BRESCIAOGGI, 12 OTTOBRE 2007

Dopo l’annuncio fatto dal ministero delle Infrastrutture

Ss 42, Caparini contro Di Pietro

L’onorevole del Carroccio: «Impossibile che i lavori inizino tra 5 mesi; mancano i fondi»

 

Botta e risposta tra il parla­mentare camuno Davide Capa­rini (Lega Nord) e il Ministero delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Oggetto della con­tendere: i cantieri sulla statale 42. «I lavori della strada stata­le 42 inizieranno presumibil­mente nella primavera 2008» ha risposto il ministro all'inter­rogazione del parlamentare ca­muno. È quel «presumibil­mente» a fare infuriare Capari­ni. «Continuano le promesse si­no ad ora vane ‑ sostiene l'ono­revole leghista ‑ intanto gli im­pegni preso vengono disattesi. A ridosso dell'estate 1'Anas e il governo si erano impegnati a concludere l'iter di approvazio­ne del progetto, per poter cosi iniziare i lavori entro l'anno. Prendiamo atto dell'ennesimo rinvio. Senza contare che degli impegni presi perle varianti di Sonico, Edolo e Vezza d'Oglio non c'è nemmeno un'idea di massima, sia nei tempi che nel­le risorse». La causa di questo ritardo in­giustificato, a parere dell'espo­nente del Carroccio sono da in­dividuare in «questa strampa­lata maggioranza: col Gover­no Berlusconi, avevamo conse­gnato un'opera appaltata e in­teramente finanziata. Le deci­sioni prese dal Ministro Di Pietro si sono rivelate, alla prova dei fatti, sbagliate. A distanza di oltre un anno dalla data pre­vista per l'inizio dei lavori, sia­mo ancora in attesa della con­clusione della parte pretta­mente burocratica e non c'è al­cuna assicurazione sulla dispo­nibilità dei soldi necessari. In sintesi, hanno sprecato due an­ni e buttato al vento i finanzia­menti che avevamo faticosa­mente recuperato». Caparini, infine, fa riferimen­to ai motivi che nel maggio 2001 hanno spinto l'Anas a rescindere il contratto con l'asso­ciazione d'imprese appaltanti i lavori della statale 42, da Ca­podiponte a Berzo Demo: «Il Governo conferma che le aziende appaltanti utilizzava­no materiali di qualità e in quantità inferiore al previsto come correttamente denuncia­to anche dai sindacati; per que­sto ‑ conclude ‑ saranno co­strette a versare una penale di 3,9 milioni di euro, questa è l'unica notizia positiva tra le tante negative sulla viabilità camuna».