GIORNALE DI BRESCIA, 1 NOVEMBRE 2008

Ss 42, lungo la strada della cautela

All’indomani del via libera dell’Anas al progetto per il terzo e quarto lotto dei lavori sulla superstrada gli amministratori camuni mostrano un certo ottimismo, ma promettono:  «Terremo gli occhi aperti»

di Giuliana Mossoni  

Tanta soddisfazione, certo. Ma anche cautela e qualche strascico di amarezza. per i troppi ritardi. Da nord a sud, da destra a sinistra, fioc­cano i commenti, ma nessuno osa anco­ra cantare vittoria per il «regalo natali­zio» anticipato che la Valcamonica ha ri­cevuto ieri, e cioè l'approvazione da par­te di Anas dei nuovi lotti della superstra­da da Capo di Ponte a Berzo Demo.

Giovedì pomeriggio il Consiglio di am­ministrazione di Anas ha detto sì al pro­getto definitivo, ora si dovranno atten­dere altri 30 giorni per l'approvazione esecutiva ed entro i successivi 45 i lavori dovranno essere consegnati al consor­zio d'imprese vincitore della gara d'ap­palto per l'avvio del cantiere.

 

Dal Senato ai Municipi

Chi ha seguito passo passo questa vi­cenda, come presidente della Comunità montana prima e da senatore oggi, è Giampiero de Toni, che da conoscitore della materia tiene a precisare alcuni fat­ti. «Il progetto ‑ racconta ‑ finanzia il tratto da Capo di Ponte a Berzo Demo. Resta però fuori il tratto da Nadro (do­ve ora si interrompe la superstrada, ndr) a Capo di Ponte, che ha bisogno di essere mandato in gara d'appalto, per un importo di 50 milioni di euro. Si trat­ta della cosiddetta Livelletta, e cioè il tratto di carreggiata che corre in galle­ria e al di sopra della quale si trovano i massi istoriati, che alcuni anni fa blocca­rono il progetto. Con l'approvazione di Anas ‑ spiega ‑ va avanti solo una parte del piano, quella che costa 220 milioni di euro: per l'altro tratto bisognerà atten­dere la nuova gara, che presumibilmen­te dovrebbe essere appaltata entro la prossima estate. Ma il tutto dovrebbe procedere di pari passo». Al di là di queste precisazioni tecni­che, per il senatore De Toni si tratta di un ottimo risultato, che «fornisce una ri­sposta per lo sviluppo sociale ed econo­mico della Valle. Ora occorre non abbas­sare la guardia e marcare stretto Anas, cosa che farò in prima persona».

 

Un cauto ottimismo

I più compiaciuti delle notizie sulla Ss 42 sono i sindaci dei Comuni interessati. Il primo cittadino di Cedegolo Pierluigi Mottinelli, che spesso in questi anni si è fatto portavoce dei disagi della popola­zione, costretta a sopportare traffico, smog e rumori fuori dall'uscio di casa, attribuisce il risultato raggiunto alla «si­nergia tra gli enti pubblici, a una forte condivisione politica di tutti attorno al­la figura dell'assessore della Comunità montana Mario Pendoli». Cedegolo ha approvato proprio in questi giorni il Pgt, che «è proiettato all'interno di que­sta nuova tangenziale. Tra qualche an­no ‑ conclude Mottinelli ‑ dovremo abi­tuarci a nuove consuetudini, a meno passaggi ma a una maggiore vivibilità. Per questo stiamo lavorando oggi, an­che per creare nuovi momenti di aggre­gazione pubblica, come il Museo dell'Energia o la Casa Panzerini».

Più caute le considerazioni dell'asses­sore provinciale e sindaco di Berzo De­mo, Corrado Scolari, che, prima di esul­tare, preferisce aspettare di toccare con mano l'apertura dei cantieri. «La politi­ca camuna dovrebbe tacere ‑ dice Scola­ri ‑ perché fino ad ora i ritardi sono stati troppi. L'importante è che inizino i lavo­ri e che si metta mano alla sicurezza del­la viabilità dell'alta Valle».

 

I dubbi dell'alta Valle

Chi da questa nuova strada ricaverà notevoli benefici è sicuramente l'alta Valle, con il suo «grande sogno» turistico. Ed è proprio da qui che arrivano i più forti dissensi. «Esprimo soddisfazione per questo risultato, ma soprattutto profonda indignazione per i ritardi accu­mulati ‑ ha commentato il sindaco di Temù Corrado Tomasi ‑ . La classe poli­tica camuna, di destra e di sinistra, è sta­ta impegnata più ad attribuirsi i meriti di questo risultato che a trovare soluzio­ni per far costruire al più presto la strada. Ora è tardi, spero non troppo tardi. La gente continua ad abbandonare l'al­ta Valle, anche per l'assenza della stra­da, che per noi è e resta fondamentale».

Secondo una previsione dello stesso assessore Mario Pendoli, il cantiere da Capo di Ponte a Berzo Demo potrebbe essere aperto all'inizio del 2009.

Tra luci e ombre, tra sorrisi a denti stretti e pacche sulle spalle, il travaglia­to iter della nuova superstrada camuna ha comunque fatto un passo avanti. I ca­muni «continuino però a vegliare», am­monisce qualcuno.