GIORNALE DI BRESCIA, 9 AGOSTO 2007
Lettera al direttore
di Roberta Verzelletti (Malonno)
Come è ben noto, negli ultimi mesi gli
eventi di scariche elettriche sono stati quattro (Astrio, Sellero, Malonno,
Cerveno) tutti (per fortuna) con soli danni materiali senza nessun danno
apparente alle persone (naturalmente se si esclude la questione psicologica
legata alla paura).
I botti continuano, i danni continuano, ma le cause e gli eventuali rimedi applicati rimangono un mistero, ed è
indegno che le cause ed i possibili rimedi rimangano inaccessibili alle
persone, soprattutto a quelle persone che sono obbligate a sopportare sulle
loro teste il peso dei tralicci.
Fra quelle persone ci sono anch'io, c'è la
mia famiglia, ci sono i miei amici, ci sono i miei conoscenti, ci sono
migliaia di persone che vivono e transitano sotto quei tralicci. Tralicci che da un momento all'altro potrebbero emettere un'altra
scarica. e incenerire qualche persona, magari indaffarata a segare
l'erba o a custodire le mucche, magari intenta a
passeggiare o in cerca di funghi, e se quella scarica colpisse i ragazzi della
colonia di Zazza mentre camminano lungo la strada?
Che questi botti siano il presagio di
una morte annunciata?
La risposta a questa domanda la può offrire solo la società che
gestisce gli elettrodotti, ma da quel che ho letto sui giornali le risposte che
ha dato non collimano con il ripetersi degli eventi, e allora, a noi «poveri»
abitanti della montagna chi rimane da invocare?
Il buon Dio perché ci protegga dalle scariche? Le
amministrazioni comunali, perché si muovano e sollecitino la società a introdurre, istituire e diffondere tutte quelle attività
di prevenzione ai botti? La società (campione di utili
‑ vedi loro sito internet) affinché impegni le sue risorse sulla
sicurezza? Gli enti preposti alla sorveglianza sulla sicurezza affinché intensifichino i controlli? I partiti politici in modo tale che siano sollecitati ad una politica (che forse riguarda più
il microcosmo) da cui potrebbero raccogliere un consenso più sentito?
Questa invocazione spero trovi voce attraverso il suo giornale
con il grande augurio che la cronaca di una morte annunciata possa divenire la
cronaca di una soluzione trovata.