Il parlamentare della Lega ha marciato per i sessanta chilometri che separano Iseo da Capodiponte
La fatica di Davide Caparini si è conclusa tra i cantieri incompiuti
di Luciano
Ranzanici
Un maratona e mezza per mettere nel
mirino, ancora una volta, l'annoso problema della viabilità. è la fatica compiuta ieri dal deputato della Lega Nord Davide
Caparini che ha corso i 60 chilometri che dividono Iseo da Capodiponte con
l'amico Andrea De Luca. L'immane sforzo è stato compiuto sulla vecchia strada
che scorre quasi parallelamente alla tangenziale, sotto un sole a picco, alla
vigilia di un incontro a Breno con il presidente dell'Anas Pietro Ciucci,
quando Caparini sarà in prima fila per ascoltare e pretendere risposte chiare e
definitive sui problemi viabilistici che riguardano il lotto in attesa di realizzazione ma pure lo svincolo
dell'ospedale, la strozzatura del ponte della Dazza a Sonico e della variante
di Corteno. Intanto ieri la Lega attraverso la iper
maratona di Davide Caparini, a Sale Marasino, Pisogne, Darfo e Breno, ha dato
fondo i propri slogan contro il Governo, da «‑ Prodi + strade», che è
andato per la maggiore anche sulle magliette dei partecipanti a «150 milioni di
motivi per mandare a casa Prodi», ma pure contro l'ex Presidente della
Comunità Montana Gian Pietro De Toni, attuale referente del ministro Di
Pietro, «gratificato» da un «grazie per la rapina concessa». Caparini, che da
un paio d'anni si allena sulla maratona, lungo la strada è stato sostenuto a
gran voce, in bici o in motorino, dall'assessore provinciale Riccardo Minini,
dal consigliere provinciale Nilo Pedersoli, dal
segretario provinciale della Lega Mario Maisetti, dal coordinatore di
circoscrizione Pietro Pezzutti e da altri simpatizzanti. In verità la fatica
di Caparini non è stata dal tutto gratificata dalla base, giacché nei passaggi
importanti di Pisogne, Breno e Darfo gli iscritti hanno un po' latitato. Comunque il tentativo «estremo», così lo ha definito lo
stesso parlamentare, à stato coronato da un esito del tutto positivo poiché
«con la programmazione e la volontà è possibile centrare l'obiettivo. Anche noi avevamo lasciato un tesoretto per dare corso alle
opere che ancora devono essere portate a compimento. Speriamo non venga
sperperato», ha detto l’affaticatissimo parlamentare al termine della corsa, davanti alla .famosa
scritta «Vergogna». All'arrivo a Capo di Ponte, sotto appunto l'ormai storico
pilone, simbolo dell'«archeologia viabilistica della
nostra valle», ad attendere Caparini c'era anche Vittorio Donina, il primo
leghista doc della Vallecamonica in assoluto.