BRESCIAOGGI, 18 APRILE 2009
Capodiponte. È iniziato con un’assoluzione l’iter giudiziario per le persone rinviate a giudizio per disastro, omicidio colposo e lesioni personali colpose
Altri sei imputati scelgono il dibattimento: in aula il 12
novembre. Il collaudo costò la vita a un camionista
di Wilma
Petenzi
Giuseppe Graffi, il progettista del viadotto crollato a Capodiponte non ha alcuna responsabilità: ieri mattina è stato processato con rito abbreviato e assolto dal gup Maria Paola Borio. Non c'è ancora alcun responsabile per la morte di Gianfranco Bariselli Maffignoli, il camionista di 55 anni di Solato di Piancamuno, residente a Costa Volpino in provincia di Bergamo, morto durante il collaudo di un viadotto in alta Valcamonica.
È iniziato con un'assoluzione l'iter giudiziario per le sette persone, progettista, collaudatori e direttori dei lavori, rinviati a giudizio lo scorso febbraio per il crollo dello svincolo del cavalcavia a Tese di Capodiponte il 27 giugno di quattro anni fa.
Il crollo della bretella causò la morte del camionista bergamasco e il ferimento di altri quattro colleghi. Graffi, il progettista assolto ieri mattina, era stato rinviato a giudizio insieme al socio Pietro Corona, amministratore unico dello studio cui 1'Anas affidò il progetto, l'elaborazione e le prove di carico del viadotto; Nicola De Riso di Carpinone, presidente della commissione di collaudo dell'Anas; Filippo Rubino e Roberto Lucietti, membri della commissione; Fabrizio Cardone, direttore dei lavori nominato dall'Anas per il completamento della ss42 e Ivan Collino, coordinatore delle operazioni di collaudo. I sei imputati, accusa di disastro e omicidio colposo e lesioni colpose, hanno scelto il dibattimento, il processo prenderà il via il prossimo 12 novembre.
Il crollo durante il collaudo dello svincolo di Capodiponte per la procura (il processo è stato chiesto dal pm Paolo Savio) è strettamente collegato alla condotta delle sette persone chiamate a giudizio. L'incidente costato la vita al camionista, che aveva moglie e tre figli, risale all'estate del 2005. Era una giornata «storica.», perché era fissato il collaudo dello svincolo per l’alta Valle, un'opera incompiuta e al centro di una controversia infinita.
Nel primo pomeriggio per sollecitare i trenta metri di calcestruzzo che collegavano la sopraelevata con il piano campagna si preparano sei mezzi, cinque camion e una betoniera pesanti complessivamente un migliaio di quintali. Le prime due prove andarono a buon fine, ma quando i camionisti iniziarono il terzo test, allineandosi sulla corsia più interna dello svincolo accadde (irreparabile: la bretella si inclinò e i sei mezzi precipitarono. I camionisti, erano a piedi sullo svincolo e riuscirono a risalire sulla carreggiata. Tranne Bariselli che diede (allarme: «Via che qui crolla tutto». Le sue ultime parole.
BRESCIAOGGI, 18 APRILE 2009
Lo svincolo di Capodiponte era crollato, come se fosse fatto di acqua e sabbia, durante l'operazione di collaudo del 27 giugno 2005. Nel drammatico crollo aveva perso la vita il camionista Gianfranco Bariselli Maffignoli, 55 anni, originario di Solato di Piancamuno, ma residente a Costa Volpino. Nella tragedia di Capodiponte erano rimasti feriti anche Protasio Duglia, 34 anni di Ceto, Gian Mario Lanzetti, 38 anni di Ceto, Gianpiero Formentelli, 46 anni, residente a Ono San Pietro, Bortolo Ragazzoli, 49 anni di Cevo. Sul viadotto della morte anche Walter Mora, 30 anni di Malegno, l'unico camionista riuscito a uscire illeso dall'inferno.
27 GIUGNO ORE 16.15. Il collaudo finisce nel sangue: un rumore secco, poi un cigolio sinistro e la piastra di cemento che formalo svincolo si inclina di lato, trascinando nel vuoto cinque camion e una betoniera.
27 GIUGNO ORE 19. Con il nulla osta del magistrato Gianfranco
Gallo viene rimossa la salma del camionista, mentre i
feriti finiscono in ospedale a Esine, Edolo e Ragazzoli, il più grave, a
Sondalo.