BRESCIAOGGI, 17 MAGGIO 2007

Nel piano quinquennale dell’ente sono sparite alcune opere importanti come la Statale 42 e la 45bis. La denuncia della Provincia

Anas, Brescia resta a bocca asciutta

Finanziata solo la Vobarno-Sabbio, nulla per la Valcamonica e l’alto Garda

di Mario Mattei

Trenta milioni di euro a fronte di una necessità di 111: è quanto stanziato dal­1'Anas (che in provincia ha ancora tre strade: la 45bis gardesana occiden­tale da Rezzato al confine con il Trentino, la 42 dal confine bergamasco al To­nale e la 39 da Edolo al­l'Aprica) per la provincia di Brescia per il piano quinquennale 2007‑2011. Trenta milioni su 534 per la Lombardia (fondi previ­sti dalla Finanziaria, in tutto si arriva a quasi 800 milioni): davvero pochi­no, cui va aggiunta la con­siderazione che su quat­tro interventi strategici sulla viabilità provincia­le soltanto uno e finanzia­to.

• LA VALSABBIA. Si trat­ta della Vobarno‑Sabbio Chiese, il cui avanzamen­to lavori principali ha rag­giunto 1'80°/a (mancano inoltre le finiture); una va­riante per cui nei mesi scorsi i residenti hanno più volte alzato la voce e che finalmente dovrebbe vedere la luce: il piano comprende infatti i 29,3 milioni di euro necessari per chiudere l'opera. L'as­sessore Mauro Parolini nei giorni scorsi ha solle­citato Anas ad accelerare i tempi per il bando, che potrebbe chiudersi nel volgere di 4‑5 mesi: dire che entro fine anno i can­tieri potrebbero aprire è conciliabile con gli attua­li tempi tecnici, meno vi­sti i precedenti. E' certo. però che a questo punto i soldi ci sono e la strada an­drà a essere terminata.

• LA VALCAMONICA. Erano due i finanziamen­ti attesi: 45 milioni di eu­ro .per chiudere i lavori, per cui c'è già il progetto esecutivo e un appalto as­segnato, sulla 42 tra Nadro‑Cedegolo, e la varian­te a Corteno Golgi per la strada dell'Aprica, 25 mi­lioni. Fulmine a ciel sere­no: nessuno dei due pro­getti entra nel piano Anas.

«Siamo a livello di pro­getti definitivi, di opere appaltabili‑ha detto l'as­sessore Mauro Parolini ‑e anche se l'assessore re­gionale Cattaneo ha fatto capire che ci ascolterà in questo senso, ci è stato det­to che per adesso i soldi per la Valcamonica non possono entrare in questo piano. Forse si potrebbe limare qualcosa rispetto ad altre province che hanno avuto di più, ma se le ri­sorse non entrano in que­sto piano, ci dicano dove le possiamo trovare». Tra l'altro, ha ricordato il presidente Cavalli, il ministro Di Pietro aveva ga­rantito dieci milioni alla fine dell'anno scorso per la Valcamonica, « ma ades­so non c'è più traccia di questi soldi». Si tratta, hanno detto Parolini e Ca­valli, di una super‑priori­tà, per la quale «ci faccia­mo carico adesso di ester­nare il nostro disappunto) e successivamente di muoverci per stimolare tutti sui problemi della viabilità bresciana, per­ché sono sparite opere promesse e programma­te». Non ci sono soldi nem­meno per lo svincolo dell’ospedale di Esine né per la sistemazione di una curva pericolosa a Sonico.

• IL GARDA. Niente da fa­re neanche per la messa in sicurezza del tratto tra Limone e il confine con il Trentino: gli undici milio­ni di euro per i lavori so­no stati per adesso accan­tonati, messi per adesso in una fascia di lavori defi­nita di «inseribilità» : in poche parole, i lavori so­no previsti ma saranno fi­nanziati soltanto nel caso «salti» qualcosa che in questo momento è ritenu­to più importante. Le preoccupazioni. Il piano non è definitivo, ma poco ci manca. E non ha soddisfatto gli ammini­stratori bresciani: « Que­sta è una sollecitazione, se si vuole anche una pro­testa verso Anas ‑ ha det­to il presidente Cavalli ‑ e se davvero c'è un "tesoret­to" da utilizzare, noi avremmo qualche sugge­rimento. Questo piano è sorprendente e insoddi­sfacente».

«Non vogliamo denun­ciare una atteggiamento di sordità da parte di Anas ‑ ha aggiunto l'asses­sore Parolini ‑ anche per­ché sia con il ministero che con la direzione generale ho trovato dialogo e capacità di capire i proble­mi, instaurando un bel rapporto anche più veloce­mente rispetto ai tempi del governo Berlusconi. E' certo però che i nostri lavori sono urgenti, sono tutti in fase progettuale avanzatissima e vanno chiusi. Mi auguro che pos­sano essere finanziati nel più breve tempo possibi­le.