BRESCIAOGGI, 30 NOVEMBRE 2007

La linea Brescia-Iseo-Edolo guarda agli investimenti che il “pubblico” ha promesso per potenziare il collegamento tra la città e la valle. Esiguo il numero delle corse sulla linea: sono 38 al giorno. Ancora in attesa dei potenziamenti

Treno della Valcamonica. Il futuro è giunto al bivio

A fine anno scade il contratto di gestione delle Fnm. Ballotta (Cisl): «Linea in gara d’appalto». Servono 12 milioni per acquistare nuovi convogli

di Pietro Gorlani

Il traffico e il conseguente in­quinamento atmosferico au­mentano costantemente an­che in Valcamonica e lungo il Sebino. E intanto cosa fanno le istituzioni per potenziare la li­nea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo? Perchè i passeggeri del­la tratta sono un milione e 50 mila, come 10 anni fa? Perchè non arrivano nuovi treni? E un biglietto unico integrato con Trenitalia? Perchè il servizio passeggeri sulla tratta Iseo-Rovato, che permetterebbe ai ca­muni di raggiungere la linea Milano Venezia, è fermo al pa­lo nonostante mille promes­se?

Queste le domande sui tavoli di Regione e Provincia alla vigi­lia della scadenza (31 dicem­bre), dopo 15 anni, dell'affida­mento della ferrovia camuna alle Fnm (LeNord). E c'è chi, co­me Dario Ballotta della Fit Cisl, mette le istituzioni di fronte a un bivio: «O si potenzia il nu­mero di treni mettendo la pa­rola fine a un servizio da Terzo mondo, oppure è meglio che si pensi a un bando di gara euro­peo. Le Nord hanno una gestio­ne “milanocentrica”, e non sem­brano interessate a migliorare il servizio ai bresciani».

Quella dell'arrivo di altre società di gestione è però un'ipotesi utopistica per Do­menico Ghirardi, segretario della Cgil camuna: «Quel servi­zio è destinato a essere in per­dita, ed è quasi impossibile che sopravviva senza l'aiuto del pubblico. Vero è che que­sto aiuto, promesso più volte, deve arrivare». Intanto l'asses­sore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi sostiene di aver stilato un buon progetto per il rilancio della ferrovia ca­muna: «Servono 12 milioni di euro per l'acquisto di nuovi convogli e nuove corse; la Pro­vincia ne ha messi a disposizione due, la Regione deve fare il resto. Attendiamo risposte».

Una cosa è certa: cittadini, sindaci e sindacati sono stan­chi di promesse. Vogliono che in tempi brevi i progetti di ri­lancio annunciati dall'assesso­re Prignachi (e inseriti nel nuo­vo Piano provinciale della mo­bilità che approderà in consi­glio a inizio 2008) vengano at­tuati. Se è vero che la Regione negli ultimi anni ha investito 150 milioni di euro per l'auto­matizzazione dei passaggi a li­vello e per le migliorie all'inte­ra linea camuna, è vero anche che il numero dei treni giorna­lieri è fermo a 38: da un mese si attendono le due nuove cor­se Brescia-Iseo annunciate da Prignachi (dovevano partire il 5 novembre).

Ballotta è davvero categorico: «In tutta la Provincia serve un rilancio del trasporto pubblico locale. Le potenzialità del servi­zio ferroviario sulla tratta Brescia-Edolo sono enormi, ma servirebbero rinnovate capaci­tà di gestione. Ricordiamoci che sui 108 chilometri di rete bresciana ci sono 38 treni al giorno, sui restanti 263 delle Nord presenti in Lombardia ci sono 760 convogli al giorno. Poi ci sono molte altre cose che non vanno: dalle coincidenze inesistenti una volta arrivati a Brescia all'integrazione tariffa­ria assente. Provincia e Regio­ne dovrebbero valutare seria­mente il rinnovo del contratto di gestione alle Nord». Altra questione rovente è la riapertura al traffico passegge­ri della Rovato-Iseo: la Provin­cia ha dimostrato interesse e ha predisposto uno studio di fattibilità per l'ammodernamento della linea. Ma sono i tempi a essere lenti.


BRESCIAOGGI, 30 NOVEMBRE 2007

I vertici della Fnm

La tratta Iseo-Rovato? «Solo voci, per ora»

 

«Noi abbiamo un contratto ed è evidente che siamo interessati a rinnovarlo e a rimanere sulla Brescia-Iseo-Edolo». Parla chiaro il direttore generale della Fnm, Marco Piuri, che risponde subito anche alle accuse mossegli dal sindacalista Cisl Dario Balotta in merito alla scarsità di treni sulla tratta bresciana: «Questo è un Paese dove tutti chiedono più servizio pubblico che però nessuno è disposto a pagare». Che vuol anche dire: siamo disposti a potenziare la frequenza della linea (e anche ad inserire corse dirette Edolo-Brescia per abbattere i tempi di percorso) ma se ci sono adeguate coperture finanziarie. Da parte di chi? Dell'ente competente, la Regione ovviamente. «Ci accusano di essere milanocentrici ‑ ribatte Piuri­ - ma invito ad approfondire qual è la portata giornaliera di passeggeri delle nostre tratte milanesi rispetto a quella bresciana. Certo che anche a noi piacerebbe poter avere 2mila treni e tutti con l'aria condizionata». E sulla possibilità di aprire ai passeggeri la tratta Iseo-Rovato? Qui arriva la doccia fredda di Piuri: «Nessuno ci ha esplicitamente interrogato su questo servizio. Abbiamo sentito solo rincorrersi voci. Niente di più. Ricordo che è sempre un problema dì risorse e noi siamo l'ultimo anello della catena».

 

 

BRESCIAOGGI, 30 NOVEMBRE 2007

La Provincia

In attesa della Regione per gli investimenti

 

«Da tempo abbiamo presentato alla Regione ‑ spiega l'assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi ‑ un piano strategico per il rilancio del sistema ferro‑gomma in Vallecamonica. Sappiamo anche che per aumentare in modo sufficiente la dotazione di treni e inserire nuove corse dirette servono 12 milioni, di cui 2 li metterà a disposizione la Provincia di Brescia. Adesso siamo in attesa di risposte dal Pirellone e dall'assessore Cattaneo».Noi abbiamo . affrontato con puntualità l'idea di una gara integrata gomma‑ferro per tutta la Valcamonica, prevedendo oltre che il potenziamento della tratta ferroviaria una serie di centri di interscambio con i pullman a Iseo, Pisogne, Darfo, Edolo, Cedegolo, Breno. Avevamo consegnato il bando di gara nel 2004, mala Regione ci comunicò che si riteneva preferibile mettere a gara il sistema su ferro, che poi è stato lasciato in concessione alla Fnm». Prignachi interviene anche sulla questione della Iseo-Rovato: «Abbiamo predisposto uno studio di fattibilità per l'ammodernamento di questa linea, che ci consegneranno a febbraio. L'idea sarebbe quella di creare un interscambio alla stazione di Rovato tra la tratta Fnm e la Milano Venezia. Abbiamo già messo a disposizione anche dei fondi per il rifacimento di passaggi a livello».

 

 

BRESCIAOGGI, 30 NOVEMBRE 2007

La storia

Prima pietra nel 1882. Inaugurata 3 anni dopo

 

I lavori per la ferrovia Brescia-Iseo iniziarono nel 1882: l'incarico venne affidato alla Società per le Ferrovie dell'Alta Italia, con il contributo dell'amministrazione provinciale bresciana. Nel 1885 subentrò nella costruzione la nuova società ferroviaria Rete Adriatica. La linea lunga quasi 24 km, fu inaugurata il 21 giugno 1885. Negli anni successivi, vi fu l'interesse delle industrie della Valle Camonica ad un collegamento ferroviario che fosse alternativo a quello della linea Palazzo lo‑Sarnico.

La Rete Adriatica non effettuò i necessari investimenti e la gestione passò alla Società nazionale ferrovie e tramvie. Agli inizi del 1905 iniziarono i lavori del primo lotto della nuova tratta Iseo-Edolo. La linea completa venne aperta il 4 luglio 1909. Per aggirare il passaggio della linea a Monterotondo, che creava numerosi problemi ai treni merci, e quindi avere un collegamento più facile con la linea ferroviaria Milano-Venezia, venne costruita la Iseo-Rovato e, da questa, la Bornato‑Paderno. La prima tratta venne inaugurata il 3 settembre 1911; nel 1975 chiuse il servizio viaggiatori lungo la Rovato-Iseo. Nel 1987 alle Snft subentrò nella gestione il Consorzio Brescia Nord, formato dalla Ferrovie Nord Milano Esercizio, dalla Provincia di Brescia e dalla stessa Snft. Nel 1993, la Ferrovie Nord Milano acquistò l'intero pacchetto azionario del Consorzio e assunse la gestione diretta della concessione. Verso la fine degli anni Novanta, anche a seguito di una serie di gravi incidenti fra autoveicoli e treni, sono stati effettuati numerosi miglioramenti infrastrutturali (spesi oltre 100 milioni di euro).