La linea Brescia-Iseo-Edolo guarda agli investimenti che il “pubblico” ha promesso per potenziare il collegamento tra la città e la valle. Esiguo il numero delle corse sulla linea: sono 38 al giorno. Ancora in attesa dei potenziamenti
A fine anno scade il contratto di
gestione delle Fnm. Ballotta (Cisl): «Linea in gara d’appalto». Servono 12
milioni per acquistare nuovi convogli
di Pietro
Gorlani
Il traffico e il conseguente inquinamento
atmosferico aumentano costantemente anche in Valcamonica e lungo il Sebino. E intanto cosa fanno le istituzioni per potenziare la linea
ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo? Perchè i passeggeri della
tratta sono un milione e 50 mila, come 10 anni fa? Perchè non arrivano nuovi
treni? E un biglietto unico integrato con Trenitalia?
Perchè il servizio passeggeri sulla tratta Iseo-Rovato,
che permetterebbe ai camuni di raggiungere la linea Milano Venezia, è fermo al
palo nonostante mille promesse?
Queste le domande sui tavoli di
Regione e Provincia alla vigilia della scadenza (31 dicembre), dopo 15 anni,
dell'affidamento della ferrovia camuna alle Fnm
(LeNord). E c'è chi, come Dario Ballotta della Fit Cisl, mette le istituzioni
di fronte a un bivio: «O si potenzia il numero di
treni mettendo la parola fine a un servizio da Terzo
mondo, oppure è meglio che si pensi a un bando di gara europeo. Le Nord hanno una gestione “milanocentrica”, e non sembrano
interessate a migliorare il servizio ai bresciani».
Quella dell'arrivo di altre società di gestione è però un'ipotesi utopistica
per Domenico Ghirardi, segretario della Cgil camuna: «Quel servizio
è destinato a essere in perdita, ed è quasi impossibile che sopravviva senza
l'aiuto del pubblico. Vero è che questo aiuto, promesso più volte, deve
arrivare». Intanto l'assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi
sostiene di aver stilato un buon progetto per il rilancio della ferrovia camuna:
«Servono 12 milioni di euro per l'acquisto di nuovi
convogli e nuove corse; la Provincia ne ha messi a disposizione due, la
Regione deve fare il resto. Attendiamo risposte».
Una cosa è certa: cittadini,
sindaci e sindacati sono stanchi di promesse. Vogliono che in tempi brevi i
progetti di rilancio annunciati dall'assessore Prignachi (e inseriti nel nuovo Piano provinciale della mobilità che approderà in consiglio
a inizio 2008) vengano attuati. Se è vero che la Regione negli ultimi anni ha
investito 150 milioni di euro per l'automatizzazione
dei passaggi a livello e per le migliorie all'intera linea camuna, è vero
anche che il numero dei treni giornalieri è fermo a 38: da un mese si attendono
le due nuove corse Brescia-Iseo annunciate da Prignachi (dovevano partire il 5
novembre).
Ballotta è
davvero categorico: «In tutta la
Provincia serve un rilancio del trasporto pubblico locale. Le potenzialità del servizio ferroviario sulla tratta Brescia-Edolo sono
enormi, ma servirebbero rinnovate capacità di gestione. Ricordiamoci che sui
108 chilometri di rete bresciana ci sono 38 treni al
giorno, sui restanti 263 delle Nord presenti in Lombardia ci sono 760 convogli
al giorno. Poi ci sono molte altre cose che non vanno: dalle
coincidenze inesistenti una volta arrivati a Brescia all'integrazione
tariffaria assente. Provincia e Regione dovrebbero
valutare seriamente il rinnovo del contratto di gestione alle Nord». Altra
questione rovente è la riapertura al traffico passeggeri della Rovato-Iseo: la
Provincia ha dimostrato interesse e ha predisposto uno studio di fattibilità
per l'ammodernamento della linea. Ma sono i tempi a
essere lenti.
I vertici della Fnm
«Noi abbiamo un contratto ed è
evidente che siamo interessati a rinnovarlo e a rimanere
sulla Brescia-Iseo-Edolo». Parla chiaro il direttore generale della Fnm, Marco
Piuri, che risponde subito anche alle accuse mossegli dal sindacalista Cisl
Dario Balotta in merito alla scarsità di treni sulla tratta bresciana: «Questo
è un Paese dove tutti chiedono più servizio pubblico che però nessuno è
disposto a pagare». Che vuol anche dire: siamo disposti a
potenziare la frequenza della linea (e anche ad inserire corse dirette Edolo-Brescia
per abbattere i tempi di percorso) ma se ci sono adeguate coperture finanziarie.
Da parte di chi? Dell'ente competente, la Regione ovviamente. «Ci accusano di essere milanocentrici ‑ ribatte Piuri - ma invito
ad approfondire qual è la portata giornaliera di passeggeri delle nostre tratte
milanesi rispetto a quella bresciana. Certo che anche a noi
piacerebbe poter avere 2mila treni e tutti con l'aria condizionata». E sulla possibilità di aprire ai passeggeri la tratta Iseo-Rovato?
Qui arriva la doccia fredda di Piuri: «Nessuno ci ha esplicitamente interrogato
su questo servizio. Abbiamo sentito solo rincorrersi voci. Niente di più.
Ricordo che è sempre un problema dì risorse e noi siamo
l'ultimo anello della catena».
La Provincia
«Da tempo abbiamo presentato alla
Regione ‑ spiega l'assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi ‑
un piano strategico per il rilancio del sistema ferro‑gomma in
Vallecamonica. Sappiamo anche che per aumentare in modo sufficiente la
dotazione di treni e inserire nuove corse dirette servono 12 milioni, di cui 2
li metterà a disposizione la Provincia di Brescia. Adesso siamo in attesa di risposte dal Pirellone e dall'assessore Cattaneo».Noi
abbiamo . affrontato con
puntualità l'idea di una gara integrata gomma‑ferro per tutta la
Valcamonica, prevedendo oltre che il potenziamento della tratta ferroviaria una
serie di centri di interscambio con i pullman a Iseo, Pisogne, Darfo, Edolo,
Cedegolo, Breno. Avevamo consegnato il bando di gara nel 2004, mala Regione ci comunicò che si riteneva preferibile mettere a gara il
sistema su ferro, che poi è stato lasciato in concessione alla Fnm». Prignachi
interviene anche sulla questione della Iseo-Rovato:
«Abbiamo predisposto uno studio di fattibilità per l'ammodernamento di questa
linea, che ci consegneranno a febbraio. L'idea sarebbe quella di creare un
interscambio alla stazione di Rovato tra la tratta Fnm e la Milano Venezia.
Abbiamo già messo a disposizione anche dei fondi per il rifacimento di passaggi
a livello».
La storia
I lavori per la ferrovia Brescia-Iseo
iniziarono nel 1882: l'incarico venne affidato alla Società
per le Ferrovie dell'Alta Italia, con il contributo dell'amministrazione
provinciale bresciana. Nel 1885 subentrò nella costruzione la nuova società
ferroviaria Rete Adriatica. La linea lunga quasi 24 km, fu
inaugurata il 21 giugno 1885. Negli anni successivi, vi fu l'interesse
delle industrie della Valle Camonica ad un collegamento ferroviario che fosse alternativo a quello della linea Palazzo lo‑Sarnico.
La Rete Adriatica non effettuò i
necessari investimenti e la gestione passò alla Società nazionale ferrovie e
tramvie. Agli inizi del 1905 iniziarono i lavori del primo lotto della nuova
tratta Iseo-Edolo. La linea completa venne aperta il 4
luglio 1909. Per aggirare il passaggio della linea a Monterotondo, che creava
numerosi problemi ai treni merci, e quindi avere un collegamento più facile con
la linea ferroviaria Milano-Venezia, venne costruita
la Iseo-Rovato e, da questa, la Bornato‑Paderno. La prima tratta venne inaugurata il 3 settembre 1911; nel 1975 chiuse il
servizio viaggiatori lungo la Rovato-Iseo. Nel 1987 alle Snft subentrò nella
gestione il Consorzio Brescia Nord, formato dalla Ferrovie
Nord Milano Esercizio, dalla Provincia di Brescia e dalla stessa Snft. Nel
1993, la Ferrovie Nord Milano acquistò l'intero
pacchetto azionario del Consorzio e assunse la gestione diretta della
concessione. Verso la fine degli anni Novanta, anche a seguito di una serie di
gravi incidenti fra autoveicoli e treni, sono stati effettuati
numerosi miglioramenti infrastrutturali (spesi oltre 100 milioni di euro).