GIORNALE DI BRESCIA, 22 GENNAIO 2008

Pisogne. Ronchi e Ronco Graziolo: via libera ai lavori

Tar, disco verde per le gallerie

 

Disco verde dal Tar per l'apertura dei cantieri nelle gal­lerie provinciali nel comune di Pisogne. L'ok alla messa in sicurezza di questi due tunnel denomina­ti «Ronchi» e «Ronco Graziolo» sulla Sebina orientale, aveva creato non pochi disguidi all'Amministrazione provinciale, costretta al palo fino a pochi giorni fa dal ricorso presentato da un'impresa interessata ad ottenere l'affidamento dei lavo­ri. I giudici amministrativi han­no però respinto l’istanza con la quale la società ricorrente aveva chiesto l'immediata so­spensione delle decisioni della Provincia di Brescia (che ha in gestione 62 gallerie della nostra intera rete stradale, comprese le due citate) di. affidare la commessa ad altra ditta.

Quanto all'eventuale annulla­mento della complessiva proce­dura d'appalto se ne discuterà ancora nella cosiddetta fase di merito del ricorso e qualora le censure dovessero essere accol­te dallo stesso Tribunale regio­nale o dai giudici d'appello, la ditta interessata potrà preten­dere un risarcimento dei danni patrimoniali patiti.

I lavori previsti per la messa in sicurezza delle gallerie, per un importo complessivo di 1,3 milioni di euro, prenderanno inizio nei prossimi mesi, tant'è che la Provincia, dopo il via libera del tribunale di via Malta ha già completato la procedura di consegna. La durata dei lavo­ri è stata fissata in 180 giorni.

Nulla più, dunque, potrà ora ostacolare gli inderogabili inter­venti di segnaletica, illumina­zione, ventilazione, verifica del­la carreggiata e sistema di con­trollo degli impianti di sicurez­za per rendere sicuri i due tun­nel più lunghi della Sebina orientale, talvolta teatro di inci­denti stradali anche molto gra­vi.

Due i motivi che hanno deter­minato la bocciatura dell'istan­za cautelare: l'inammissibilità dell'offerta del concorrente per difetto dei requisiti rilevati in sede di gara, su cui ha posto l'accento l'avvocatura provin­ciale e «in ogni caso ‑ come hanno osservato i giudici ‑ il fatto che va ritenuta prevalen­te l'esigenza espressa dalla Pro­vincia di concludere sollecita­mente la procedura d'appalto per evitare di perdere il relativo finanziamento regionale».