LA REPUBBLICA, 24 AGOSTO 2007
È scomparso ieri a 80 anni, era stato segretario Cgil dall’88 al ’94. Prodi: rigoroso in anni difficili. Montezemolo: serio e leale
Napolitano: è stato un protagonista nelle battaglie per il lavoro
di (a. fon.)
È stata la Cgil a dare notizia, ieri pomeriggio, della morte di Bruno Trentin. L'ex leader sindacale, che aveva 81 anni, si è spento al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato per una grave polmonite. Un anno fa, Trentin era caduto dalla bicicletta, in Austria, accusando un grave trauma cranico che ne aveva minato le difese immunitarie. Adesso il mondo politico e sindacale gli rende omaggio, sottolineandone la visione moderna della società e la piena ostilità ad ogni deriva violenta.
Giorgio Napolitano, ora presidente della Repubblica, ha seduto con Bruno Trentin al Parlamento Europeo: «Scompare con lui ‑ dice ‑ un grande protagonista delle battaglie del lavoro, del pro: cesso di unità del sindacato, della storia democratica». Fausto Bertinotti,lui pure ex leader sindacale, attuale presidente della Camera, ne rievoca il ruolo: «Dall'elaborazione della svolta nella Cgil di Di Vittorio, fino al ruolo di guida della Fiom negli anni della riscossa operaia, l'ex segretario generale Cgil incarna la storia stessa del movimento dei lavoratori». Franco Marini, presidente del Senato, un vita nella Cisl, ne parla come di un «intellettuale raffinato».
Il premier Prodi ricorda che non era facile tenere certe posizioni negli anni del terrorismo: eppure «lui si impegnò nel definire politiche a tutela dei lavoratori nel rispetto scrupoloso dei valori della nostra Costituzione». Il vice premier Rutelli sottolinea che Trentin «aveva compreso per tempo i grandi cambiamenti della società». «E anche le profonde contraddizioni del Paese», aggiunge Enrico Letta.
Gli rende omaggio, in questo quadro, il presidente degli industriali Montezemolo: «Esprimo il cordoglio di Confindustria. Trentin era un interlocutore serio e leale. Ha guidato la Cgil in anni difficili e ha svolto un ruolo essenziale nella definizione degli accordi del luglio '93» . La concertazione, nota il capo della Uil Angeletti, «ha dato risultati preziosi anche grazie al suo coraggio». E su questo tasto batte il sindaco di Roma, Walter Veltroni: «Appassionato consigliere comunale, «nel 1993 fu tra i protagonisti del coraggioso protocollo sulla politica dei redditi». Sergio D'Antoni, ex segretario della Cisl, ricorda: «Due grandi accordi, come quelli del '92 e del '93 sono stati decisivi per l'ingresso dell'Italia nell'euro e per superare la crisi».
Il ministro per lo Sviluppo Economico Bersani considera i Ds, l' Ulivo, il futuro Partito Democratico anche figli suoi: «Ha contribuito in modo importante al rinnovamento programmatico della sinistra».