La Cgil Valcamonica‑Sebino partecipa al lutto per la scom­parsa di Riccardo Dusi. Ricordiamo il suo impegno sindacale per l'insediamento del­la Cgil nel comprensorio della Valcamonica‑Sebino. Alla cara Irene e a tutti i fami­liari le nostre sentite condoglian­ze. Perdiamo un caro amico e compagno che ha speso buona parte della sua vita per la causa dei lavoratori. Darfo Boario Terme, 3 luglio 2008.

Il saluto di Marco Fenaroli a Riccardo Dusi

Portiamo a Riccardo Dusi il saluto e l’omaggio del suo sindacato, dei compagni e delle compagne che con lui hanno lavorato per i lavoratori e le lavoratrici che hanno potuto fruire della sua attenzione e del suo impegno. Compagni e lavoratori di Brescia, e anche della Valle Camonica, che oggi non possono essere qui, ma come noi si stringono ad Irene e a Maura nel loro dolore. A Dusi va grande riconoscenza per un’opera di costruzione della presenza del sindacato nelle fabbriche, che portava gli operai alla conquista di spazi e di potere del tutto nuova. Un’opera possibile grazie a tenacia, pazienza e stretta collaborazione con gli attivisti. Una rete di rapporti – forgiati dentro l’unicità di quella grande esperienza unitaria che è stata la Flm – che hanno dato fisionomia e autorevolezza che sono durate nei decenni, anche dopo la radicale trasformazione o la scomparsa di tanti grandi luoghi di lavoro. Quella fase del suo impegno è stata per lui fondamentale, non rinunciabile, ed il suo ruolo non dimenticabile. Dusi ha poi riversato la sua capacità di costruttore del nuovo nell’attività delle vertenze, dimostrando inventiva e creazione di novità, secondo il metodo dei maestri del movimento operaio, muovendo dal particolare al generale, e dando il suo contributo alla stagione dei diritti dei lavoratori, con conquiste capaci di modificare la concreta condizione operaia in fabbrica, anche in quelle piccole. Un’opera che nel tempo attuale investe molto di più l’organizzazione, ma che già Dusi sapeva valorizzare mostrando il nesso tra la dimensione individuale e quella collettiva. La sua preoccupazione sul mantenimento di uno stretto legame con i lavoratori nelle aziende era il messaggio che lasciava ad ognuno di noi ogni volta che ne aveva l’occasione. Lo faceva in modo così convincente che, quando è successo a me, mi chiedevo sul mio modo di lavorare, sullo scorrere del tempo e sulle modificazioni non sempre positive del nostro ruolo di rappresentanza e tutela. Non lo si poteva prendere alla leggera: autorevole e stimato, ben voluto dove ha vissuto, in Valle e a Fiumicello. Quelle come Dusi sono le persone che fanno importante e interessante il mondo del lavoro.  Per questo mancherà non solo alla sua famiglia, ma anche a tutti noi. Grazie Riccardo! Ciao.