CGIL CISL UIL
Valcamonica-Sebino Brescia
Lunedì 15 gennaio si è tenuto un incontro tra la direzione aziendale della ASL Valle Camonica Sebino e le Organizzazioni sindacali territoriali Cgil Cisl Uil per l’illustrazione del Documento di Programmazione e coordinamento dell’attività 2007 della ASL.
Il dialogo e il confronto con le OO.SS., le forze sociali e istituzionali sulle strategie aziendali è la condizione base per sviluppare e costruire un sistema sanitario e socio assistenziale che risponda agli obiettivi di salute e benessere della popolazione.
Apprezziamo quindi lo sforzo fatto dall’Azienda nell’attivare un momento di informativa e confronto sulla attività svolta, sui costi sostenuti e gli investimenti per il futuro.
Pertanto ci sentiamo stimolati e legittimati ad esprimere nostre valutazioni in merito.
q Il documento di programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari ci è stato consegnato troppo in ritardo, vista la scadenza imposta dall’assessorato alla sanità della Regione Lombardia.
q Il metodo inaugurato dall’Assessorato Regionale e concretizzatosi negli incontri di inizio anno per la programmazione dell’attività locale, sconta un limite che rischia di pregiudicarne l’utilità: ha tempi strettissimi e non consente una programmazione dal basso, a partire dal punto di vista dell’ASL e delle parti sociali che non hanno così modo di incrociare le linee di massima della Regione con il punto di osservazione, le priorità, i bilanci di attività del territorio. Sarebbe utile una tempistica diversa: linee entro Ottobre; bilanci di attività a Novembre e conseguenti consultazioni entro Gennaio.
q L’impostazione regionale risente troppo di indicatori prevalentemente quantitativi ed orientati ad un puro contenimento dei costi. Non si vuol negare che sia apprezzabile lo sforzo di monitoraggio dati e di costruzione di banche dati da parte dell’ASL e così pure l’obiettivo del riordino e della razionalizzazione dei servizi su cui si è esercitato lo sforzo dell’ASL di Valle Camonica-Sebino. Si intende dire che a questo sforzo andrebbero affiancati impegni di qualità e di espansione dei servizi, sostenuti finanziariamente dalla Regione, laddove venissero individuati come necessari al territorio da parte dell’ASL proponente.
q Il confronto con le organizzazioni sindacali confederali Cgil Cisl Uil deve diventare metodo periodico definendo temi e priorità nel tempo necessario.
q Nel merito va innanzitutto evidenziato che sarebbe necessario, assieme alla generalità degli obiettivi di Piano, fissare una griglia di priorità quali/quantitativa su cui concentrare la “mission” annuale; questo faciliterebbe la comprensione anche da parte della cittadinanza di quale sia la direzione di marcia dell’ASL.
q Gli indicatori dello stato di salute della popolazione e delle morti evitabili vanno presi in seria considerazione e analizzati al meglio con il contributo degli uffici preposti e le professionalità necessarie che in ASL già esistono. Dopo l’indagine pubblicata nel 2006 (pressoché identica a quella del 2002) da “Atlante mortalità evitabili” da cui risulta che la nostra ASL è all’ultimo posto, viene sempre più in evidenza la necessità di un’indagine epidemiologica (da anni chiediamo) che dia le basi scientifiche necessarie ad affrontare il problema della prevenzione e della salute nel modo dovuto.
q Dipartimento Emergenza Accettazione (DEA) che per definizione comporta alcune esigenze organizzative e attività adeguate (personale, spazi , strumentazione, tipo di struttura, ecc.) se queste non sono soddisfatte i disservizi sono garantiti, anzi, ci si deve meravigliare se sono “contenuti”. Nei Pronto Soccorso di Esine e di Edolo se non c’è personale a sufficienza a garantire le funzioni di ricovero e di emergenza, e 118 sarà sempre più un problema svolgere con appropriatezza la normale attività (es: quando gli infermieri escono con l’ambulanza il P.S. rimane con 1 solo infermiere). E’ quindi necessaria una verifica a tutto campo sulla attività svolta, per predisporre un progetto generale che preveda l’apertura dell’osservazione breve, come forma concreta.di assistenza, ma anche di opportunità di risparmio per l’azienda se si soddisfa una moderna concezione del Pronto Soccorso.
q Già da anni le Organizzazioni Sindacali hanno dato il loro consenso alla istituzione di posti letto di riabilitazione e lungodegenza, questo è ancora più urgente oggi per le carenze complessive del sistema della riabilitazione in Valle Canonica.
E’ per noi quindi essenziale definire i tempi e i modi per realizzare questo progetto. Attenzione però a non pensare di realizzare la riabilitazione ritenendo di utilizzare il personale impegnato ora in altri reparti. Occorre un organico autonomo di personale appropriato, diversamente avremo una riabilitazione carente e di serie B.
q E’ improrogabile l’urgenza della costruzione in Valle Camonica del nuovo centro di salute mentale, come previsto dai progetti e così come richiesto dalle locali associazioni di settore. Inoltre segnaliamo la delicata situazione che si determinerà con il pensionamento del Dirigente.
q La mobilità passiva e le liste di attesa sono fenomeni che incidono profondamente sulla economia delle famiglie e dell’azienda stessa. Se il cittadino preferisce andare fuori ASL o rivolgersi al privato per cura e/o indagini per patologie che possono avere già oggi una risposta adeguata in loco, bisogna non solo chiedersi i perché ma prendere le opportune decisioni andando contro, se occorre, anche a interessi consolidati.
q
Da tempo denunciamo l’eccessivo utilizzo di
consulenze esterne che rischiano di provocare un impoverimento sul piano
professionale del personale ASL. Si deve dare soluzione a questo problema con
progetti formativi per il personale dipendente e l’eventuale assunzione ex novo
e procedere alla sostituzione delle figure dirigenziali sia dell’area
amministrativa che in quella tecnica e sanitaria.
Inoltre in ASL
lavorano oggi (ed in alcuni casi per professionalità importanti) circa 50
dipendenti interinali senza certezza per il futuro (continuamente
riassunti).Questi posti di lavoro devono essere stabilizzati.
q
Le problematiche connesse alla continuità di
cura e all’integrazione ospedale/territorio, lo sviluppo dell’integrazione
socio sanitaria, la prevenzione, la veterinaria sono
tutti temi che necessitano di un approfondimento specifico per definire una
rete di servizi a copertura dei bisogni del territorio.
In
conclusione, riteniamo che uno strumento di programmazione debba disegnare un
progetto generale che indichi chiaramente come si intende
risolvere i problemi da noi sollevati a partire dal ruolo dell’Ospedale di
Edolo, dei medici di medicina generale, del sistema assistenziale e dei
distretti socio sanitari.
Segreterie
Cgil Cisl
Uil
Darfo Boario Terme, 30 gennaio 2007