BRESCIAOGGI, 4 FEBBRAIO 2007

Qualità dei servizi e costi all’Asl di Vallecamonica

di Eugenio Fontana (Ufficio stampa e Pubbliche relazioni Asl Vallecamonica-Sebino)[1]

Egregio direttore,

l'ampio documentato articolo apparso nell'edizione dell'1 feb­braio a firma di Pietro Gorlani, dal titolo vistoso «La riabilita­zione a "peso d'oro"», in buona sostanza è una sintesi del « Docu­mento di programmazione 2007», predisposto da questa Asl in ottemperanza alle vigenti nor­me regionali.

È del tutto evidente che è com­pito di un buon giornalista stig­matizzare i punti più rilevanti e di sicuro interesse pubblico. Ed è ciò che ha fatto Gorlani. Solo che la struttura complessiva dell'articolo e il suo contenuto, contrastano con l'abbrivio dal qua­le il lettore potrebbe essere in­dotto dal giudizio inesatto e in­completo. Tale abbrivio pare fondarsi su un equivoco che por­ta a deduzioni del tutto illogi­che. Infatti, in gravissimo problema di «morti evitabili» (per cirrosi epatiche, per tumori al fe­gato, per tumori polmonari, per incidenti stradali e così via pur­troppo) se è una delle «tante cri­ticità dell'Asl di Vallecamonica ‑ Sebino», lo è nel senso che è un'enorme problema di condi­zioni ambientali (inquinamen­to, mobilità, incidenti sul lavo­ro, ecc.) e di stili di vita (specie in fatto di alimentazione).

Allora non è più un paradosso constatare che all'ultimo posto della terribile graduatoria delle «morti evitabili» vi siano regio­ni come la Lombardia, il Trenti­no e la Liguria, regioni che sono invece al primo posto per qualità e standard dei servizi sanita­ri. E, guarda caso, le regioni alla ribalta ogni giorno per mala sa­nità sono le meno colpite da feno­meno della «mortalità evitabi­le».

Ma, chiarito un equivoco, se ne presenta un altro, assai diffu­so. Una Asl è solo uno strumen­to tecnico di gestione della politi­ca sanitaria regionale. Quindi necessariamente opera entro questo confine o limite. È suo do­vere predisporre programmi, in­dicare obiettivi, attuare iniziati­ve. Da questo punto di vista, che è l'unico che qui interessa, l'Asl di Vallecamonica ‑ Sebino, il suo Direttore Generale, la sua Direzione strategica, in una pa­rola tutta la struttura nella sua complessa articolazione, ha sempre riportato valutazioni di eccellenza dagli organi regiona­li quanto alla modalità e alla qualità della gestione.

Certo i problemi non mancano. Ed è quanto evidenzia il cita­to «Documento di programma­zione», documento peraltro por­tato a conoscenza delle istituzio­ni comprensoriali comunali, obiettivamente esaminato dal e con il sindacato, in uno spirito ‑ sono parole del comunicato sin­dacale del 30 gennaio ‑ di «ap­prezzamento per quanto fatto dall'Azienda in tema di confronto sui problemi aperti» e tra que­sti sicuramente le risorse finan­ziarie, la riabilitazione. la lungodegenza, il Dipartimento di Emergenza Accettazione, il ser­vizio di salute mentale, il rapporto con il territorio, le campa­gne di prevenzione, realizzate queste ultime anche grazie al concorso delle istituzioni valli­giane e alla generosità di lodevo­li sodalizi e associazioni priva­te.

Del resto il suo giornale ‑ va dato atto ‑ tramite le puntuali corrispondenze «dal fronte», ne ha sempre dato puntuale e com­pleta informazione.



[1] Lettera al direttore.