Bozza di “PATTO TERRITORIALE”

Valcamonica – Sebino -Proposto Da CGIL CISL  

 

 

 

 

PREMESSA

 

Al progetto sono interessati e dovranno aderire tutti i comuni che fanno parte delle tre Comunità Montane territorialmente di competenza del Comprensorio Vallecamonica-Sebino (Comunità Montana di Vallecamonica, Comunità Montana Alto Sebino Bergamasco, Comunità Montana del Sebino Bresciano).

Insieme alla Provincia di Brescia occorre inoltre coinvolgere anche la Provincia di Bergamo.

Il numero iniziale dei lavoratori presi in carico dal progetto deve essere solo un primo riferimento indicativo; occorrerà prevedere la possibilità d’inserimento di altri lavoratori che, nell’ambito della durata dell’esperienza territoriale, possano essere interessati da futuri processi di crisi.

Il progetto dovrebbe avere almeno una durata di 5 anni e, verificandone l’attuazione concreta, in caso di valutazione positiva prevederne la possibilità di proroga.

 

LA GOVERNANCE

 

Il tavolo politico d’indirizzo potrebbe essere composto dai soggetti Istituzionali e sociali che già fanno parte dell’Osservatorio Permanente per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione.

Si ritiene utile per la direzione ed il controllo della fase operativa prevedere un “Comitato ristretto” che potrebbe essere composto da: Ministero Lavoro (Italia Lavoro), Provincia di BS, Comunità Montana di Vallecamonica, Forze Sociali.

Per la gestione operativa prevedere un Comitato di Gestione che può essere coordinato dalla Provincia anche attraverso il coinvolgimento dei CPI.

 

ADESIONE AL PROGETTO

 

I comuni che fanno parte del bacino territoriale interessato, aderiscono al progetto investendo una quota da stabilirsi (indicativamente 1 € per residente) in base al numero degli abitanti e per ogni anno di validità del progetto; nel caso di Comuni che hanno propri cittadini in carico al progetto la quota prevista sarà maggiore. 

 

Le Comunità Montane e il Bim partecipano a sostenere il progetto investendo una quota da definirsi (in ogni caso non inferiore alla somma totale impegnata dai Comuni) e rapportata al numero degli abitanti di ogni Comunità Montana.

 

Le Province contribuiscono con quote, pari a quanto versato da Comuni e Istituzioni locali che fanno parte del territorio di competenza, in aggiunta alle risorse già destinate per le politiche attive.

 

I lavoratori (quelli occupati) aderiscono al progetto versando un euro al mese e l’adesione potrà avvenire con la modalità del silenzio assenso o da individuare.

I lavoratori che non aderiscono al progetto, non beneficeranno degli interventi a sostegno dei percorsi di ricollocazione e delle integrazioni a sostegno del reddito previste dallo stesso.

 

Le aziende con dipendenti che hanno aderito al progetto o interessate a processi di crisi, potranno partecipare al progetto impegnandosi al pagamento di una quota, con un minimo da fissare, pari al triplo della somma versata dai loro lavoratori.

In fase di definizione dell’accordo territoriale dovranno essere concordate le modalità e l’entità della quota minima di adesione per le aziende al cui interno non figurano lavoratori interessati al progetto.

 

Banche e Fondazioni potranno aderire al progetto con una quota d’adesione da definirsi (indicativamente 30.000 euro) per ogni anno di validità del progetto; contemporaneamente dovranno impegnarsi a favorire percorsi finanziari agevolati verso le aziende aderenti, in particolare verso quelle imprese che s’impegnano ad effettuare investimenti sul territorio incrementando l’occupazione. 

Importantissima sarebbe la disponibilità delle banche ad anticipare le erogazioni di CIGS ai lavoratori del progetto, dipendenti da aziende in crisi, qualora non sia possibile l’anticipazione delle competenze a carico dell’impresa.

Si preveda inoltre, verso i lavoratori che hanno aderito al progetto e che sono dipendenti di aziende in crisi, l’apertura di credito agevolato che permetta loro di onorare i prestiti o i mutui contratti.

 

Terzo settore, Società pubbliche ed a capitale misto, potranno aderire al progetto e la loro partecipazione si esprimerà con l’impegno concreto ad assumere dalle liste predisposte, anche prendendosi in carico i soggetti più svantaggiati: over 50, donne sole con carichi famigliari, lavoratori in particolari situazioni di disagio.

 

SOSTEGNO AL REDDITO

 

1)      Nel periodo d’attuazione del progetto di reimpiego, qual ora il singolo lavoratore vi ha aderito, va bene prevedere l’integrazione economica della differenza di reddito, avendo a riferimento la media degli ultimi mesi lavorati, in aggiunta alla quota percepita attraverso l’ammortizzatore sociale (CIGS - Mobilità).

 

2)      Stabilire un’indennità economica, di durata variabile e con modalità da definire, in favore di lavoratori che, ricollocati attraverso il progetto, risultassero assunti con inquadramento retributivo sensibilmente inferiore al precedente lavoro.

 

3)      Riconoscimento di un’indennità per i periodi di inattività, in assenza di copertura retributiva e/o contributiva degli ammortizzatori sociali (in particolare gli over 50); occorre inoltre prevedere progetti di reimpiego di tali lavoratori in lavori di pubblica utilità, riconoscendo loro un trattamento che sia pari alla media degli ultimi mesi lavorati, anche per favorirne l’accompagnamento alla pensione.

 

4)      In tutti i casi d’integrazione al reddito bisognerebbe prevedere anche la copertura contributiva.

 

TRASPORTO

 

In caso di distanza rilevante dal luogo di ricollocazione, ok alla definizione di una quota rimborso spese di trasferimento casa-lavoro, con l’obbiettivo di promuovere l’uso dei mezzi pubblici o l’uso collettivo di auto; se la distanza casa lavoro supera i 50 km di percorrenza occorre pensare anche al riconoscimento di un’ora di lavoro aggiuntivo a tutti gli effetti per chi mette a disposizione l’auto e, per i colleghi trasportati, prevederne una quota ridotta a mezz’ora di lavoro. 

 

PART-TIME

 

Nell’ambito della durata del progetto, per quei lavoratori che godono di un ammortizzatore sociale, è utile favorire la possibilità di usufruire il part-time verticale prevedendo il rimborso spese di viaggio se la distanza supera i 50 km tra andata e ritorno.

Nel caso di reimpiego con part-time orizzontale, prevedere il rimborso spese di viaggio e il riconoscimento di un’ora di lavoro a tutti gli effetti se il tragitto casa-lavoro è pari a 50 km al giorno; se la percorrenza è maggiore il rimborso sarà rapportato a frazioni di 15 km e, per ognuna, riconoscere una quota pari ad un quarto d’ora di tempo lavorativo a tutti gli effetti.

Nell’ambito della durata del progetto, le lavoratrici e i lavoratori ad orario d’ingresso al progetto full-time che accettano di ricollocarsi con orario part-time, avranno diritto all’integrazione tra il salario percepito nell’attività che sono chiamati a svolgere e quello relativo al precedente lavoro, avendo a riferimento la media degli ultimi mesi lavorati.

Le integrazioni erogate, sia nel caso di part-time verticale sia per l’orizzontale, devono essere valide e coperte ai fini contributivi.

 

MISURE PER LAVORATORI MONOREDDITO

 

Per le lavoratrici e lavoratori monoreddito con carichi di famiglia o di lavoratrici e lavoratori over 50, si punterà a favorirne l’inserimento lavorativo.

Le imprese che si rendono disponibili a tale operazione, beneficeranno d’incentivi e sgravi fiscali e/o contributivi maggiori rispetto agli altri casi.

Si potrebbe pensare che in aggiunta agli incentivi previsti dal progetto, per le aziende che assumono soggetti disagiati o monoreddito con carichi familiari, di prevedere un “bonus” che consenta loro di abbattere, per un periodo da stabilire, il costo degli oneri contributivi per i nuovi assunti al pari di quelli previsti per gli apprendisti.

 

Darfo B.T., 27 luglio 2007

 

Le segreterie CGIL – CISL

Vallecamonica Sebino