Progetto operativo di assistenza tecnica alla Provincia di Brescia e alla Governance della Valcamonica per la prosecuzione del Progetto

 

 

A. Il contesto e le finalità

Al fine di dare continuità al Progetto Valcamonica, Valcavallina e Sebino per la riqualificazione e la ricollocazione dei soggetti svantaggiati del settore tessile in Valcamonica, avviato nell’aprile 2006 e in chiusura al 30/9/07, alla luce della proroga dei relativi finanziamenti approvata nella riunione del Comitato di Coordinamento del 2/8/07alla presenza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, alla luce della proposta delle Organizzazioni sindacali CISL e CGIL della Valcamonica per la creazione di un Tavolo della Governance espressione di patto territoriale quinquennale che affronti in modo stabile le problematiche legate ai livelli e alla qualità dell’occupazione locale, dando vita a un fondo mutualistico per la sperimentazione di misure innovative di attuazione delle politiche attive, il presente documento illustra la riprogettazione del nuovo intervento sul territorio.

L’intervento viene realizzato con l’Assistenza Tecnica di Italia Lavoro alla Provincia di Brescia e alla Governance locale in Valcamonica, supporto che garantisce l’integrazione e l’armonizzazione del piano con le metodologie del Programma Pari, la legge regionale 22/06 e gli interventi già avviati nella Provincia.

 

B. Le politiche attive del lavoro nella Provincia di Brescia

La Provincia di Brescia ha al suo attivo l’attuazione recente di progetti sperimentali di politiche attive.

E’ in fase di implementazione il nuovo Programma Regionale Labor Lab, che introduce le metodologie e il modello di servizio previsti dalla legge 22/06.

Tra i progetti sperimentali proposti da Italia Lavoro e finalizzati al reimpiego Brescia ne ha realizzato quattro tra loro differenti per target, tempi e incentivi. PARI ha messo al centro gli strumenti della Dote e del Patto di Servizio e la loro valenza culturale. REI è il progetto per il reinserimento dei lavoratori immigrati che, in regola con il permesso di soggiorno, hanno perso il loro posto di lavoro. Quindi Marchi d’Area che, con baricentro nel Parco Nazionale dell’Adamello, mirava alla creazione di occupazione a partire dalla valorizzazione delle risorse del territorio.

Il Progetto Valcamonica, Valcavallina e Sebino, è finalizzato alla riqualificazione e al reinserimento dei lavoratori in Ammortizzatore Sociale fuoriusciti dal settore tessile in crisi e dei disoccupati di lungo periodo.

Infine, Brescia ha attuato ulteriori interventi di politiche attive significativi utilizzando finanziamenti propri tra cui quelli del 411 e della l.236.

 

C. Il progetto Valcamonica tra passato e futuro

Con 510 lavoratori raggiunti di cui 231 in Cassa integrazione e 279 disoccupati, e 46 persone reinserite nel mercato del lavoro, il progetto Valcamonica, iniziato nell’aprile 2006 e in chiusura al 30 settembre 2007, ha rappresentato un intervento sperimentale e innovativo sia per le metodologie attuate sia per il contesto di riferimento.  

Il progetto ha avuto una portata di ampio respiro sia sulle realtà imprenditoriali locali che, con oltre 100 aziende coinvolte, hanno recepito l’intervento di politiche attive del lavoro e il significato per le imprese. Sul fronte dell’Offerta, le categorie emerse come più critiche per il mercato del lavoro sono le donne, tradizionalmente assorbite dal settore tessile e gli over 50.

Il progetto, nel contempo ha portato alla luce in modo nitido i fattori socio-demografici ed economici che rendono grave e urgente il problema occupazionale nel territorio.

Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’ulteriore chiusura degli stabilimenti tessili in Valle, l’aumento sensibile della disoccupazione femminile, il passaggio in Mobilità dei lavoratori attualmente in CIGS, la conformazione geografica e la scarsa mobilità interna sono le criticità che preannunciano, a tendere, l’impoverimento del territorio.

Per far fronte a questa situazione di contesto, il Ministero del Lavoro insieme alle Province di Brescia e di Bergamo, alla Comunità Montana di Valle Canonica e a Italia Lavoro, hanno concordato di proseguire l’intervento per altri 2 anni, fino al dicembre 2009, al fine di supportare reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati dell’area.


D. La riprogettazione dell’intervento in Valcamonica e Sebino

 

1. L’idea progettuale

Alla luce della situazione di contesto socio-economico della Valcamonica sopra descritta, delle prospettive occupazionali di medio periodo e della presenza attiva di una Comunità locale circoscritta e omogenea, la Valcamonica può diventare teatro per la creazione di un Tavolo della Governance che metta a sistema le istanze pubbliche, private e sociali per affrontare in modo proattivo il problema occupazionale.

La proposta rappresenta un’azione pilota per sperimentare modalità innovative in realtà difficili, volte a contrastare i fenomeni di esclusione dal mercato del lavoro.

Si inquadra all’interno della filosofia delle politiche attive del lavoro che, a fronte delle risorse pubbliche per gli interventi di riqualificazione, accompagnamento e inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati richiedono agli stessi un comportamento attivo e responsabile verso il percorso personale di reimpiego. E così a fianco dei diritti individuali e collettivi all’assistenza pubblica (welfare), inizia a farsi strada il dovere del singolo di essere parte attiva nel processo di ricollocazione, senza adagiarsi su forme di assistenzialismo improduttivo e oneroso per la collettività.

Di seguito sono descritti gli obiettivi e gli strumenti del progetto sperimentale il cui elemento distintivo è di operare in una Comunità locale omogenea e territorialmente circoscritta, portatrice di valori e istanze condivise.

 

2. Gli obiettivi dell’intervento

In sintonia con i traguardi occupazionali fissati dai Consigli Europei di Stoccolma (2001) e di Barcellona (2002), nel rispetto del quadro normativo di riferimento a livello nazionale e regionale sull’occupazione e il mercato del lavoro, il progetto mira a realizzare tre obiettivi cardine per il territorio:

1.       Creare il Tavolo della Governance che affronti in modo stabile e territorialmente responsabile problemi dell’occupazione

2.       Salvaguardare i livelli di sviluppo economico-produttivo e occupazionali nel tempo

3.       Promuovere le politiche attive del lavoro sui target critici.   

 

3. Il Tavolo della Governance

Espressione di un Patto territoriale di durata quinquennale tra tutti gli attori economici e istituzionali locali, il Tavolo della Governance è la sede decisionale che imposta e supervisiona la realizzazione dell’intervento. Secondo la proposta delle Organizzazioni sindacali qui allegata, il Tavolo è partecipato dalle Istituzioni locali riunite nell’Osservatorio dell’Economia e del Lavoro, tra cui la Comunità Montana della Valcamonica e i suoi Comuni, il BIM, la Provincia di Brescia, le Parti sociali.

Il Tavolo imposta e attua le linee guida per gestire in modo capillare le situazioni di svantaggio sociale, integra politiche sociali, formative e del lavoro volte al reinserimento lavorativo e alla prevenzione dell’espulsione dei soggetti più a rischio.

Il Tavolo della Governance, concepito come organismo leggero, opera su scala territoriale mettendo in essere i seguenti macro interventi:

  1. Stabilisce le regole, individua il target
  2. Crea un fondo mutualistico locale per l’occupazione al fine di ammortizzare le situazioni di svantaggio in modo mirato e flessibile
  3. Monitora i cambiamenti nel tessuto economico-produttivo locale e le ripercussioni sulla domanda di lavoro (innovazione di processo, di prodotto, organizzativa) al fine di anticipare l’adeguamento delle competenze e arginare la fuoriuscita dei lavoratori
  4. Si relaziona con i soggetti pubblici e privati del MDL
  5. Si avvale di una struttura operativa della Provincia di Brescia opportunamente potenziata per  implementare le azioni di riqualificazione e reimpiego.

4. Il fondo mutualistico locale per l’occupazione

Il Tavolo della Governance ha, pertanto, la flessibilità di utilizzare strumenti sia tradizionali sia innovativi che, nel rispetto della normativa vigente, incentivino il reinserimento lavorativo dei soggetti target disincentivando il protrarsi della fruizione inattiva dell’ammortizzatore.

In questo ambito, la costituzione di un fondo a carattere mutualistico è funzionale all’adozione di misure innovative che agevolino il rientro nel mondo del lavoro mantenendo la garanzia dell’ammortizzatore sociale. Per esempio, sotto forma di dote lavoro, il fondo potrà integrare di caso in caso la differenza di reddito tra una nuova occupazione e il sostengo percepito. O ancora, può essere utilizzato come voucher di servizio per retribuire il tempo di viaggio necessario a recarsi al lavoro (in casi di lunghe distanze) o l’assistenza al parente anziano durante le ore di lavoro fuori casa.

Questa tipologia innovativa di servizio potrebbe essere altresì sperimentata per l’inserimento lavorativo di categorie più svantaggiate più marginali.

 

5. I destinatari dell’intervento

Il progetto di ricollocazione si rivolge a 300 soggetti svantaggiati della Valcamonica e del Sebino.

Di questi 200 sono lavoratori in mobilità indennizzata e 100 sono disoccupati. Un’attenzione particolare sarà conferita alle donne e agli over 50 espulsi dal mercato del lavoro come categorie target del PAR regionale. Ulteriori declinazioni delle criticità potranno essere modulate in loco in base ai bisogni del territorio.

 

6. Tempi e durata

Il progetto ha una durata complessiva di 27 mesi, dall’ottobre 2007 al dicembre 2009.

Nel primo anno sarà presa in carico metà dei beneficiari, inseriti nel percorso di ricollocazione della durata di 12 mesi. Nel secondo anno sarà presa in carico la seconda metà dei beneficiari per i successivi 12 mesi.

 

7. Le azioni di ricollocazione

Le azioni operative proprie del percorso di riqualificazione e di ricollocazione sono in capo alla Provincia di Brescia che si avvarrà delle sue strutture più idonee allo scopo e valuterà il fabbisogno di operatori specializzati funzionale a:

 

8. Il modello di servizio

Il Tavolo della Governance stabilisce le regole, le azioni e gli strumenti del programma.

La proposta cardine è di realizzare un servizio su misura (personal service) di riqualificazione e reimpiego modulato sulle caratteristiche del singolo beneficiario, integrato con risorse finanziarie locali in ragione della personalizzazione, e seguito da una persona (tutor) per tutto il suo svolgimento.

Il modello di servizio e il flusso di processo sono modulati sugli strumenti base previsti dalla legislazione regionale e dalla nuova metodologia del programma Beta.

 

a. Dote Lavoro

E’ l’insieme di risorse finanziarie assegnate dal Progetto ai beneficiari che ne sono a tutti gli effetti i titolari. Tali risorse sono utilizzabili presso gli operatori accreditati ai servizi per il lavoro, deputati a realizzare percorsi finalizzati all’occupazione.

Si articola in 4 voci, declinate a loro volta in una lista di servizi e strumenti possibili.

 

Piano di Intervento Personalizzato. Vi rientrano:

 

Formazione. E’ finalizzata al miglioramento delle competenze professionali del beneficiario. Strumenti:

 

Inserimento lavorativo. Comprende le attività necessarie alla ricerca di opportunità lavorative per l’inserimento professionale e che si concludono con il contratto di lavoro. Gli strumenti contemplati sono:

 

b. Stipula del Patto di Servizio: consiste nell’erogazione da parte dell’operatore del reimpiego al beneficiario dei servizi obbligatori così indicati dalla legge:

accoglienza, colloquio di orientamento, registrazione dei i dati anagrafici dell’utente su Borsa Lavoro Lombardia, informare il beneficiario circa i percorsi formativi finalizzati all’occupazione, le risorse della dote di cui può usufruire e di cui diverrà detentore; le eventuali sanzioni in caso di abbandono del percorso di ricollocazione senza un giustificato motivo.

 

c. Nomina del tutor

E’ l’operatore che imposta e condivide con il beneficiario il Piano di Intervento Personalizzato, ne segue l’evoluzione per tutto l’arco della sua durata, monitora il risultato.

In particolare, procede all’analisi delle competenze, delle potenzialità di reimpiego, valuta e propone percorsi di riqualificazione finalizzati all’inserimento, segue l’incrocio domanda-offerta.

 

d. Redazione del Piano di Intervento Personalizzato (PIP)

E’ il documento concordato con il beneficiario che contiene le azioni, i servizi e i tempi del suo percorso di riqualificazione e reinserimento. Deve contenere le seguenti voci:

 


8. Le risorse disponibili

 

Dal Progetto Valcamonica residuano* i seguenti fondi per i beneficiari.

 

Fondo

Residuo

Fondo 236 Regione Lombardia

Euro 950.000

INPS Valcamonica

Euro 1.444.000

Doti Pari/Valcamonica

Euro 475.000

Totale

2.869.000

*Residuo calcolato sull’impegnato

 

L’Assistenza Tecnica di Italia Lavoro, quantificata in una risorsa senior, rientra nel budget del

Programma PARI.

Le risorse che svolgono le azioni sul territorio sono individuate dalla Provincia di Brescia.

 

dote lavoro per 300 soggetti svantaggiti della valcamonica ­- Una proposta

 

Descrizione

Valore massimo a valere sui fondi

A valere sui fondi di BS

Totale

 

Elaborazione piano di intervento formativo personalizzato

    500

 

236 Valcamonica

 

€150.000

 

- Formazione (individuale/collettiva/ricerca attiva del lavoro/stage)

- Voucher di servizio

               2.500

 

236 Valcamonica

 

 

€750.000

 

              1.000

Doti Pari Valcamonica

€300.000

 

Inserimento lavorativo (contributo all’impresa che assume)

4.500

 

Residuo mobilità

-

Fondo INPS

sbloccato

 

 

 

€ 1.350.000

Indennità di partecipazione al programma /sostegno al reddito

0

 

 

Indennità di mobilità

 

TOTALE

           € 8.500

 

 

 

€2.550.000

 

 

Le azioni di assistenza tecnica di Italia Lavoro

 

Le attività di Assistenza Tecnica resa da Italia Lavoro alla Provincia di Brescia e alla Governance della Valcamonica del progetto sono di seguito illustrate.

 

Fase di avvio

Apporto di conoscenze, competenze e esperienze funzionali alle seguenti attività:

 

Fase di pianificazione  e realizzazione delle attività

 

 

 

 

 

Fase di chiusura