L’ECO DI BERGAMO, 8 LUGLIO 2007
Rogno. Il paese diviso dopo la richiesta di alcuni immigrati per l’utilizzo di un edificio
Il sindaco rinvia: solo il Consiglio può modificare la destinazione d’uso
di Elia Mutti
«Solo il Consiglio comunale può modificare 1a destinazione d'uso dello stabile acquistato dal centro culturale islamico “An Nur” nella frazione di Bessimo. La costruzione è censita fra gli edifici rurali e, salvo future indicazioni, i tecnici incaricati di redigere il nuovo Pgt (Piano di governo del territorio) lasceranno immutato il Piano delle Cascine». Questa la risposta del sindaco di Rogno, Guerino Surini, ai diretti interessati che avevano presentato alla Giunta.
«La domanda è stata posta solo verbalmente e l'amministrazione non ha fatto altro che illustrare lo stato di fatto e motivare verbalmente il perché del diniego ‑ aggiunge Surini ‑. Stante la situazione, l'immobile in questione non può essere adibito a centro culturale, ma se il futuro riserverà qualche altra novità sarà nostra cura riprendere in considerazione l'intero l'argomento».
A tutt'oggi gli amministratori di Rogno non hanno preso ufficialmente alcuna decisione, per ora si sono limitati a rimandare il tutto a data da destinarsi. «Fino al momento in cui, a fronte di una richiesta di variante al Pgt formalizzata per iscritto, il Consiglio deciderà se accoglierla o respingerla», specifica Surini.
Questa sospensiva non è servita a calmare le polemiche tra la popolazione e gli stessi amministratori circa la nascita sul territorio comunale di un centro culturale islamico. In paese la questione è argomento di discussione: alcuni si esprimono a favore del centro culturale, mentre altri sono nettamente contrari.
C'è chi sostiene che l'apertura di un centro culturale ‑ il termine moschea viene evitato accuratamente da tutti ‑ potrebbe diventare un punto di riferimento per estremisti islamici, ma c'è anche chi considera l'iniziativa come una efficace forma di utile controllo degli immigrati e di collaborazione con i residenti.
Dal canto loro, quando nei giorni scorsi un folto gruppo di seguaci della religione islamica si è riunito nella sala del teatro di Rogno, alla presenza dell'assessore ai Servizi sociali del Comune e della Comunità montana Alto Sebino, Anna Bianchi e Arialdo Pezzetti, il portavoce Youssef El Amrani si è limitato ad illustrare il corano ma ha anche cercato di mettere in discussione quanto profetizzato dalle frange estremiste.
Rogno, cittadina di frontiera con la provincia di Brescia, tra i
suoi 3.600 abitanti conta più di 200 cittadini
extracomunitari. Il gruppo più numeroso è costituito da persone provenienti
dal Marocco, ma ci sono anche molti rappresentanti dell'Albania, della Bosnia
e dell'Algeria. A dimostrazione che Rogno rappresenta una realtà multietnica
occorre anche ricordare che lì vi abitano anche senegalesi, equadoregni, slavi,
ucraini, giordani, bielorussi, cinesi, peruviani, colombiani, indiani,
macedoni ed altri ancora. Ovviamente chi è direttamente interessato al centro
culturale, di cui si parla ormai da diversi mesi,
sono gli extracomunitari che provengono dai Paesi islamici. Lo stabile dove
si vorrebbe aprire il centro culturale sorge a Bessimo
Inferiore, in fondo a via Santa Caterina da Siena. Si tratta di un edificio
costruito nel 1975, con un interrato e due piani. La
superficie coperta è di 138 metri quadrati per ogni
piano ma quella ad uso residenziale è di 150 metri quadrati complessivi.
Possiede un'autorimessa di circa 22 metri ed è circondato da una vasta area
verde.