di Eugenio Fontana (Ufficio stampa e Pubbliche relazioni Asl Vallecamonica-Sebino)[1]
Egregio direttore,
l'ampio documentato articolo apparso nell'edizione dell'1 febbraio a firma di Pietro Gorlani, dal titolo vistoso «La riabilitazione a "peso d'oro"», in buona sostanza è una sintesi del « Documento di programmazione 2007», predisposto da questa Asl in ottemperanza alle vigenti norme regionali.
È del tutto evidente che è compito di un buon giornalista stigmatizzare i punti più rilevanti e di sicuro interesse pubblico. Ed è ciò che ha fatto Gorlani. Solo che la struttura complessiva dell'articolo e il suo contenuto, contrastano con l'abbrivio dal quale il lettore potrebbe essere indotto dal giudizio inesatto e incompleto. Tale abbrivio pare fondarsi su un equivoco che porta a deduzioni del tutto illogiche. Infatti, in gravissimo problema di «morti evitabili» (per cirrosi epatiche, per tumori al fegato, per tumori polmonari, per incidenti stradali e così via purtroppo) se è una delle «tante criticità dell'Asl di Vallecamonica ‑ Sebino», lo è nel senso che è un'enorme problema di condizioni ambientali (inquinamento, mobilità, incidenti sul lavoro, ecc.) e di stili di vita (specie in fatto di alimentazione).
Allora non è più un paradosso constatare che all'ultimo posto della terribile graduatoria delle «morti evitabili» vi siano regioni come la Lombardia, il Trentino e la Liguria, regioni che sono invece al primo posto per qualità e standard dei servizi sanitari. E, guarda caso, le regioni alla ribalta ogni giorno per mala sanità sono le meno colpite da fenomeno della «mortalità evitabile».
Ma, chiarito un equivoco, se ne presenta un altro, assai diffuso. Una Asl è solo uno strumento tecnico di gestione della politica sanitaria regionale. Quindi necessariamente opera entro questo confine o limite. È suo dovere predisporre programmi, indicare obiettivi, attuare iniziative. Da questo punto di vista, che è l'unico che qui interessa, l'Asl di Vallecamonica ‑ Sebino, il suo Direttore Generale, la sua Direzione strategica, in una parola tutta la struttura nella sua complessa articolazione, ha sempre riportato valutazioni di eccellenza dagli organi regionali quanto alla modalità e alla qualità della gestione.
Certo i problemi non mancano. Ed è quanto evidenzia il citato «Documento di programmazione», documento peraltro portato a conoscenza delle istituzioni comprensoriali comunali, obiettivamente esaminato dal e con il sindacato, in uno spirito ‑ sono parole del comunicato sindacale del 30 gennaio ‑ di «apprezzamento per quanto fatto dall'Azienda in tema di confronto sui problemi aperti» e tra questi sicuramente le risorse finanziarie, la riabilitazione. la lungodegenza, il Dipartimento di Emergenza Accettazione, il servizio di salute mentale, il rapporto con il territorio, le campagne di prevenzione, realizzate queste ultime anche grazie al concorso delle istituzioni valligiane e alla generosità di lodevoli sodalizi e associazioni private.
Del resto il suo giornale ‑ va dato atto ‑ tramite le puntuali corrispondenze «dal fronte», ne ha sempre dato puntuale e completa informazione.