentiamo però la necessità di segnalare anche da
questa tribuna, che il percorso concordato ha bisogno di essere concretamente
supportato da atti, sensibilità e iniziative comuni, per maturare e accrescere
una forte condivisione e un concreto rapporto tra le strutture interessate al processo
di riunificazione.
L’obiettivo deve essere quello di arrivare
all’appuntamento del congresso di scioglimento, da tenersi entro la fine del
2008, per assumere la decisione con serenità, senza lasciare quegli strascichi
che possono alimentare certi mal di pancia, rischiando di produrre
nell’organizzazione e tra i compagni quelle conseguenze che si possono
facilmente immaginare.
Bisogna preservare
l’esperienza positiva che si è stati capaci di realizzare nel corso di 25 anni
di vita del Comprensorio.
L’organizzazione nel suo
insieme, appunto perché sarà riunificata in un ambito di direzione politica ed
organizzativa di maggiore peso a livello provinciale,dovrà supportare e
rilanciare tutte quelle iniziative e assumere le opportune decisioni per dare
vita ad un nuovo processo di radicamento e di insediamento dell’organizzazione
sul territorio.
Gli obbiettivi sono chiari, permetteteci però di
avanzare alcune perplessità.
Conosciamo certe logiche di funzionamento della
nostra organizzazione e non vorremmo che gli obbiettivi tanto declamati al
momento dello scioglimento, finiscano per essere funzionali a far digerire la
decisione e poi nella realtà, tutto finisca per evidenziare lo scarto che
spesse volte esiste tra quello che diciamo con quello che nella realtà
facciamo.
Noi vogliamo fare un atto di fiducia e crediamo che
questa prospettiva di rafforzamento dell’insediamento sul territorio si debba
rafforzare,ci mettiamo in discussione e siamo disponibili a percorrere insieme
ad altri il percorso delineato.
In poche parole vogliamo con il contributo di
strutture più autorevoli delle nostra, puntare a stabilire dei proficui
rapporti con tante altre compagne e compagni nella convinzione che INSIEME
SI PUÒ FARE DI PIÙ E MEGLIO.
Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti, ci
auguriamo che questa prospettiva troverà l’attenzione e la sensibilità delle
strutture di Brescia e di Bergamo che dovranno intelligentemente saper favorire
il processo di inclusione e valorizzare al meglio l’esperienza che si è saputo
realizzare sul Comprensorio della Vallecamonica-Sebino.
Per queste ragioni accettiamo il percorso e voteremo
la modifica allo statuto che viene proposta in questo Congresso dalla
Commissione Statuto in quanto avendovi partecipato né condividiamo l’approdo
tracciato, nella convinzione che con il contributo di tutta l’organizzazione si
possa arrivare al Congresso di scioglimento con serenità e con il consenso
necessario,nell’interesse più generale dell’organizzazione.