GIORNALE DI BRESCIA, 25 GENNAIO
2008
Le notizie arrivate da Milano rimettono in pista i lavori tra Nadro di Ceto e Berzo Demo e, con essi gli strascichi di un’odissea viabilistica
Spesa lievitata a 180 milioni. Da risolvere i nodi ponte
Dazza e svincolo di Esine
di Gian Mario
Martinazzoli
Le buone notizie giunte da Milano hanno dato un po' di respiro alle attese della Vallecamonica in ordine al completamento dei lotti quinto e sesto della statale 42 di fondovalle. È vero che manca ancora il sì definitivo della Regione che non era presente all'incontro che si è tenuto nella sede del Provveditorato alle opere pubbliche, mala prassi comune assicura che ormai si tratta soltanto di passaggi formali che non dovrebbero intaccare la sostanza dell'accordo. È quanto sperano gli amministratori camuni che da almeno cinque o sei anni sono alle prese con un problema che non ha ancora trovato soluzione.
Di mezzo c'è il tratto compreso tra Nadro di Ceto e Berzo Demo che, una volta concluso, permetterà di scavalcare l'abitato di Scianica di Sellero e soprattutto di evitare la pericolosa e disagevole strettoia di Cedegolo. È arrivata la conferma che sono stati definitivamente acquisiti nel piano quinquennale 2007‑2011 del Compartimento Anas di Milano i 45 milioni di euro che ancora mancavano per riattivare i cantieri. «Sistemata la copertura finanziaria, entro i mesi di maggio o di giugno i lavori dovrebbero essere ripresi». Questa la previsione che si sente di fare l'assessore ai Lavori pubblici della Comunità montana di Vallecamonica, Mario Pendoli, che in questi anni ha seguito passo dopo passo l'evolversi della situazione. Insomma, tra quattro o cinque mesi potrebbe rimettersi in movimento la macchina della viabilità camuna rimasta ferma troppo a lungo. Nel frattempo i costi sono lievitati del 50%. Si pensi che inizialmente i lotti quinto e sesto sarebbero dovuti costare 95 milioni di euro mentre ora siamo arrivati a quasi 180. L'aumento è dato dalla variante di Nadro imposta dalla Sovrintendenza che ha richiesto di progettare una galleria di 1.850 metri in luogo di una di soli 850; dal nuovo svincolo di fine lotto di Berzo Demo; dalle opere collegate alla finestra di Sellero che interromperebbe a metà i cinque chilometri dei lotti quinto e sesto e dal nuovo svincolo di Capodiponte sud. Va pure ricordato ché il tratto di viadotto che va da Capodiponte all'imbocco della galleria di Sellero è rimasto a lungo sotto sequestro in seguito all'incidente mortale accaduto mentre si stava collaudando una delle rampe di accesso ala nuova statale. Fu quello un tragico evento che ha ulteriormente ritardato l'iter per il riavvio dei lavori. Sono tutti ostacoli che adesso dovremmo esserci lasciati alle spalle, nella speranza che non ne sorgano altri per questo travagliato tratto di strada che tiene banco da oltre un decennio.
Sul tavolo della viabilità camuna restano le questioni dello
svincolo dell'ospedale di Esine e dell'allargamento
del ponte Dazza di Sonico. Sono due interventi minori, ma non per questo poco
importanti. Per ponte Dazza le notizie sono positive, tenuto conto che i
lavori sono già stati appaltati. Per lo svincolo dell'ospedale di Esine, invece, non ci sono novità in vista. Buone notizie
anche per la statale 39 dell'Aprica, come abbiamo avuto modo di scrivere di recente. Tornando ai lotti
quinto e sesto del tratto Nadro‑Berzo Demo, stavolta la
prospettiva della riapertura dei lavori sembra essere qualcosa di più di una
vaga promessa. Non resta che attendere.