BRESCIAOGGI, 24 GIUGNO 2007

Il parlamentare della Lega ha marciato per i sessanta chilometri che separano Iseo da Capodiponte

Strade, corsa della vergogna

La fatica di Davide Caparini si è conclusa tra i cantieri incompiuti

di Luciano Ranzanici

Un maratona e mezza per mettere nel mirino, anco­ra una volta, l'annoso pro­blema della viabilità. è la fatica compiuta ieri dal de­putato della Lega Nord Davide Caparini che ha corso i 60 chilometri che divido­no Iseo da Capodiponte con l'amico Andrea De Luca. L'immane sforzo è sta­to compiuto sulla vecchia strada che scorre quasi pa­rallelamente alla tangen­ziale, sotto un sole a picco, alla vigilia di un incontro a Breno con il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, quando Caparini sarà in prima fila per ascoltare e pretendere risposte chiare e definitive sui problemi viabilistici che riguarda­no il lotto in attesa di realiz­zazione ma pure lo svinco­lo dell'ospedale, la strozza­tura del ponte della Dazza a Sonico e della variante di Corteno. Intanto ieri la Lega attra­verso la iper maratona di Davide Caparini, a Sale Marasino, Pisogne, Darfo e Breno, ha dato fondo i propri slogan contro il Go­verno, da «‑ Prodi + stra­de», che è andato per la maggiore anche sulle magliette dei partecipanti a «150 milioni di motivi per mandare a casa Prodi», ma pure contro l'ex Presiden­te della Comunità Monta­na Gian Pietro De Toni, at­tuale referente del mini­stro Di Pietro, «gratifica­to» da un «grazie per la ra­pina concessa». Caparini, che da un paio d'anni si allena sulla mara­tona, lungo la strada è sta­to sostenuto a gran voce, in bici o in motorino, dall'assessore provinciale Riccardo Minini, dal consi­gliere provinciale Nilo Pe­dersoli, dal segretario pro­vinciale della Lega Mario Maisetti, dal coordinatore di circoscrizione Pietro Pezzutti e da altri simpatiz­zanti. In verità la fatica di Caparini non è stata dal tutto gratificata dalla ba­se, giacché nei passaggi im­portanti di Pisogne, Breno e Darfo gli iscritti hanno un po' latitato. Comunque il tentativo «estremo», così lo ha definito lo stesso par­lamentare, à stato corona­to da un esito del tutto posi­tivo poiché «con la pro­grammazione e la volontà è possibile centrare l'obiet­tivo. Anche noi avevamo lasciato un tesoretto per dare corso alle opere che ancora devono essere por­tate a compimento. Speria­mo non venga sperpera­to», ha detto l’affaticatissi­mo parlamentare al termi­ne della corsa, davanti alla .famosa scritta «Vergogna». All'arrivo a Capo di Ponte, sotto appunto l'or­mai storico pilone, simbo­lo dell'«archeologia viabili­stica della nostra valle», ad attendere Caparini c'era anche Vittorio Donina, il primo leghista doc della Vallecamonica in assoluto.