L’UNITà, 25 AGOSTO 2007
Lunedì i funerali. Ciampi ricorda la sfida del ’93: «Seppe guardare al bene comune»
di Luigina Venturelli
L'ultimo saluto non poteva che essergli rivolto nel luogo in cui spese il lavoro sindacale e politico di tutta una vita. Oggi, alla storica sede della Cgil nazionale a Roma, si aprirà la camera ardente per ricordare Bruno Trentin. Un lungo e commosso addio, dalle dieci di stamattina fino alle quindici di lunedì prossimo, quando si svolgerà la cerimonia funebre nel piazzale davanti all'edificio di Corso Italia. Saranno presenti il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, il ministro del Lavoro Cesare Damiano (attualmente fuori Roma, parteciperà al funerale lunedì), delegazioni di Cisl e Uil (i leader Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono all'estero) e, soprattutto, migliaia di lavoratori e di lavoratrici da tutta Italia.
Alla loro tutela Trentin ha dedicato tutto il suo impegno in qualità di «uomo delle istituzioni», come sottolinea l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Da giovane militante di Giustizia e Libertà a responsabile massimo della principale organizzazione sindacale del paese, c'è una continuità nel segno dell'impegno in favore dello sviluppo civile, sociale e economico dell'Italia» rileva il senatore a vita. «Nella sua azione di sindacalista ha rifuggito da visioni miopi o corporative, sempre si è ispirato al dettato costituzionale che riconosce il primato del lavoro, in quanto mezzo di realizzazione piena dell'uomo espressione compiuta della sua dignità, elemento propulsivo per il progresso della società».
Nel messaggio inviato alla famiglia, Ciampi ricorda anche l'accordo del luglio 1993, che introdusse in Italia la politica dei redditi eliminando gli automatismi salariali e introducendo l'inflazione programmata: «Nella tristezza del momento il mio pensiero torna a quei giorni, mentre si fa più acuto il rimpianto per il venir meno di una figura nobilissima di servitore delle istituzioni, dell'uomo che ha costantemente, tenacemente guardato al bene comune».
Il lutto per la scomparsa del grande sindacalista continua così a segnare la ripresa dell'agenda politica. «Con la scomparsa di Bruno Trentin viene a mancare al Paese una figura importante della nostra vita sociale, politica e culturale» commenta Anna Finocchiaro. «Uomo di grande sensibilità, dopo aver partecipato attivamente alla Liberazione del nostro Paese, ha difeso i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con spirito aperto nella ricerca di un confronto che portasse innanzitutto unità e innalzamento dei livelli democratici» scrive l'esponente Ds a nome di tutte le senatrici e i senatori dell'Ulivo. Sugli stessi toni Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci: «È importante che la sua figura resti un punto di riferimento per le nuove generazioni».
E ieri la Festa nazionale dell'Unità
al Parco Nord di Bologna ha aperto i battenti con un minuto di silenzio in
ricordo del «partigiano e dirigente sindacale»: il momento di raccoglimento
all'inizio della cerimonia d'inaugurazione si è concluso con il lungo applauso
di quanti già nel pomeriggio affollavano i viali della festa.