L’ECO DI BERGAMO, 13 OTTOBRE 2007

Undici agenti in più all’Ufficio stranieri. Consegnato l’11,4% dei documenti richiesti, pronti altri 1.750

Rinforzi per smaltire le pratiche in Questura

di Paolo Doni

Come ha ricordato più vol­te il ministro dell'Interno Giu­liano Amato, il nuovo sistema di trasmissione telematica del­le richieste di rinnovo e primo permesso, oltre che dispendio­so per gli utenti (75 euro a pra­tica), fa acqua da tutte le parti. Sotto accusa, soprattutto, il si­stema di comunicazione tra Po­ste e Questure, che fin dall'ini­zio ha presentato diverse falle.

 

L'ARRETRATO

Per arrivare a far funzionare la «macchina», infatti, Poste ita­liane e Viminale hanno impie­gato diversi mesi. Il risultato è un arretrato di migliaia e mi­gliaia di pratiche in tutta Italia. Chi ha compilato i moduli inse­rendo dati non previsti dal siste­ma (e come denunciato più vol­te dai patronati, si tratta di un'e­ventualità tutt'altro che rara), si

è ritrovato così con la pratica so­spesa per mesi e coma sola ri­cevuta delle Poste a provare la regolarità del suo soggiorno in Italia.

 

LA SITUAZIONE A BERGAMO

La situazione a Bergamo non si discosta molto dal resto d'Italia. Secondo i dati forniti dalla Questura, da dicembre 2006 ai primi di ottobre di quest'anno (quindi in circa dieci mesi, da quando cioè è entrato in vigore il nuovo sistema di rinnovo tra­mite Poste italiane) sono arriva­te dal centro di smistamento di Poste 22.775 pratiche. Di queste 2.056 sono state lavorate e tra­smesse a Roma per la stampa del Permesso di soggiorno elettro­nico (Pse). Per quanto riguarda i Pse, 1.750 sono arrivati in Questura da Roma pronti per la con­segna e 2.600, pari all11,4% sul totale delle pratiche arrivate da Poste, sono già stati consegnati. In pratica, tra coloro che hanno fatto richiesta di rinnovo o di primo permesso da dicembre a oggi, solo poco più di uno su dieci ha ottenuto il documento. Tenendo conto delle pratiche in via di chiusura, però (Pse da consegnare e pratiche spedite a Roma per la stampa del Pse), i numeri sono leggermente più confortanti: il 28% delle prati­che è stato definito.

 

LE PRATICHE DA DEFINIRE

Ma che fine hanno fatto le al­tre 16 mila? È presto detto: 1.500 sono in giacenza negli uffici del­la Questura in attesa di integra­zione, perché mancano docu­menti indispensabili per ottene­re il permesso; 1.900 devono es­sere lavorate manualmente per­ché presentavano anomalie rispetto al sistema informatico, 2.900 sono ancora da trattare. Sono 8.600 invece gli utenti già convocati in Questura per l'ac­quisizione delle impronte (nel numero è inclusa evidentemen­te la quota di Pse consegnati e richiesti a Roma, ndr) e 4.500 le pratiche acquisite allo sportel­lo, e quindi di prossima defini­zione.

 

CORSA CONTRO IL TEMPO

Da questa rapida carrellata ri­sulta come la Questura abbia ac­celerato i tempi. «L'obiettivo è arrivare a dicembre pronti per affrontare l'ondata dei flussi 2007 (previsti tra novembre e di­cembre, anche se gli effetti su­gli uffici della Questura si av­vertiranno qualche mese dopo, ndr) ‑ ha spiegato il capo di ga­binetto della Questura Alessandra Feranda Cordella ‑. Nel frattempo da circa un mese e mez­zo sono arrivati rinforzi per po­tenziare l'Ufficio stranieri». Tre mesi, ufficialmente, il tempo necessario per la consegna del Pse. Ma questo succede solo nel ca­so in cui la domanda sia stata compilata secondo tutti i requi­siti richiesti dal sistema, requi­siti che si sono andati definen­do nel corso del temo. Di con­seguenza solo una piccola per­centuale di utenti ha ricevuto il Pse a tre mesi dalla richiesta.

 

I RINFORZI

Undici i nuovi arrivi destina­ti alla Questura di Bergamo. L'ufficio diretto da Anna Villa­no conta così, interinali compre­si, una cinquantina di addetti. Si lavora a ritmi serrati per re­cuperare gli arretrati e ormai è una vera corsa contro il tempo.