GIORNALE DI BRESCIA, 11 SETTEMBRE 2007

Breno. Un protocollo firmato dall’Asl di Vallecamonica-Sebino e dal Forum territoriale del Terzo settore sancisce la collaborazione tra i due enti. La direttrice sociale dell’Asl camuna, Anna Calvi, e il portavoce del Forum territoriale del Terzo settore, Guido Mensi, considerano il protocollo un’opportunità di crescita nell’offerta assistenziale

Un’alleanza per assistere i più deboli

Si lavora in sinergia con l’intento di aiutare la famiglia, i disabili e gli anziani

di Gian Mario Martinazzoli

Il direttore sociale dell'Asl di Vallecamonica‑Sebino, Anna Cal­vi, l'ha definita una «sana allean­za», mentre il portavoce del Forum territoriale del Terzo settore di Vallecamonica, Guido Mensi, ha parlato di «esempio di sussidiarietà orizzontale». Per entrambi, il riferimento è al protocollo firmato lo scorso mese di aprile: un documento tramite il quale il Diparti­mento Assi dell'Asl e il Terzo setto­re si impegnano a collaborare in vista di traguardi comuni, agendo secondo obiettivi e metodi condivi­si da entrambi. t il caso di ricordare che il Forum del Terzo settore è compo­sto, in Valle, di ben trentasei orga­nizzazioni locali che si muovono nel campo della cooperazione sociale, della cultura, dello sport e del volontariato in genere.

Sono, per intenderci, le organizzazioni nate ai margini delle realtà istitu­zionali pubbliche e che si occupa­no di quegli ambiti che vengono spesso indicati col termine onnicomprensivo di «sociale».

Ebbene, tra queste realtà ed alcuni settori specifici di interven­to dell’Asl esistono evidenti punti di contatto dai quali è possibile partire per attivare utili ed indi­spensabili sinergie.

Un concetto, questo, sottolinea­to con forza dal direttore sociale dell'As camuno‑sebina nel corso dell'incontro con il portavoce del Terzo settore che si è tenuto ieri mattina Breno. Alla presentazio­ne del protocollo erano presenti anche il direttore generale dell'Asl di Vallecamonica‑Sebino, Angelo Foschini, e i responsabili dei diver­si servizi del Dipartimento Assi: Aure Chiarolini, Ermanno Scotti, Pie­rangelo Troletti e Maura Richini.

Sono essenzialmente tre i campi nei quali la collaborazione tra il settore sociale dell'Asl e il Forum del Terzo settore sta già dando buoi frutti: si tratta, precisamen­te, della famiglia, dei servizi per gli anziani‑disabili e della vigilanza ed accreditamento.

A proposito del primo ambito, ovvero quello familiare, nel corso dell'incontro di ieri mattina è stato sottolineato il fatto che «parlare dei servizi per la famiglia e per i minori senza fare riferimento al Terzo settore sarebbe, nello specifi­co del territorio camuno, impossi­bile o, quanto meno, non verrebbe dato atto di una realtà che vede il Terzo settore impegnato a pieno titolo in attività di promozione e di supporto alla famiglia stessa».

In riferimento agli anziani ed ai disabili è stato spiegato che le realtà associative sono «parte inte­grante degli interventi dell'Asl nell'area dell'assistenza alle persone disabili e anziane, per cui rappre­sentano un importante supporto nella gestione delle criticità della vita, in particolare nella fase più delicata che è quella che conclude il ciclo dell'esistenza stessa». Inol­tre, il servizio di vigilanza e di accreditamento «ha permesso un confronto e un dialogo con le real­tà del Terzo settore che hanno reso più efficiente la rete sei servizi socio‑assistenziali e socio‑sanita­ri».

«Per noi è fondamentale ‑ ha fatto sintesi il direttore sociale Anna Calvi ‑ riaffermare la centralità della persona e della famiglia, in vista di quei servizi che possono venire incontro ai loro bisogni e ai loro compiti». Guido Mensi dal canto suo ha sottolineato il fatto che <il Forum rappresenta un buon collegamento con le diverse esigenze del territorio, nei più sva­riati ambiti».

L'esperienza di questi primi me­si di collaborazione sta già mo­strando l'utilità e la strategicità dell'alleanza. Dimostra che tra pubblico e privato, tra enti pubbli­ci e organizzazioni volontarie che operano nel sociale, l'intesa è possi­bile e che i frutti del lavoro, quan­do i rapporti sono correttamente impostati, non si fanno attendere.