BRESCIAOGGI, 17 MAGGIO 2007

I commenti. Nelle valli bresciane stati d’animo opposti

I camuni furiosi: «Ora basta!». Pasini: «Impegno premiato»

di Mario Mattei

«Se sono queste le inte­nzioni dell'Anas, siamo pronti a farci sentire». Non nasconde il proprio disappunto il presidente della Comunità monta­na di Valcamonica Alessandro Bonomelli: «Co­me al solito, l'Anas non si dimostra un interlocu­tore serio. In ogni caso, mi aspetto di trovare i soldi nella Finanziaria dell'anno prossimo: ci muoveremo presso tutte le istituzioni preposte, e mi auguro che almeno per marzo‑aprile dell'an­no prossimo si possa ri­partire con i lavori. Si tratta comunque di 45 milioni che ci sono, si tratta ora di far loro tro­vare la strada per arriva­re in Valcamonica il più presto possibile».

C'era anche da valuta­re poi l'aggancio del set­timo lotto della 42 e la va­riante di Edolo, un'ope­ra fondamentale che an­drà a costare fino a due­cento milioni di euro, ma per adesso non se ne può fare niente «anche perché sono pochi ‑ ha detto l'assessore Paroli­ni - i poco più di 4 miliar­di in cinque anni per le strade italiane». «Il completamento del settimo lotto e lo svincolo di Edo­lo ‑ aggiunge Bonomelli ‑ così come i novecento­mila euro per Esine e Sonico, sarebbero altre due opere fondamentali; ma anche in questo caso tutto sembra fermo. È l'ennesima pagina nega­tiva della vicenda».

«Sto preparando una lettera da inviare a tutte le istituzioni coinvolte ‑dice il segretario genera­le della Cgil Valcamonica-Sebino Domenico Ghirardi ‑ perché è ora di finirla con il teatrino della politica. Devo poi dire che questa notizia non mi sorprende più di tanto: è da tempo che so­spetto che l'incidente delle incisioni sia servi­to solo a spostare i fondi in un bacino che abbia maggior interesse eletto­rale. E poi la pratica del­lo scaricabarile, con tut­ti che se le prendono con 1'Anas: ma tocca alla Pro­vincia la manutenzione della strada, e se si guar­da in che stato è...Io dico che ci vuole coraggio nel­le scelte, e coraggio si­gnifica etica: ma se poi alla fine quando cambia un'amministrazione lo­cale, il primo pensiero è dare addosso agli avver­sari, e non provare a rim­boccarsi le maniche, non si va da nessuna par­te. E non possiamo stare a guardare le montagne sperando che nascano le strade». Durissimo dun­que Ghirardi, ma anche Gianbettino Polonioli, segretario generale del­la Cisl camuna, non è da meno: «Siamo esterrefat­ti ed ora vogliamo chia­rezza. Abbiamo fatto la scorsa settimana un co­mitato per la viabilità è ci erano state date alcu­ne rassicurazioni. Ora questa doccia fredda. Co­me stanno veramente le cose? Ci sono altri cana­li al di fuori dal piano quinquennale dell'Anas dover reperire le risor­se? I politici e gli enti, Provincia compresa, ci dicano quali sono le vie d'uscita».

Dunque, si può festeg­giare soltanto in Valsab­bia: «Siamo super con­tenti ‑ dice il presidente della Comunità Monta­na Ermano Pasini ‑ l'impegno nostro, dei co­muni, della Regione e della Provincia, al di là di qualsiasi colore politi­co, è stato premiato. E' una liberazione, è un'opera che attendia­mo da trent'anni che da­rà slancio alla valle e alle imprese per essere sempre più competitive. Quando apriranno i can­tieri? Dopo tanti ritardi e promesse, sarebbe bel­lo che una volta ci sor­prendessero e partisse­ro davvero entro la fine dell'anno».