GIORNALE DI BRESCIA, 23 SETTEMBRE 2007
Presentato a Boario il progetto di Terna per realizzare la rete di distribuzione di energia: 500 ettari di terreno liberati dai tralicci
Eliminati 160 km di linee elettriche, 110 interrati: un investimento da 155 milioni di euro. I lavori interesseranno anche la Valtellina e saranno completati entro 30 mesi
di Guido Lombardi
Fa uno strano effetto il video che ieri Luigi Roth, presidente di Terna, ha mostrato nel centro congressi di Boario. Si possono riconoscere, infatti, diverse aree della Valcamonica prima e dopo i lavori che Terna sta per iniziare, in vista della razionalizzazione della rete elettrica. Solo che, nelle immagini che presentano la valle dopo i lavori, non troviamo nuove costruzioni, ma la demolizione di quelle esistenti. Da una parte i tralicci (presentati saggiamente in bianco e nero), dall'altra i prati e le colline (ovviamente a colori). E qui sta la rivoluzione vera: lavorare per restituire la valle ai camuni, senza perdere i vantaggi economici che derivano dalla produzione e dal passaggio dell'energia elettrica.
Il presidente di Terna ha presentato con orgoglio i numeri del progetto che interesserà Valcamonica e Valtellina e prenderà il via nei prossimi giorni: 160 km sono le linee elettriche da demolire (90 in Valcamonica e 70 in Valtellina); 110 km di linee saranno interrati (80 in Valcamonica e 30 in Valtellina); 500 ettari è l'area di terreno
liberata; 30 mesi la durata prevista dei lavori; 23 i soggetti firmatari dell'accordo di programma (Ministero delle attività produttive, Regione Lombardia, due Province, due Comunità montane, il Parco dell'Adamello, quindici Comuni e Terna, l'azienda che si occupa delle reti di distribuzione dell'energia elettrica). «Si tratta ‑ ha detto Roth ‑ del più grande investimento di razionalizzazione energetica mai avvenuto in Europa».
La razionalizzazione delle infrastrutture elettriche nelle valli è stata resa possibile dalla costruzione dell'elettrodotto di interconnessione a 380 kV San Fiorano ‑ Robbia, una delle opere più importanti progettate e realizzate nel sistema elettrico italiano da Terna, ed entrata in esercizio nel 2005. Una piccola rivoluzione anche questa, se si considera che l'anno della costruzione dell'ultima linea di interconnessione con l'estero è stato il 1986. L'elettrodotto, che ha una capacità di trasporto di 1.100 MW, è stato realizzato in sette mesi ed è costato 60 milioni di euro.
Al di là di questi (importantissimi) numeri, resta un fatto: la volontà di Terna di rappacificarsi con il territorio, orientandosi verso interventi di riduzione dell'impatto ambientale. «Garantire l'efficienza, lo sviluppo e la sicurezza del sistema elettrico con il minore impatto ambientale possibile ‑ ha dichiarato il presidente Roth ‑ è tra gli obiettivi prioritari di Terna, nella sua missione di gestore della rete. Questa opera ‑ ha continuato il numero uno di Terna ‑ è anche un caso di successo nei rapporti con le istituzioni e gli enti locali e con il territorio».
E questo concetto è stato confermato ieri anche dal sindaco di Darfo Boario Terme, Francesco Abondio, e da Alessandro Bonomelli, presidente della Comunità montana. «La Valcamonica ‑ ha detto Bonomelli ‑ avrebbe potuto, negli anni scorsi, arroccarsi nella difesa dei propri interessi immediati: invece ha saputo guardare avanti e assumersi le proprie responsabilità. E anche oggi questo si ripete, tanto che siamo noi a chiedere una forte presenza di Terna e un radicamento sul territorio. Certo ‑ ha proseguito Bonomelli ‑ sarà necessario avviare una riflessione normativa sulla montagna, perché credo che esista una questione montana: le valli non possono essere considerate solo strumento di passaggio». In questo senso, il presidente di Terna Roth ha rilevato che «la sostenibilità ambientale, per un'azienda come la nostra, è un fattore strategico e un dovere morale».
Se gli impianti sono realizzati nel rispetto del territorio, pertanto, oltre alle garanzie su approvvigionamento energetico e ricavi economici, si sviluppa un circolo virtuoso di collaborazione con gli enti locali, superando, come ha detto l'assessore provinciale Francesco Mazzoli, la logica del «va bene tutto, ma non nel mio cortile».
Il concetto che oggi Terna fa passare è che sviluppare e potenziare la rete elettrica (in vista di consumi in continua crescita) non significa solo costruire da zero nuove linee: la parola d'ordine deve essere razionalizzare, abbattere le parti obsolete (tralicci, linee, piloni) per far posto a nuove soluzioni ad alta tecnologia, con evidenti effetti positivi per il paesaggio e il territorio.
All'inaugurazione dei lavori, ieri, non ha voluto mancare neppure Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. «Il progetto di Terna ‑ ha detto Letta ‑ è un avvenimento importante, perché si tratta di un elemento di razionalizzazione, frutto di un investimento complessivo, che aiuterà i comuni e anche l'intero Paese.
Inoltre ‑ ha detto ancora Letta ‑ il potenziamento della linea San Fiorano‑Robbia è fondamentale per il nostro futuro e per la sicurezza degli approvvigionamenti, Letta ha quindi lodato questo esempio di concertazione in vista del bene comune.