L’ECO DI BERGAMO, 18 APRILE 2009

Gianfranco Bariselli Maffignoli, camionista di 55 anni, era stato schiacciato da uno dei mezzi. La tragedia nel giugno del 2005 in Valcamonica, nel cantiere per uno svincolo. «Via, che qui crolla tutto», furono le sue ultime parole

Morì nel crollo: prosciolto il progettista

Altre sei persone a processo per il viadotto che aveva ceduto durante un collaudo di stabilità

 

È stato prosciolto il progettista del viadotto che crollò durante il collaudo, provocan­do la morte di un camionista di Costa Volpino, Gian­franco Bariselli Maffignoli, 55 anni. Lo ha deciso il gup di Brescia, che al termine di un processo con rito abbreviato ha ritenuto non colpevole Giuseppe Graffi, accusato di disastro colposo, omicidio col­poso e lesioni colpose, in concorso con altre sei per­sone. Queste ultime, sempre ieri mattina, sono sta­te rinviate a giudizio e compariranno a processo il 12 novembre.

 

LA TREGEDIA DURANTE IL COLLAUDO

L'incidente era accaduto il 27 giugno 2005 in un cantiere Anas della Valcamonica, mentre si stava collaudando il viadotto della corsia di ingresso a Ca­po di Ponte della variante alla statale del Tonale. Ba­riselli, autista per la ditta «Zendra Severino» di Ro­gno, era stato schiacciato da un autocarro dopo che il ponte aveva ceduto. L'uomo si trovava sullo svin­colo con altri lavoratori, 4 dei quali erano finiti in ospedale. Sei i mezzi pesanti (5 autocarri e una be­toniera) che si trovavano sulla sede stradale in quel momento: si doveva testare la tenuta della corsia di

decelerazione, situata a un'al­tezza di otto metri rispetto all'argine del fiume Oglio.

 

«VIA, CHE QUI CROLLA TUTTO»

Due test erano già stati effet­tuati e non avevano creato pro­blemi, anche se uno dei feriti aveva raccontato che già duran­te le prime prove si erano sen­titi rumori sospetti. Al terzo te­st, quando i camion erano in fi­la per percorrere il viadotto e i rispettivi autisti dovevano an­cora salire in cabina, si erano sentiti strani scricchiolii. il ponte si era inclinato da una parte, non reggendo al pe­so degli automezzi, e facendo scivolare al di sotto i mezzi. Gli altri camionisti erano riusciti ad abban­donare il ponte, mettendosi così in salvo. Non ce l'a­veva fatta invece Bariselli Maffignoli, trascinato nel vuoto e schiacciato da uno dei mezzi. «Via, che qui crolla tutto» erano state le sue ultime parole. 1 lavo­ri ‑ iniziati nel '92 e rallentati da lungaggini burocra­tiche ‑ erano stati sospesi anche a causa di questa tragedia: sono ricominciati due mesi e mezzo fa.

 

SEI PERSONE A PROCESSO

Sotto inchiesta erano finiti progettisti, collauda­tori e direttori dei lavori. A febbraio il pm brescia­no Paolo Savio ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone. Che ieri sono comparse davanti al gup di Brescia Maria Paola Borio. Graffi è stato prosciolto in abbreviato. Gli altri sei finiranno a processo. Si tratta di Pietro Corona, socio di Graffi e amministra­tore unico dello studio a cui l'Anas aveva affidato il progetto e le prove di carico del viadotto; Nicola Di Risio, presidente della commissione di collaudo dell'Anas; Filippo Rubino e Roberto Lucietti, mem­bri della commissione; Fabrizio Cardone, diretto­re dei lavori; e Ivan Collino, coordinatore delle ope­razioni di collaudo.