L’ECO DI BERGAMO, 13 OTTOBRE 2007
Occhiello
Lo Sportello unico: già risolte le pratiche per i flussi 2006. «E a breve ricongiungimenti solo per via telematica»
di Carmen Tancredi
Erano scesi in piazza quest’estate, gli immigrati di Bergamo, accompagnati dalle rappresentanze sindacali Cisl, Cgil e Uil: protestavano, con un sit in davanti alla Prefettura, per le lungaggini nel rilascio dei rinnovi dei permessi di soggiorno, dei nulla osta ai ricongiungimenti, nella consegna degli ingressi per flussi. Tempi da lumaca, che rendevano impossibile la vita di migliaia di immigrati a Bergamo da Paesi extracomunitari: la causa, era stato evidenziato dai sindacati, era il sistema malfunzionante dei kit con le domande inviati alle Poste: il sistema informatico che dovrebbe mettere in rete ministero dogli Interni, questure e Poste per la lavorazione delle pratiche. Ma che in realtà s'intoppa. È passata l'estate, a che punto è la situazione? La realtà ha più facce: da un lato i sindacati che lamentano poche migliorie e lungaggini burocratiche, nonostante l'apporto di personale e di competenze dato dai patronati al lavoro delle istituzioni, dall'altro lo Sportello Unico della Prefettura, per voce del viceprefetto Gennaro Terrusi, che parla di «ingorghi» ormai quasi risolti. Mentre i dati relativi alla Questura (che ha competenza per i rinnovi dei permessi e i rilasci definitivi dei permessi sui flussi, per i quali il nulla osta va concesso dalla Prefettura) segnalano che su 22.775 pratiche inviate da Poste italiane dall'11 dicembre 2006 a oggi sono stati consegnati 2.600 permessi.
LA NOVITÀ INFORMATICA
C'è una voce, però, sulla quale sembrano essere d'accordo tutti: l’ipotesi di informatizzare, e così saltare la fase cartacea, l'intera procedura per i ricongiungimenti e i permessi dei flussi del 2007. O meglio, è più di una ipotesi. «Nelle scorse settimane ci sono stati i sopralluoghi degli ispettori del Ministero per un rinnovamento del sistema informatico relativo alla lavorazione dei documenti per gli stranieri ‑ afferma Gennaro Terrusi ‑. Gli interventi sono ormai nella fase conclusiva e l'obiettivo è quello di giungere alla completa lavorazione informatica delle pratiche. Questo significa saltare la fase della presentazione cartacea dei documenti, con un taglio dei tempi e dei margini di errore.
La sensazione è che il Ministero intenda arrivare a questa informatizzazione prima del decreto flussi del 2007: di solito viene emanato entro fine anno, quindi il cambiamento è imminente. Stop alla fase cartacea, e si demanderebbe tutto agli sportelli informatizzati e ai patronati». In sostanza, un passo in avanti verso quanto da tempo stanno chiedendo i sindacati: l'annullamento del sistema dei kit e la creazione di sistemi in rete con Comuni e patronati per arrivare al rilascio perlomeno dei rinnovi e dei ricongiungimenti da parte delle Amministrazioni comunali in cui risiedono gli stranieri.
ATTESA PER NUOVI INGRESSI
Intanto, è presto per sapere quanti saranno gli ingressi per lavoro «assegnati» per il 2007 alla provincia di Bergamo: si ritiene che le quote assegnate non si discosteranno molto da quelle dell'anno scorso, quando in prima battuta vennero concessi 1.500 ingressi per tutta la Bergamasca e poi «allargati» sostanzialmente a tutte le domande presentate anche oltre il «tetto», cioè in totale 9.000.
DOCUMENTI ««BLOCCATI
Ma qual è la situazione di quei 9.000 «primi ingressi» in base ai decreti flussi 2006? « Siamo arrivati finalmente alla chiusura della lavorazione, e, a parte un migliaio di domande ancora ferme in situazione di anomalia, sono stati rilasciati i nulla osta - afferma Gennaro Terrusi ‑. Stanno arrivando gli stranieri in base al decreto: riceviamo, in due giorni a settimana, almeno 100-150 persone». Insomma, chi in base al decreto flussi aveva presentato domanda a fine 2006 arriva a essere regolarmente presente in Bergamasca, con un permesso per lavoro, anche quasi un anno dopo. E i ricongiungimenti familiari? A giugno si era fermi a 1.800 domane consegnate da fine 2006 e solo 800 nulla osta consegnati. «Con i ricongiungimenti avevamo rallentato la lavorazione proprio per dare una priorità ai flussi ‑ continua il viceprefetto Terrusi ‑ . Ora siamo usciti dall’«imbuto» e anche per questi documenti possiamo dire che a breve si arriverà a un'attesa massima di tre mesi, come previsto dalla legge. Attualmente i tempi sono di almeno 6 mesi di attesa, il doppio». Insomma, tempi ancora lunghi, ma un po' meno da lumaca. E pare che anche sulle concessioni dei rinnovi dei permessi si marcia una velocità più sostenuta.
IL RUOLO DEI PATRONATI
«Non è tutto così roseo, anzi ‑ replica Mimma Pelleriti, dirigente Cisl ‑. Se è vero che in Questura si stanno muovendo un po' di più, anche grazie a un aumento del personale nell'Ufficio stranieri, con i rinnovi non siamo affatto in tempi accettabili. C'è gente che aveva fatto l'adeguamento del suo permesso di soggiorno per aggiungervi i figli e nel frattempo, dopo un anno, si ritrova con un permesso scaduto: tutto da rifare. Senza dimenticare che i nostri patronati hanno convenzioni con la Prefettura per velocizzare il lavoro, per esempio, dei ricongiungimenti familiari: ma molte pratiche già lavorate dal nostro personale sono ancora ferme. Bloccate dalle tempistiche della burocrazia per la firma». Non ci siamo: se è vero che ora si vuole informatizzare una parte della documentazione saltando la fase cartacea, come sindacati non possiamo che essere contenti, ma vogliamo vedere per credere. Troppe promesse, finora. Si devono affidare queste pratiche ai Comuni, e va cancellato il passaggio, a pagamento, dei kit alle Poste. Non si può pagare per documenti che poi non arrivano».
SPAZIO A1 COMUNI
Rincara la dose Martino Signori, responsabile del Dipartimento immigrazione della Cgil di Bergamo: «Siamo molto preoccupati, altro che intoppi risolti. Qui il vero lavoro lo fanno i nostri patronati, i Consorzi dei Comuni come, per esempio, in Valle Seriana, con un sistema pilota per la lavorazione dei rinnovi dei permessi; la strada è affidare questi documenti ai Comuni. Ma intanto vogliamo vedere lo sblocco di questi ritardi: fra un po' escono i nuovi decreti flussi, e ci sono casi di documenti non ancora lavorati, riferiti all'anno scorso. Un assurdo».