BRESCIAOGGI, 13 marzo 2007
Darfo. Dall’emergenza alla riabilitazione
Le richieste dei sindacati per i politici, l’Asl e la Regione
di Giuseppe Cappitta
«Per migliorare la qualità della sanità camuno‑sebina qualcosa di più crediamo si possa e si debba fare». Un'opinione, questa, ribadita con forza, ieri, durante un incontro dei vertici sindacali territoriali tenutosi nella sede della Cgil di Darfo Boario. Una affermazione fatta dal segretario comprensoriale Domenico Ghirardi, ma anche da Angelo Zanelli, segretario generale della Uil di Brescia, e da Gian Bettino Polonioli, segretario comprensoriale della Cisl.
Una affermazione affiancata da alcune, precise richieste, contenute in un documento rivolto alla Regione, alla stessa Asl di Valcamonica e ai politici bresciani i quali, è stato ricordato, «non sono sempre adeguatamente impegnati su questo delicato settore».
Innanzitutto, la spinta a fare di più deriverebbe, secondo Cgil, Cisl e Uil, dal fatto che il territorio non ospita strutture sanitarie private: i pazienti devono necessariamente ricorrere all'assistenza pubblica la quale anche per questo, deve essere in grado di offrire servizi all'altezza nei più diversi settori terapeutici.
«I nostri concittadini ‑ ha ribadito Polonioli ‑ hanno il diritto di trovare il massimo. E ognuno, Regione, politici e istituzioni valligiane, si deve assumere le rispettive responsabilità».
Un concetto sottolineato nell'intervento di apertura anche da Angelo Zanelli, il quale, dopo aver richiamato la specificità camuno‑sebina riconosciuta dalla Regione, e dopo aver lamentato che oggi «l'impostazione regionale
risente troppo di indicatori prevalentemente quantitativi, e orientati a un puro contenimento dei costi», ha sollecitato maggiore attenzione dl Pirellone «affinché si definiscano altri indicatori per definire più adeguatamente i finanziamenti alla sanità valligiana. Fondi tali da espandere la qualità delle cure anche per contenere il fenomeno delta mobilità passiva, che incide negativamente sul bilancio della stessa Azienda sanitaria».
Per dirla con Ghirardi «non è vero che le cose della sanità camuna vanno così bene come si dice in giro». E per migliorare la situazione, i sindacati pongono alcune questioni prioritarie.
A partire dalla garanzia di risorse professionali adeguate ai presidi ospedalieri di Esine ed Edolo con particolare attenzione al dipartimento d'emergenza, realizzando un servizio di pronto soccorso efficace che garantisca l'osservazione breve intensiva e il «triage» sulle 24 ore.
Poi il richiamo alla necessità di un servizio di riabilitazione che, soprattutto, sia dotato del personale necessario per garantire qualità ed efficienza. Insieme a quella di realizzare a breve il nuovo centro di salute mentale.
Non è finita: al settore servirebbero anche la valorizzazione
del personale (con la limitazione delle consulenze esterne); la copertura dei
posti dirigenziali vacanti; la stabilizzazione dei circa cinquanta posti
coperti da lavoratori interinali e, per finire, una maggiore
attenzione alla prevenzione nei luoghi di lavoro.