BRESCIAOGGI, 12 SETTEMBRE 2007
I ventilatori spesso non riescono a smaltire il carico di polveri sottili. Insufficienti anche le coperture per i telefonini, indispensabili in caso di emergenza
L’inquinamento peggiore nelle Montecognolo e Massenzano. Il problema
degli estintori rubati e rimpiazzati tardivamente
di Giuseppe
Zani
Il pericolo corre in galleria anche lungo la nuova 510. Da Iseo a Vello i chilometri sono 16,7 di cui 10,32 scavati nella roccia. Tunnel come camere a gas, talvolta.. Cortine di fumo in cui, anche a causa della scarsa visibilità, è rischioso avventurarsi. In caso d'incendio, non sempre gli estintori sono rintracciabili nelle apposite vetrinette perchè rubati da incoscenti di passaggio.
LA PIÙ SATURA di inquinanti, in genere, è la Montecognolo, 1694 metri fra Provezze e la località Bersaglio di Iseo: la sua conformazione a collo d'oca, fa sì che i fumi si raccolgano soprattutto nella parte centrale. Lì i camion iri salita arrancano e in certe ore della giornata, specie del primo mattino, è buio pesto. Di scarso aiuto, in effetti, risultano i lampioni dell' illuminazione e i ventilatori posti ai due capi della galleria. La situazione peggiore è quando all'esterno non tira un alito di vento e anzi grava una pesante cappa di umidità. Nel tunnel, allora, bisogna addirittura usare i tergicristalli per togliere le polveri sottili che si appiccicano sul parabrezza.
Poco più a Nord c'è la galleria più lunga: la Covelo, 2404 metri. A circa metà, verso il lago, si apre all'occorrenza una via di fuga cui si accede tramite scalette. Nella Covelo, il 16 luglio scorso, un extracomunitario ha perso la vita, contro un camion mentre tentava un sorpasso sulla sua Fiat Uno: nello scontro s'è pure sviluppato un principio d'incendio, ma i vigili del fuoco lo hanno prontamente spento. Anche lì gli impianti di areazione sono palesemente insufficienti, mentre gli estintori rubati non sempre sono rimpiazzati con tempestività.
L'ALTRAGALLERIA che preoccupa non poco è la Massenzano, 2293 metri,
fra la Valsorda di Sale Marasino e la frazione Collepiano di Marone. A 390 metri
dall'imbocco Sud, c'è una via di fuga percorribile anche dalle auto. Nel ventre
del tunnel c'è quasi sempre un ristagno di fumi e
gas di scarico che rendono pericoloso e insicuro il transito e potrebbero
complicare i soccorsi in caso di incidente grave. Antenne per i cellulari o
colonnine per chiamate di soccorso sono del tutto assenti,
come nelle altre gallerie del resto. Eccoci alla Vello 1, 2180 metri, fra il torrente
Bagnadore e il torrente Rì, a Vello di Marone: un tunnel con
dislivelli sensibili e ventole che nei momenti di punta non ce la fanno
a ripulirlo. Una galleria che ha curve dolci e invita a pigiare
sull'acceleratore: vi andrebbe installata, secondo
un' opinione diffusa, una segnaletica, orizzontale atta a scoraggiare i
sorpassi come quella realizzata nel 2002 nella galleria pisognese Trentapassi.
Superata, la quale, si imboccano la Ronco Graziolo,
2480 metri, e la Ronchi, 2130 metri. La loro pericolosità è stata più volte segnalata
dal Comune di Pisogne e dalle Comunità montane del
Sebino bresciano e della Valcamonica. Fra le richieste, oltre a investimenti per migliorare visibilità e respirabilità
dell'aria, la posa di ripetitori per telefonini e di telecamere per il
monitoraggio del traffico.