Dopo l’annuncio fatto dal ministero delle Infrastrutture
L’onorevole del Carroccio: «Impossibile che i lavori inizino
tra 5 mesi; mancano i fondi»
Botta e risposta tra il parlamentare
camuno Davide Caparini (Lega Nord) e il Ministero delle Infrastrutture Antonio
Di Pietro. Oggetto della contendere: i cantieri sulla
statale 42. «I lavori della strada statale 42 inizieranno presumibilmente
nella primavera 2008» ha risposto il ministro all'interrogazione del
parlamentare camuno. È quel «presumibilmente» a fare infuriare Caparini. «Continuano
le promesse sino ad ora vane ‑ sostiene l'onorevole leghista ‑
intanto gli impegni preso vengono disattesi. A
ridosso dell'estate 1'Anas e il governo si erano
impegnati a concludere l'iter di approvazione del progetto, per poter cosi
iniziare i lavori entro l'anno. Prendiamo atto dell'ennesimo rinvio. Senza
contare che degli impegni presi perle varianti di Sonico, Edolo e Vezza d'Oglio
non c'è nemmeno un'idea di massima, sia nei tempi che nelle
risorse». La causa di questo ritardo ingiustificato, a parere dell'esponente
del Carroccio sono da individuare in «questa strampalata
maggioranza: col Governo Berlusconi, avevamo consegnato un'opera appaltata e
interamente finanziata. Le decisioni prese dal Ministro Di Pietro si sono
rivelate, alla prova dei fatti, sbagliate. A distanza di oltre un anno dalla
data prevista per l'inizio dei lavori, siamo ancora in
attesa della conclusione della parte prettamente burocratica e non c'è alcuna
assicurazione sulla disponibilità dei soldi necessari. In sintesi, hanno
sprecato due anni e buttato al vento i finanziamenti
che avevamo faticosamente recuperato». Caparini, infine, fa riferimento ai
motivi che nel maggio 2001 hanno spinto l'Anas a rescindere il contratto con
l'associazione d'imprese appaltanti i lavori della statale 42, da Capodiponte
a Berzo Demo: «Il Governo conferma che le aziende appaltanti utilizzavano
materiali di qualità e in quantità inferiore al previsto come correttamente
denunciato anche dai sindacati; per questo ‑ conclude ‑ saranno
costrette a versare una penale di 3,9 milioni di euro, questa è l'unica notizia
positiva tra le tante negative sulla viabilità camuna».