GIORNALE DI BRESCIA, 19 SETTEMBRE 2008

Riunione a Breno della commissione provinciale Lavori Pubblici

Statale 42, non c’è ancora una data certa per la riapertura dei cantieri

di Gian Mario Martinazzoli

Il progetto esecutivo è corredato di tutte le autorizzazioni richieste, l'appalto è stato assegnato e le risorse ci sono. Eppure, per i lotti quinto e sesto della statale 42 della Valcamonica nessuno se la sen­te di mettere la mano sul fuoco e di garantire che presto inizieranno i lavori. Insomma, se dopo il parere favorevole definitivo della Regione e dopo il via libera da parte della Conferenza dei servizi (adempimen­ti arrivati in porto all'inizio di quest'anno) un po' tutti si erano affretta­ti a sostenere che entro l'estate i lavori sarebbero ripresi, oggi la stes­sa certezza non esiste più. Se ne è avuta conferma ieri matti­na ascoltando l'assessore provincia­le Mauro Parolini che ha partecipato alla competente Commissione lavori pubblici di Palazzo Broletto convoca­ta in via straordinaria a Breno nella sede del Bim dal presidente Nilo Pedersoli. A richiedere la convocazio­ne in terra camuna è stata la compo­nente di minoranza rappresentata dai capigruppo Pierluigi Mottinelli e Paolo Pedersoli. Erano presenti anche il consigliere Aldo Rebecchi e l'assessore Corrado Ghirardelli.

L'incontro è stata l'occasione per fare il punto della situazione in pre­senza di continui rinvii che si trascinano ormai da parecchi anni. «L'Anas ‑ ha ammesso Parolini ‑ non è ancora in grado di dire quando potranno riprendere i lavori anche se ci sono ragioni di pensare che ci sia la volontà di aprire il cantiere in tempi ragionevoli». Niente di più. Si tratta di scavare la galleria di Nadro di Ceto, di completare il viadotto che porta all'imbocco della galleria di Sellero e, soprattutto, di forare la montagna per altri due chilometri e mezzo fino allo sbocco a nord di Berzo Demo. L'Anas garantisce che i fondi necessari per il completamen­to dei cantieri ci sono ma non biso­gna dimenticare che nel frattempo I costi sono ulteriormente lievitati, al punto che oggi si parla di un inter­vento complessivo ammontante ad oltre 250 milioni di euro.

«Sarebbe il cantiere più grosso in provincia di Brescia negli ultimi an­ni», ha precisato Parolini. Il nuovo tratto di statale permetterebbe, co­me ha ricordato Mottinelli, di scaval­care la zona abitata di Scianica di Sellero ma soprattutto la pericolosa strozzatura di Cedegolo. C'è dunque molta attesa per un'opera rimasta al palo troppo a lungo, ma oggi l'im­pressione fondata è che fino alla tarda primavera dell'anno prossimo non succederà nulla. A quel momento sarà già stato accumulato un altro anno di ritardo rispetto alla scaden­za indicata nella primavera scorsa.

All'incontro della Commissione provinciale erano presenti anche l'as­sessore ai lavori pubblici della Co­munità montana, Mario Pendoli, e alcuni sindaci della zona. Pendoli ha dato conto di altri due interventi viabilistici attesi in Valle. Si tratta dell'allargamento della statale a Pon­te Dazza di Sonico, per il quale si aspetta l'inizio dei lavori a giorni, e dello svincolo per l'ospedale di Esine il cui appalto attende ancora le auto­rizzazioni mancanti.