GIORNALE DI BRESCIA, 11 DICEMBRE 2007
Da Iseo la proposta di Legambiente
di Veronica
Massussi
La proposta del circolo Legambiente Franciacorta‑Basso Sebino di trasferire il modello della ferrovia Merano-Malles sul territorio bresciano per la linea Brescia-Iseo-Edolo è supportato dà analisi concrete: simile territorio, analoghe condizioni di rete e dati molto confortanti del successo ottenuto oggi dalla ferrovia altoatesina, dopo cinque anni di riavvio dell'attività. È quanto illustrato nelle scorse ore a Iseo dai vertici dell'associazione.
«Il nostro viaggio per conoscere la realtà della linea ferroviaria Merano-Malles ci ha convinti che questa potrebbe essere la soluzione per rilanciare la nostra linea, tuttora funzionante e per cui sono già stati realizzati, negli anni, interventi di rinnovo ‑ afferma Silvio Parzanini di Legambiente ‑ e se quello era davvero un "ramo secco ed abbandonato" la linea Brescia-Iseo-Edolo per cui il sedime e le rotaie sono state da poco rifatte, ha enormi potenzialità non sfruttate, emergenti anche dal confronto con la linea meranese». Ecco alcuni dati: il bacino d'utenza della Merano-Malles è di 30.000 persone, quello bresciano-camuno di 150.000, la lunghezza della prima è di 70 chilometri, della seconda 108 chilometri, in un anno la Merano-Malles ha raggiunto i due milioni di trasportati, la nostra 1.050.000.
«Abbiamo stimato che sarebbero sufficienti 20 milioni di euro per rivalorizzare la linea Brescia-Iseo-Edolo ‑ spiega Dario Balotta, ex segretario della Fit‑Cisl sezione trasporti ‑ necessari per l'acquisto di otto nuovi treni diesel e con le caratteristiche dei treni della Val Venosta, con vagoni misti per trasporto di persone e mezzi (biciclette e sci) accesso a raso, altamente affidabili sia come orari, come frequenze e come coincidenze. Il nostro materiale invece è vecchio di trent'anni, è scarso, indisponibile ed inquinante».
Ciò che Balotta ci tiene a sottolineare, comparando dati alla mano due servizi lombardi gestiti dalla stessa Ferrovie Nord Milano, è la disparità tra la linea che percorre il territorio a nord di Milano e quella bresciana: la prima ha 760 treni al giorno su 213 km di linea, la seconda 38 su 108 km (un decimo del materiale) con costi di gestione enormi e risultati deludenti.
«La Regione Lombardia ha occhi solo per Milano non ragionando sulle enormi potenzialità non sfruttate dalla Brescia-Iseo-Edolo che potrebbe diventare un modello di sostenibilità del trasporto con conseguente indotto di turismo ed occupazione. È necessario però reimpostare il servizio» continua Balotta a cui fa eco l'ing. Danilo Scaramella: «Dovrebbe essere interesse di tutti che la linea Brescia-Iseo-Edolo funzioni anche per alimentare la nuova metropolitana di Brescia che deve raccogliere persone che si muovono dall'hinterland con mezzi pubblici e non con veicoli privati».
Significativa sarebbe anche la riduzione del traffico veicolare
nel territorio della Val Venosta. «Il nostro programma ora è quello di
incontrare tutti i sindaci dei paesi toccati dalla nostra linea, Brescia
compresa ‑ conclude Parzanini ‑ per
metterli di fronte a questa realtà e trovare un'unità d'intenti su un documento
di rilancio della linea che approderà ad un convegno a cui saranno invitate
Regione Lombardia, Provincia di Brescia e Ferrovie Nord Milano».