L’UNITà, 24 AGOSTO 2007
Napolitano: «Scompare un grande protagonista della storia democratica del Paese». Fassino: «Con le sue scelte ha impresso il segno di una cultura riformista alla Cgil e al sindacato». Prodi: «In anni difficili lavorò per definire con il Governo politiche nella tutela dei lavoratori». Bertinotti: «È un grave lutto per il sindacato, per le sinistre, per la Cgil, per l’intero movimento operaio». Montezemolo: «Esprimo il cordoglio della Confindustria per la scomparsa di un interlocutore serio e leale»
Un anno fa la caduta in bici di cui non si era mai del tutto ripreso. La Cgil: «Una lezione di rigore e coerenza». Marini: protagonista della nostra storia. Rutelli: aveva capito per tempo i grandi cambiamenti dell’Italia
di Luigina Venturelli
Una fatale caduta in bicicletta, le cui conseguenze si sono fatte sentire a mesi di distanza, ha gettato nel lutto il mondo sindacale e politico italiano. Ieri, all'età di 81 anni, è morto l'ex segretario generale della Cgil Bruno Trentin. Si è spento al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite resistente alla terapia antibiotica e per una febbre intrattabile, aggravata da una carenza immunitaria legata al grave trauma cranico subito un anno fa. Lo scorso agosto Trentin, durante un'escursione su due ruote nelle montagne austriache, era scivolato battendo violentemente la testa. Un trauma, purtroppo, mai definitivamente superato.
A darne notizia «con immenso dolore» la famiglia, la Cgil e i Democratici di sinistra, che perdono una persona amata e uno dei padri fondatori del movimento sindacale e della cultura democratica italiana. «Ci lascia una lezione di grande rigore morale, coerenza e autonomia difese con intransigenza, di attenzione ai valori sociali e di difesa del valore della confederalità» lo ricorda, a nome di tutta la Cgil, il segretario generale Guglielmo Epifani. Profonda commozione anche nella Fiom, la categoria di cui Trentin fu segretario per quindici anni: «Ha guidato i metalmeccanici alle più importanti conquiste della loro storia, che hanno segnato in positivo la storia della democrazia e del movimento operaio in Italia. La sua scomparsa crea un vuoto incolmabile» afferma il segretario Gianni Rinaldini.
Piene di cordoglio anche le parole degli altri sindacati confederali. La Cisl ricorda il suo essere «attento alle ragioni unitarie dell'azione sindacale e ai diritti dei più deboli, sempre in prima linea nella difesa della libertà e della democrazia nel nostro Paese», la Uil piange la perdita di «un grande uomo».
Dolore e cordoglio sono espressi dal presidente della Repubblica, dal premier e dai presidenti di Camera e Senato e da tutto il mondo della politica. «Era una personalità politica di straordinario spessore morale e politico ‑ dice
Piero Frisino ‑, resterà in noi la straordinaria lezione morale e politica di chi ha speso un'intera vita al servizio dei lavoratori e di un sindacato pensato e vissuto come un grande soggetto di liberazione umana, di innovazione culturale e di trasformazione sociale». «La scomparsa di Bruno Trentin è una di quelle notizie che non si vorrebbero mai avere» commenta il sindaco di Roma, Walter Veltroni. «Aveva compreso per tempo i grandi cambiamenti della società e del mondo del lavoro» ricorda il vice premier Francesco Rutelli. «Un uomo di grande capacità propositiva nell'elaborazione politica» rammenta il ministro Pierluigi Bersani.